Elizabeth Jane Howard.
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Il tempo dell'attesa.
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Parte 4.
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Titolo originale: Marking Time. 1991.
Traduzione di: Manuela Francescon.
2016. Fazi Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Polly. Luglio-ottobre 1941.
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 troppa strada per te. Se anche riesci ad arrivare, sarai troppo stanca per tornare indietro.
No, non  vero. Guard Simon con rabbia: era evidente che stava ripetendo quello che diceva Teddy, e in modo molto irritante. Ma se ci tenete ad andare per conto vostro..., disse.
Non  questo, si affrett a dire Teddy; escludere arbitrariamente qualcuno da una qualunque iniziativa era contro la legge dei Cazalet.  solo che non ti ci vedo a pedalare per quasi trenta chilometri.
Camber non dista affatto quindici chilometri da qui!.
Ma quasi! E noi abbiamo le bici a tre velocit.
Va bene. Ho capito che non mi volete.
Non vogliono neanche me, interloqu Neville. Il che  ben pi grave.
Ti dico una cosa, disse Neville a Polly mentre gli altri due si allontanavano alla chetichella. Quando saranno vecchi e cadenti e mi pregheranno perch li porti sulla mia auto da corsa, io gli dir di no. Oppure sul mio aeroplano, che probabilmente user per i viaggi pi lunghi. Gli dir che sono troppo vecchi per fare qualunque cosa divertente. Dei vecchi scemi.
Non dovresti dire queste cose.
 quello che presto diventeranno. I maschi stupidi sono scemi, le femmine stupide sono oche. Scemi e oche, capito?.
La guard sperando di aver suscitato scandalo. Era cresciuto molto nell'ultimo anno, tanto che i pantaloncini gli arrivavano diversi centimetri sopra le ginocchia ossute, ma i capelli gli crescevano ancora in ciuffi disordinati e il collo esile e nervoso gli dava un'aria vulnerabile. Tutto in lui sembrava assemblato male: i denti erano esageratamente grossi per la sua bocca, i piedi chiusi nei sandali sudici sembravano enormi, le orecchie erano troppo sporgenti; il torace magro e gi un poco abbronzato, con le costole in rilievo, gli conferiva un senso di fragilit e faceva un brutto effetto sopra il cinturone di cuoio da cui pendeva un coltellaccio. Aveva addosso numerose piccole ferite: graffi, tagli, vesciche, pellicine, persino un'ustione sulla mano destra, che si era procurato facendo esperimenti con la lente d'ingrandimento. La sua espressione abituale era un miscuglio di provocazione e ansia. Polly si domand cosa si provasse a essere lui, e si rese conto di colpo che non lo avrebbe mai saputo.
Stavo pensando di andare a Bodiam in bicicletta, disse. Vuoi venire?.
Vide il piacere che gli dava fingere di essere indeciso se accettare o meno. Poi, con un tono di voce che era una pregevole imitazione del colonnello Chinstrap della trasmissione radiofonica It'sThatManAgain, disse: Non  affatto una cattiva idea.
Quel gesto le cost caro. Durante l'andata le vennero le solite fitte allo stomaco del primo giorno e il resto della gita - fecero merenda sull'erba, visitarono il castello, gli imped di buttarsi nel fossato e lo convinse a scendere dalla cima di un'alta quercia - le fu guastato dal terrore di cominciare a sanguinare senza avere niente da mettersi per tamponare, e di spaventare Neville o di provocargli ribrezzo. Il ritorno fu sfiancante: gli disse che era stanca e che doveva andare piano, ma che lui, se voleva, poteva pedalare pi in fretta; ma non lo fece. Continuava a staccarla di alcuni metri per poi tornare indietro. Hai fatto bene a non andare a Camber, disse tutto allegro. Ti saresti dovuta fermare e passare la notte in mezzo a un campo o dentro una chiesa.
Pi tardi le disse anche, con tono incoraggiante: Non  colpa tua, per. Non puoi farci niente se sei una femmina. Le femmine si stancano presto, credo che abbia a che fare con i capelli.
Quando furono arrivati, gli chiese se poteva mettere a posto anche la sua bicicletta e lui disse che lo avrebbe fatto certamente.
Sal le scale a fatica, si fece un bagno e si stese sul letto. Le doleva la testa, le doleva lo stomaco e si sentiva a pezzi: non le andava nemmeno di leggere. Per Neville si era divertito, ne era valsa la pena. In quel momento decise che ogni settimana avrebbe fatto qualcosa per qualcuno e stil una lista delle persone, scrivendo accanto a ogni nome il gesto adatto da compiere. Per alcuni era facile. Il Generale, per esempio: bastava leggergli alcune pagine del Timber Trades Journal, che era di una noia mortale; per alcuni invece, come per sua madre e per Miss Milliment, era piuttosto complicato. Alla fine, decise di fare un cardigan a maglia per Miss Milliment: un'impresa colossale che avrebbe richiesto mesi di lavoro, ma poteva darglielo come regalo di Natale, un regalo speciale, molto superiore a quelli che faceva di solito. A sua madre l'idea piacque e si offr di trovare un modello in grado di contenere la considerevole mole di Miss Milliment. Dovr essere un modello da uomo, le disse. Il che vuol dire che avr i bottoni a sinistra. Credi davvero che lo porterai a termine? Altrimenti sarebbe un terribile spreco di lana.
Promise di s, e insieme a Clary and all'emporio di Watlington a scegliere la lana, ma Mrs Cramp aveva solo lana adatta a bambini piccoli, oppure gomitoli color cachi e blu scuro. Di questi tempi la gente non chiede che questi, disse. Alla fine zia Villy fu cos buona da comprarne un po' a Londra, non prima di una serie di annose discussioni sul colore che sarebbe stato meglio a Miss Milliment. Il guaio era che ogni colore che veniva proposto sembrava una pessima idea: un color vino non stava bene con la sua pelle giallastra, il verde bottiglia avrebbe fatto somigliare i suoi capelli a delle alghe, il grigio era troppo banale, il rosso l'avrebbe resa simile a un autobus di Londra. E cos via. La scelta cadde infine su un blu indistinto, melangiato. Bene, Miss Milliment era sistemata, e dato che poteva occuparsene solo in assenza della destinataria, il lavoro non procedeva molto spedito. Il vero problema era sua madre. L'unica cosa che desidera davvero  che pap non vada pi a Londra, e io per questo non posso fare proprio niente, aveva detto una volta a Clary. Poi un giorno entr in camera di sua madre e la trov che si toglieva le forcine dai capelli seduta al tavolo da toletta.
Ho un gran bisogno di lavarmi i capelli, disse. Mi daresti una mano? Non  facile sciacquarli bene, e stare china sul lavandino tutto quel tempo mi fa girare la testa.
Dopo quella volta lav i capelli alla madre ogni venerd, prima che suo padre arrivasse da Londra per passare il fine settimana con loro, ed escogit anche un metodo molto efficace: seduta su una sedia della giusta altezza, sua madre poteva poggiare la testa sul lavandino ed evitare i giramenti di testa.
Un altro osso duro era pap. Ormai lo vedeva molto di rado, e ogni volta non le sfuggiva quanto fosse stanco. Quando arrivava a Home Place il venerd sera aveva sempre lo spasmo nervoso alla tempia ed era grigio in volto dalla stanchezza. Inoltre era difficile stare sola con lui: c'era cos tanta gente in casa e, dato che adesso lei mangiava a tavola con gli adulti, lui non veniva pi ad augurarle la buonanotte in camera. A cena di solito si parlava molto della guerra: Hitler aveva invaso la Russia, perci adesso i russi erano alleati, e la cosa ai suoi occhi non faceva che procrastinare ulteriormente la fine del conflitto.
Poi, un sabato, Hugh le chiese di andare a Hastings con lui. Solo tu, Poll. Non riusciamo mai a stare insieme.
Andarono in macchina, perch pap aveva dei buoni benzina in pi per l'azienda, e fu un sollievo quando riuscirono a lasciare casa, perch diverse persone avevano cercato di unirsi a loro. Sei sicura che non ti dispiaccia?, aveva chiesto ansiosamente a Clary.
Ma certo che no!.
Polly per sapeva che non era vero e aveva aggiunto: Vorrei tanto avere pap tutto per me, per un po'.
E Clary le aveva fatto un gran sorriso inaspettato e aveva ribadito. Certo. Lo capisco perfettamente.
Teddy e Simon avevano fatto fuoco e fiamme pur di unirsi a loro, ma Hugh li aveva messi a tacere.  una cosa per me e Polly. Voi restate a casa, aveva detto mentre erano gi sulla porta. Polly si era messa il vestito rosa e le scarpe da tennis che aveva appena sbiancato. Ma erano ancora umide e diventarono pi bianche mentre si asciugavano, durante il tragitto per andare a Hastings.
Hai qualche idea?, gli domand intanto che le grida ( un'ingiustizia!) si dileguavano in lontananza.
Andiamo a cercare un bel regalo per mamma. Chiss, magari troviamo anche qualche altra cosa. Stavo pensando a un regalo di post compleanno per te.
Mi hai gi regalato questo bellissimo orologio. Le stava un po' largo intorno al polso e lo spost.
Quello lo abbiamo scelto insieme a Edimburgo, durante la nostra ultima vacanza... voglio dire, l'ultima che abbiamo fatto.
Lo guard chiedendosi il perch di quella bizzarra precisazione.
Che c'?, domand lui percependo la sua perplessit.
Come mai sei cos pedante?.
Non lo so proprio. Che ne pensi del fatto che i russi adesso sono con noi? Meglio averli come alleati che come nemici, non sei d'accordo?.
A me pare solo che la guerra diventi ancora pi mondiale, cos, disse. Se solo avessimo gli americani dalla nostra parte....
Non li abbiamo nemmeno contro. Mr Roosevelt ha gi fatto molto per noi. In effetti, senza il suo aiuto, chiss dove saremmo adesso.
Ma non  come se fossero nostri alleati e ci aiutassero a combattere contro i tedeschi. Dopotutto nell'ultima guerra l'hanno fatto.
Potrebbero ancora farlo. Ma, Polly cara, pensaci, tu che sei tanto contraria alla guerra, immagina di essere americana: che ne diresti se la guerra fosse la loro e noi tutti dovessimo lasciare il nostro paese e andare dall'altra parte del mondo a combattere al loro fianco? Tutti gli uomini, intendo dire, precis; non approvava che le donne andassero in guerra. Probabilmente diresti che quella  la loro guerra e che devono sbrigarsela da soli.
Lo sai, pap, che non ho mai conosciuto un americano?.
 un po' quello che volevo dire.
D'altra parte, se Hitler vince qui da noi, probabilmente vorr conquistare anche altri paesi, per esempio il loro, e allora non saranno molto contenti.
Io credo che Hitler gi in Russia abbia fatto il passo pi lungo della gamba. Non vincer, aggiunse.
E quanto tempo ci vorr?.
Non ne ho la pi pallida idea. Non accadr tanto presto. Ma le cose vanno meglio rispetto all'anno scorso.
Di che parli? Gli attacchi aerei, i razionamenti, la conquista della Francia e di tutti quegli altri paesi. A me sembra che vada sempre peggio!.
L'anno scorso a quest'ora c' mancato poco a che ci invadessero. Quello s che sarebbe stato peggio. E abbiamo vinto solo la battaglia d'Inghilterra. Adesso posso dirtelo, Poll: avevo spesso incubi riguardo a quello che sarebbe potuto succedere, tipo rimanere bloccato a Londra e non poter tornare da te.
Oh, pap! Mi dispiace tanto! Capisco cosa intendi quando dici che adesso va meglio. Si sentiva molto lusingata che lui le raccontasse cose cos personali come i suoi incubi. Non credevo che li avessero anche gli adulti, disse.
Oh, cara! Le cose non cambiano poi tanto, quando si diventa adulti. Passando a cose pi piacevoli, credo che per prima cosa faremo una visita a Mr Cracknell. E l vicino c' anche una bella gioielleria.
Quando furono nei pressi di Hastings, le chiese: Come vanno le cose a casa?.
Bene, direi. A chi ti riferisci in particolare?.
Be', le tue zie. E tua madre, per cominciare.
Zia Rach ha la schiena a pezzi.
Lo so, disse lui di getto. Si paragona spesso a una vecchia sdraio bloccata. La faccio andare da quell'ottimo specialista di Londra. E poi credo che le piaccia lavorare in ufficio.
A zia Rach piace essere utile, disse Polly. Le piace pi che agli altri.
 proprio vero. E poi?.
E poi cosa? Ah, le altre. Be', zia Villy  molto insoddisfatta. Credo che le piacerebbe fare un lavoro pi importante per la guerra. Lavorare per la Croce Rossa, dare lezioni di primo soccorso e aiutare alla casa di cura di Mill Farm non credo le basti.
Accidenti se sei perspicace, Polly!.
Invece zia Zo  piuttosto contenta. Adesso si occupa di due pazienti della casa di cura. Legge per loro, scrive le loro lettere, cose cos, e poi  pazza di Juliet.
Hugh sorrise, quel sorriso tenero e indulgente che riservava ai bambini piccoli. Posso immaginarlo.
E che mi dici di mamma?, domand lui dopo una pausa.
Polly ci pens su. Non so. Il fatto  che si sente quasi sempre poco bene. La vacanza con te l'ha resa felice, ma l'ha anche molto stancata. Quando  tornata,  rimasta a letto per due giorni interi.
Davvero?.
Non dirle che te l'ho detto. Non avrei dovuto. Non voleva che tu lo sapessi.
D'accordo.
Ho avuto tanta paura, quando ha dovuto operarsi. Ma  andato tutto bene, no?.
Ma certo, replic lui con enfasi. Benissimo. Ma spesso ci vuole un po' di tempo per riprendersi da queste cose. Eccoci. Hastings, stiamo arrivando!.
Il negozio di Mr Cracknell era buio e tutto al suo interno sembrava ricoperto di polvere, ma c'erano molte cose affascinanti. Mobili, soprattutto: pap compr due poltrone con delle spighe di grano intagliate sullo schienale. Non posso resistere, disse. Ma c'erano anche numerose scatole di legno, alcune con intarsi di madreperla, altre di ottone. All'interno avevano del raso guarnito di gale oppure velluto rosso o blu scuro. Alcune contenevano bottigliette di vetro intagliato o scatoline con coperchi d'argento. C'erano scatole per il cucito, con minuscoli rocchetti attorno ai quali stavano arrotolati spessi fili di seta sbiaditi. All'interno, su un ripiano, erano disposte delle forbici d'acciaio, degli aghi e uno strumento per fare i fori nella stoffa, e alcune avevano un cassetto sul fondo che si apriva premendo un piccolo bottone. Polly ne era affascinata e le osserv attentamente una a una, cercando di decidere quale le piaceva di pi. Poi trov una semplice scatola di legno pregiato che, una volta aperta, si trasform in un piccolo scrittoio portatile. Si usava per i viaggi, le disse Hugh. Le signore ne avevano una quando andavano in visita da qualche parte. Una volta aperta, la scatola diventava un piano inclinato ricoperto di cuoio verde scuro. Sotto, c'era un vano dove riporre la carta. Piacerebbe molto a Clary, disse. Pap, credi che possa costare meno di venticinque scellini? Perch non ne ho di pi. A lei sembrava una grossa somma, ma sapeva che per lui, se si trattava di scellini, non lo era poi tanto.
Vado a scoprirlo. Vieni a vedere questo. Era un tavolinetto ottagonale con un elegante piedistallo. Il ripiano era molto bello, con il legno tagliato a triangoli dagli angoli aguzzi che creavano un motivo floreale. Suo padre fece pressione su un punto e il ripiano si apr a scoprire una cavit conica rivestita con una carta a roselline, come la carta da parati di una casa delle bambole, pens Polly. Mr Cracknell emerse dal retrobottega reggendo un sottile vassoio ottagonale rivestito della stessa carta, ma con l'interno diviso in numerosi scompartimenti. Stavo riparando il vassoio, disse, e lo inser con cura in cima al cono.
 un tavolo da cucito dei primi del diciannovesimo secolo. Non  vecchissimo.
Allora, Polly, di che legno si tratta? Vediamo quanto ne sai.
Polly disse che le sembrava noce.
Esatto!, esclam Mr Cracknell. Era un uomo anziano, con gli occhiali dalla montatura d'acciaio, i capelli bianchi-verdastri, l'andatura curva.
Pass il pollice appiattito sul legno. Una splendida venatura. L'intaglio  finissimo.
Credi che a mamma piacerebbe?.
Andava bene solo per piccoli lavori di cucito: non c'era abbastanza spazio per il pigiama invernale che lei stava facendo per Wills.
S... credo di s. E l'entusiasmo di suo padre si affievol.
Be', sar meglio che diamo un'altra occhiata in giro.
Mr Cracknell, che conosceva bene i fratelli Cazalet perch erano clienti abituali, disse che aveva un bel com alto a cui forse Hugh avrebbe volentieri dato un'occhiata. Dato che le piace il noce, disse. Anche le maniglie sono quelle originali. Il negozio era cos buio e zeppo di roba che gli ci volle una torcia per illuminarlo.
Polly cap che a pap piaceva molto: accarezzava il legno, estraeva con delicatezza un cassetto, ammirava la fattura. Vedi, Poll? A quei tempi i cassetti si facevano con caviglie di legno e incastri a coda di rondine. In uno dei cassetti c'era come una spruzzata di piccoli fori. Tarli, sentenzi Mr Cracknell: poi diede dei sapienti colpetti al cassetto e Hugh annu.
Se ce ne fossero ancora, verrebbe fuori della polvere, come della segatura, spieg a Polly. E quanto vuole per questo, Mr Cracknell?.
Be', potrei cederlo per trecento.
Hugh emise un fischio. Temo sia pi di quanto pensassi di spendere oggi.
Alla fine prese il tavolino da cucito, e mentre Mr Cracknell lo portava fuori per caricarlo in macchina, Polly gli ricord di chiedere il prezzo dello scrittoio portatile.
Lo vuoi davvero, Poll? Credi che lo useresti?.
Vorrei regalarlo a Clary.
Ma certo. Me l'avevi detto. Chiedo subito.
 distratto, pens Polly. E non era da lui.
Torn da lei e disse: che fortuna, costa solo venticinque scellini.
 un regalo costoso per le tue finanze, cara, le fece notare.
Lo so, ma voglio proprio regalarglielo.
Quand'ebbero finito di caricare tutto in macchina, Polly disse: Perch sorridi, pap?.
Pensavo che ho una brava figlia.
Allora Polly si accorse che, quando non sorrideva, aveva l'aria triste.
Dato che erano l, le propose di dare un'occhiata agli altri negozi. Erano nella citt vecchia, tutta vicoli stretti e gabbiani e zaffate di pesce e catrame. Nel negozio del gioielliere, che era piccolo e traboccante di monili antichi, Hugh prese un paio di orecchini di granato, dei pendenti.
Credi che a mamma piacerebbero?, le domand. Starebbero bene con quella collana che le ho regalato anni fa.
Polly sapeva che a sua madre non piacevano i granati perch non stavano bene col colore dei suoi capelli e si metteva quella collana solo ogni tanto, per far piacere a pap.
Anche a Edimburgo le hai comprato degli orecchini. Me li ha mostrati, disse. Forse le piacerebbe di pi un'altra cosa. Le faceva spessissimo dei regali, anche se il suo compleanno era passato da un pezzo. E poi non li indosserebbe spesso. C' la guerra.
Hai un buon senso pratico. Cominci a studiare un vassoio di anelli. Proprio quando Polly stava per avvertirlo che ultimamente la mamma non portava anelli, lui ne prese uno piccolo, con una pietra verde piatta incastonata nell'oro. Provalo, le disse. Era perfetto per il suo indice.
Che te ne pare?.
Credo che le piacerebbe molto. Piacerebbe a chiunque, del resto.
Bene. Allora lo dar a chiunque. Toglilo.
In che senso, chiunque?, domand mentre gli porgeva l'anello. Le sembrava una follia.
La prima persona che incontro uscendo dal negozio. And nel retro e Polly lo vide compilare un assegno. E se uscendo dal negozio, riflett Polly preoccupata, incontrasse il postino? Certo, magari il postino ha una moglie, ma non  detto.
Quando fu di ritorno disse: Ciao, Poll. Che bello incontrarti qui. E le porse il cofanetto. Dentro, su un cuscinetto di raso bianco consumato, c'era l'anello. Sapevo che la prima persona che avrei incontrato saresti stata tu, aggiunse.
Polly and in estasi. Un anello! E cos bello, per giunta!
Oh, pap!  il mio primo anello!.
Volevo essere il primo a regalartene uno.
Ma  meraviglioso! Posso metterlo subito?.
Mi offenderei se non lo facessi. Lo smeraldo ti sta molto bene, Poll, osserv quando lei gli mostr la mano con l'anello. Hai delle belle mani, come tua madre.
Ma  davvero uno smeraldo? Una pietra autentica?.
S.  della fine del sedicesimo secolo, a quei tempi non credo ci fossero pietre false. A me sembra uno smeraldo. E cos ha detto il gioielliere.
Dio mio!.
Sei grande ormai, disse. Mi ricordo un tempo in cui ti sarebbe piaciuto molto pi un gatto di uno smeraldo.
L'interno  cos bello!, disse quando furono risaliti in macchina.
S.  come i cassetti di quel com alto. A quei tempi importava che le cose fossero fatte bene, anche nei punti meno visibili.
Prima che mettesse in moto, Polly gli gett le braccia al collo e gli diede tre baci. Grazie, pap.  il pi bel regalo che abbia mai ricevuto!.
Andarono sul lungomare e passeggiarono lungo la schiera di capanne nere alte e strette dove i pescatori riponevano le reti. Era una bella mattina con un vento vivace che disegnava cavalli bianchi sulla distesa liscia del mare. La spiaggia era cinta dal filo spinato e punteggiata di piramidi di cemento che impedivano l'accesso al mare. Camminarono senza parlare, in un confortevole silenzio. Polly era immensamente felice, come non le capitava da tempo. Era pervasa dalla gioia di aver ricevuto l'anello e dall'euforia di dare a Clary il suo regalo. Respira a fondo, pap, disse. L'aria di mare ti far bene. Lui le sorrise, affettuoso e paterno, e poi inspir facendo un verso buffo.
Ho respirato molta sana aria di mare, disse. Cerchiamo un posticino dove mangiare sulla via di casa.
Si sedettero sotto un melo nel cortile del pub e dopo che furono serviti a lui la birra e a lei del sidro, Hugh disse di punto in bianco: La mamma ti ha parlato della possibilit di sottoporsi a un'altra operazione?.
Non molto. Mi ha detto qualcosa diverse settimane fa ma poi, quando le ho chiesto se l'avrebbe fatta, mi ha detto che hanno cambiato idea.  successo prima della vostra vacanza.
Vi fu un silenzio durante il quale Polly fiss il bicchiere di suo padre. Era confusa e cominciava ad avere paura. Disse:  stato un sollievo, no? Lei non lo diceva, ma io lo so che era terrorizzata dall'idea di un'altra operazione, perch dopo la prima  stata tanto male. S, deve essere stato un sollievo.
Lei ha detto cos? Un sollievo?.
Ha detto.... Ci pens. Le sembrava fosse importante ricordare le parole esatte. Sono stata io a dire: Oh, bene! Che bello. Immagino che sarai sollevata, e lei ha detto di s. Ha detto di s, pap. E poi era cos felice per la vostra vacanza. Ha detto che era solo stanca perch durante il viaggio di ritorno non  riuscita a dormire molto. E mi ha chiesto di non dirtelo perch non vuole che tu ti preoccupi. Non era niente di grave. Le capitano spesso strane giornate in cui resta a letto.
Davvero?. Si stava accendendo una sigaretta e Polly not che gli tremavano le mani.
Oh, pap. Vi preoccupate cos tanto l'uno per l'altra, lo avete fatto sempre. E secondo me quello che lei desidera davvero  poter venire a Londra con te. Le manchi. Credo che dovresti lasciarla venire con te.
Ci penser, le disse in un tono che Polly reput sincero. Che Dio ti benedica, disse poi; era un modo per chiudere l'argomento e passare ad altro.
Mentre salivano in auto, le disse: Non vedi l'ora di dare a Clary lo scrittoio portatile, vero?.
Eccome! Per il mio compleanno mi ha fatto un magnifico regalo. Farfalle di ogni genere in una scatola di vetro... per la mia casa! Ma quando vedr questo, secondo me pianger dalla gioia! Sar felice, per una volta.
 molto infelice?.
Oh, pap,  infelice da morire! Non vuole nemmeno prendere in considerazione la possibilit che zio Rupe sia morto e che non lo rivedr mai pi. Inventa storie di ogni genere e ha perfino scritto al generale de Gaulle perch pensava che stesse lavorando come spia in Francia, per mesi non ha avuto risposta e poi ha ricevuto una lettera dove dicevano che hanno svolto un'indagine ma che quel nome non lo trovano da nessuna parte. Io credevo che, di fronte a questo, avrebbe accettato il fatto che  morto, ma invece proprio non ci riesce! Gli vuole troppo bene.
Fu un fulmine a ciel sereno. Suo padre, in modo del tutto improvviso, scoppi in singhiozzi convulsi e senza lacrime, poggi la testa tra le braccia, sul volante, e pianse a lungo. Lei si sporse e lo abbracci ma non riusc a farlo smettere.
Pap caro, mi dispiace tanto! Lui era anche tuo fratello e deve essere terribile per te! Tu, al contrario di Clary, te ne rendi conto. Allora  cos, vero? Povero pap!.
Dopo un po' cap che parlare non gli era d'aiuto e continu semplicemente ad abbracciarlo, senza fiatare; alla fine i singhiozzi si placarono, Hugh tir fuori il fazzoletto e si soffi il naso. Quando si fu asciugato la faccia, cosa che fece con gesto un po' goffo (del resto, pens Polly, non doveva essere abituato a piangere), disse: Mi dispiace, Poll.
Non dirlo nemmeno. Capisco perfettamente.
Una volta che furono sulla via di casa, Polly disse: Non lo dir a Clary. Sarebbe sconvolgente per lei sapere che per te non ci sono speranze. Per..., aggiunse incerta, non volendo rattristarlo ancora, ...un po' di speranza c' sempre, no, pap? Tu non credi?.
Deve esserci, rispose lui, a voce talmente bassa che lei lo sent appena.
Dopo quel giorno, di rado le capit di poter rimanere da sola con pap, perch, per equit, lui dovette portare fuori anche Simon e comunque trascorreva la maggior parte del tempo con mamma e Wills. Clary non fu granch colpita dall'anello con lo smeraldo, finch Polly non le disse che risaliva all'epoca elisabettiana, e allora le chiese di poterlo provare. Pu averlo indossato chiunque! Per esempio una delle dame di compagnia di Maria Stuarda. Pensaci! Magari era l quando hanno decapitato quella poveretta! Devo ammetterlo,  un oggetto fantastico!. Invece and subito in visibilio per lo scrittoio portatile; rest senza parole e gli occhi le si riempirono di lacrime. Ma allora... tu mi vuoi proprio bene..., disse. Guarda! Un cassetto segreto. Sfiorandolo aveva aperto un cassettino basso, sotto il vano per la carta. Conteneva un piccolo, sottile pezzo di carta piegato per raggiungere le dimensioni di una busta. Una volta aperto, il foglio risult ricoperto di una grafia sottile in due direzioni diverse e perpendicolari. Come le lettere nei libri di Jane Austen! Oh, Poll, che emozione! Mi ci vorr una vita per leggerla. L'inchiostro  tutto sbiadito! Forse  una lettera molto importante. Cercarono di capire cosa vi fosse scritto, ma anche con l'aiuto di una lente d'ingrandimento non furono in grado di decifrarla tutta. Mi pare parli perlopi del tempo e del prezzo della mussola, disse alla fine Clary. Dovr pur esserci dell'altro... o forse  un codice, il fatto  che ogni volta che mi sembra di vedere una parola importante, quella s'incrocia con una riga perpendicolare e non si legge pi.
Strano a dirsi, quando la mostrarono a Miss Milliment, lei seppe decifrarla subito. Si usava scrivere cos, quando ero piccola, disse. La corrispondenza costava cara e bisognava risparmiare sulla carta. In effetti parlava del tempo e del prezzo non solo della mussola, ma anche del pizzo, della lana merino e perfino dei manicotti.
 comunque una lettera antica, disse Clary mentre la ripiegava amorevolmente. La terr sempre qui, nel suo comparto segreto. Polly,  la cosa pi esotica e bella che abbia mai posseduto. Ci terr i miei scritti. Stava scrivendo una serie di racconti collegati l'uno all'altro da vari personaggi, e a volte ne leggeva dei brani a Polly, che li trovava molto pi interessanti delle peripezie di zio Rupe in Francia. Per le leggeva solo le parti su cui aveva dei dubbi, perci Polly non riusciva a farsi un'idea dell'intera storia. Tu sei una cassa di risonanza, le diceva severamente. Non  necessario che ti diverta.
Adesso, mentre si affrettava a togliere tutto ci che era posato sul tavolo da toletta in modo da fare spazio allo scrittoio, le disse: Grazie, Poll. Tu devi proprio essere... tu sei la mia pi grande amica. Poi aggiunse: Ma ti sar costato molti soldi, e Polly, sapendo che questo avrebbe dato ancora di pi a Clary la sensazione di essere amata, disse: S. Un bel po'. Sentiva che stava riuscendo a fare del bene agli altri, il che, per chi non aveva talenti particolari, era un buon risultato.
Come credi fosse Miss Milliment da bambina?, le domand mentre si preparavano per la cena.
Clary ci pens su. Una pera coi codini?, sugger. Chiss se qualcuno le diceva mai che era una bella bambina.
Non  possibile. Magari qualcuno che voleva essere gentile con lei.
Be', immagino ne avesse bisogno.
Oh, io non credo. Le madri pensano sempre che i loro figli siano belli. Prendi Zo con Juliet.
Juliet  deliziosa, disse subito Clary. Prendi tua madre con Wills, invece: lo so che  tuo fratello, ma non si pu certo definirlo una bellezza.
Entrambe si stavano preparando con particolare cura, perch un tale che era stato amico di zio Rupert era atteso per l'ora di cena. Clary ci teneva particolarmente perch si trattava di un amico di suo padre, Polly perch le piaceva vestirsi, spazzolarsi i capelli cento volte, tirarsi in su le sopracciglia col dito e lisciarle in una linea sottile, fare in modo che la riga delle calze fosse dritta e indossare qualche gioiello. Per Clary, farsi bella voleva dire stirare la camicetta buona, cercare delle calze non spaiate e darsi la pena, perlopi vana, di provare a togliere le macchie d'inchiostro. Nessuna esplicit di essere intenta a preparativi eccezionali, ma ognuna delle due sapeva che anche l'altra lo era.
Chiss che tipo  l'amico di pap, disse Clary con studiata noncuranza.
Be', di certo  vecchio.
Che intendi per vecchio?.
Troppo vecchio per noi. Sui quaranta o quasi.
Da come parli sembra che tu abbia pensato di sposartelo.
Non dire sciocchezze. Oltretutto sar di certo gi sposato. Vista l'et....
Invece no. So per caso che la ragazza che voleva sposare lo ha rifiutato, e anche per questo  andato a vivere in Francia. Me lo ha detto pap.
Vuoi dire che c' un trauma nella sua vita?. Polly non seppe nascondere la sua curiosit.
 probabile. Lo capiremo quando lo vedremo. Perci occhi ben aperti, poi confronteremo le nostre impressioni. Archie Lestrange. Archibald Lestrange, ripet. Sembra un personaggio di un libro di John Buchan. Archie l'eroe. Archibald il cattivo.
... ...
Era senz'alcun dubbio Archie l'eroe, pens Polly. Altissimo di statura, con una fronte alta e tonda e i capelli scuri un po' radi sulle tempie. Aveva le palpebre pesanti, con l'espressione di chi dentro di s se la ride, oppure vorrebbe farlo.
Era stato ferito e zoppicava; aveva anche una leggera balbuzie. La Duchessa lo volle seduto vicino a tavola e gli era evidentemente molto affezionata. Parlarono dei tempi andati, del periodo che aveva preceduto questa guerra e, pens Polly, di quello subito dopo la guerra precedente, quando lui era spesso loro ospite nella casa di Totteridge; parlarono anche di quando lui e Rupert frequentavano la Slade. Sembrava conoscere bene la famiglia, non solo i nonni, ma anche pap e zio Edward e zia Rach. Era stato testimone di nozze di Rupert quando aveva sposato la madre di Clary, e naturalmente conosceva anche la mamma e zia Villy, sebbene con loro avesse meno confidenza. Per cena c'erano pollo arrosto e salsa di pane, e lui disse che era meraviglioso mangiare finalmente del buon cibo. Nelle Coastal Forces, disse, le navi sono troppo piccole per avere un cuoco professionista e per quel lavoro si offrono solo i marinai pi incapaci. C'erano grossi cosciotti rosa di agnello sanguinolenti, oppure neri come il carbone, per non parlare di quelle patate indescrivibili... grigie e lucide che sembravano piccole facce terrorizzate!. Dopo raccont che aveva fatto domanda per la Trade, ma di sottomarini per gente della sua statura non ne fabbricavano.
Pi tardi, mentre si spogliavano per andare a dormire, Clary e Polly si scambiarono le loro impressioni.
 simpatico. Capisco perch a tuo padre piaceva. Ha un aspetto strano, per. Un po'... cupo.
Ha sofferto molto. Trovo che sia una figura tragica. La gente spesso comincia a balbettare dopo che gli  capitato qualche fatto grave.
Vuoi dire la ferita alla gamba?.
No, sciocca. Mi riferivo alla donna che si  rifiutata di sposarlo. Credo che questo gli abbia fatto venire un complesso d'inferiorit.
Ultimamente attribuiva queste caratteristiche a chiunque, aveva notato Polly, anche perch era una teoria difficile da smentire.
A me non sembrava cos inferiore.
Non vuol dire essere inferiori, ma sentirsi tali.
Oh, be'. E chi non ci si sente?.
Non  buffo? Uno sta con se stesso sempre, perci dovrebbe avere un'idea di se stesso pi chiara di quella che hanno gli altri. E invece... prendi te, Poll: sei terribilmente carina, presto sarai bellissima, e sei anche buona e gentile, e dici sempre che non sai cosa fare, che non sei brava in niente e via dicendo.
Lo dici anche tu di te stessa.
Eh s, replic Clary. Io ho le sopracciglia spesse e delle brutte gambe con grosse ginocchia, non ho le belle caviglie sottili che hai tu, ho un caratteraccio e soffro di claustrofobia - non lo negare, lo hai detto tu stessa! -, perci mi pare di avere ragioni sufficienti per sentirmi inferiore.
Ecco, l'hai detto.
Ormai Archie Lestrange era dimenticato, e per mezz'ora ingaggiarono una gara di autodenigrazione in cui ognuna contestava con puntiglio le argomentazioni dell'altra, finch Clary non fu vinta dal sonno, cosa che accadde come sempre senza il minimo preavviso: un momento parlava a raffica e quello subito dopo dormiva.
La mattina seguente Clary disse: A proposito di Archie... mi ha detto lui di chiamarlo cos... ho notato che era molto timido con zia Rach.
 una donna non sposata. Probabilmente si comporta in questo modo quando ne incontra una, dopo quello che gli  successo.
Oh,  vero. Poverino.
In agosto arriv la deludente notizia che Angela non si sarebbe sposata n avrebbe avuto il bambino. Di brutto, pens Polly, c'era il fatto che poteva dire addio alla possibilit di fare da damigella, una cosa che aveva sempre desiderato ardentemente. La prima delle due novit giunse come risposta a una domanda diretta: zia Villy pensava che Angela avrebbe voluto una damigella? No, perch non si sposava pi. La seconda invece le fu comunicata indirettamente da Louise, che era a casa per una settimana a causa di ingenti lavori di ristrutturazione nel suo teatro e che aveva ricevuto da Nora una lettera in cui si dichiarava sconvolta dal fatto che Angela non avrebbe avuto il bambino.
 singolare, osserv Clary. Sembrerebbe pi logico il contrario. Louise si rifiut di parlare con loro della faccenda per la solita ragione che non erano affari che le riguardassero e che comunque erano troppo giovani.
Come si fa a essere troppo giovani per una conversazione, su qualunque argomento?, protest Clary. Quella storia non aveva destato in lei nessun interesse fino al momento in cui le avevano detto che non poteva saperne niente, e questo aveva risvegliato la sua curiosit e i suoi sospetti. Con Louise ho chiuso. Davvero. Ha superato il limite. Domand a Zo cosa ne pensasse e Zo disse che forse Angela aveva avuto un aborto. Ma l'uomo che voleva sposare  gi sposato, aggiunse. Perci, a lungo andare,  stato meglio cos. Quando Clary lo raccont a Polly, entrambe alzarono gli occhi al cielo per l'espressione alungoandare; Clary disse che lei preferiva le scorciatoie ed entrambe risero di gusto.
Era strano, pens Polly mentre raccoglieva i fagiolini che Mrs Cripps avrebbe tagliato e messo sotto sale per l'inverno, essere tanto frivola. Lei poteva ridere e scherzare con Clary, giocare con Wills, darsi da fare per essere carina e intanto si combatteva una guerra, e da quanto ne sapeva le cose non si stavano mettendo bene per gli Alleati. Hitler faceva progressi preoccupanti in Russia e in giro si diceva che le provocazioni dei giapponesi stavano passando il segno e che, se fossero entrati in guerra al fianco di Hitler, questo avrebbe significato prolungarla ancora chiss quanto oppure, peggio, che Hitler avrebbe vinto: sarebbe tornata la paura, come l'estate precedente, quando un'invasione sembrava alle porte.
Sempre determinata a portare avanti il suo progetto di spendersi per rendere migliore la vita degli altri, Polly decise di suggerire a sua madre di andare a Londra a stare con pap. Ascolta, mamma. Potrei occuparmi io di Wills al posto tuo, durante la settimana. E tu verresti comunque ogni sabato e domenica. Anche Ellen mi darebbe una mano, ne sono certa. E allora perch non dici semplicemente a pap che ti trasferisci? O meglio ancora lo fai e basta... pensa che bella sorpresa gli faresti quando torna dall'ufficio! Non voglio suggerirti quello che devi fare..., disse, anche se non le sembrava che il suo tono fosse arrogante. Sono convinta che lui ti vorrebbe l, ma non vuole che ti affatichi.
Sua madre era intenta a cucire le fettucce sui calzini e sui fazzoletti per il prossimo semestre di Simon. Cara, non posso andare via adesso che Simon  qui per l'ultima settimana di vacanza. Lo sai quanto gli pesa tornare a scuola.
Va bene, ma potrai farlo quando sar partito.
Ci penser. Poi aggiunse in tono lamentoso: Oh, perch non possiamo stare tutti insieme? Simon che deve andare in collegio, Wills che  piccolo e ha bisogno di me, Hugh che deve stare a Londra!  terribile. Non sono una brava cuoca, sai. Non so se sarei capace di cucinare delle cose che possano piacere a Hugh.
Oh, mamma! Puoi fare come zia Villy quando Mrs Cripps ha la serata libera. Prende il ricettario e fa esattamente quello che c' scritto. Ti ricordi lo stufato di coniglio della scorsa settimana?.
Va bene cara. Ci penser, te lo prometto. Ma lo disse in un tono da cui si capiva che preferiva pensare piuttosto che parlare.
Be', pens Polly, io ho fatto del mio meglio. Le sembrava bizzarro che una persona che desiderava ricongiungersi a suo marito si desse tanta pena per il cibo.
Teddy e Simon tornarono in collegio. Pap se li port via una domenica pomeriggio e andarono a cena nel suo club, poi li accompagn in stazione il mattino dopo. Teddy part senza il pi piccolo timore: erano gli ultimi due semestri e, dato che agli esami estivi non era andato molto bene, doveva ripeterne alcuni, dopodich, come non si stancava mai di ripetere, avrebbe potuto arruolarsi e imparare a volare. Simon, invece, quella domenica si sent male, non volle pranzare e pass la giornata appiccicato alla mamma. Polly gioc con lui a carte e a scacchi, ma anche la facile sconfitta che le inflisse a quest'ultimo gioco non bast a tirargli su il morale. Tutti cercavano di essere allegri e incoraggianti: Presto sar Natale, gli disse Polly. A te piace tanto!.
Forse ho mal di denti, disse lui durante la merenda. Mi sento proprio come se da un momento all'altro dovesse cominciare a farmi male un dente.  strano, ma di solito non mi sbaglio su queste cose.
Ma questo, lo sapeva Polly e lo sapeva lui, non fece la minima differenza. Dopo averlo salutato sfoggiando un gran sorriso, sua madre si volt e torn in casa con passo lento, e quando Polly and a chiamarla per la cena, disse che non voleva mangiare. Aveva pianto, la voce suonava indistinta e impastata, e per poco non la cacci via chiudendole la porta in faccia.
Poi iniziarono le lezioni anche per lei, Clary, Lydia e pure Neville, che se ne torn a scuola di buona lena, disse Clary, perch aveva imparato a fare una perfetta imitazione di Lord Haw-Haw e non vedeva l'ora di esibirsi.
Archie Lestrange, che la prima volta era rimasto da loro per due settimane, torn in settembre, e Clary se ne rallegr tanto che Polly si chiese se per caso non si fosse innamorata. Parl di questa possibilit con lei, che s'indispett moltissimo; le disse che era pazza, che cercava sempre di rovinare tutto e che doveva essere proprio idiota per farsi venire un'idea tanto assurda e disgustosa. Poi mise il broncio e per due giorni se ne andarono a letto (il momento peggiore) e si svegliarono al mattino in un silenzio ingessato e carico di tensione. Alla fine Polly si scus con le parole pi umili che le riusc di trovare e Clary, dopo aver ribadito quanto era stata stupida a concepire quel sospetto, la perdon. Pi tardi, mentre facevano a turno il bagno nella stessa poca acqua tiepida, Clary le disse: Del resto posso capire perch ti sia venuta quest'idea folle. Il fatto  che lui mi  proprio simpatico.  anche carino e mi fa ridere - come pap -, e poi lo ammiro per le sue opinioni sulle cose.
Quali cose?.
Oh, quasi tutto. Certo, non  che abbiamo parlato proprio di tutto, ma lui  d'accordo con me che le donne devono poter fare carriera e che la letteratura  molto importante e che, quando si dice che una persona  peggio di un animale, si fa un complimento agli animali... e poi a volte mi parla di mia madre, la conosceva bene, sai? Hai presente quella cartolina che mi aveva mandato, dove scriveva che mi voleva bene? Be', lui era in vacanza con lei e pap quella volta, e si ricorda bene che mamma aveva detto: Devo mandare una cartolina alla mia piccola Clary. Mi ha raccontato un sacco di cose. Le piaceva vestirsi di blu e beveva una cosa chiamata Dubonnet, che si prende nei caff, non poteva mangiare i gamberi e gli scampi e cose del genere, e nemmeno le fragole, ma mi ha detto che in quel periodo dell'anno non c'erano, perci non aveva importanza. E sai la cosa pi bella? Una sera le ha chiesto se era felice e lei ha detto: Penso di essere la persona pi fortunata del mondo. Mi dispiace solo di non avere Clary qui con me. Doveva volermi bene per dire una cosa del genere, ti pare?. Vedendo gli occhi di Clary, che erano lo specchio fedele del suo cuore, e dell'amore tenace che il tempo e le disgrazie non avevano scalfito, Polly si sent troppo commossa per dire qualunque cosa.
Dopo aver lavato la schiena a Clary per disse: Capisco che ti piaccia.  simpatico anche a me, ma nella tua posizione  diverso.
La settimana seguente sua madre and davvero a Londra e non lo disse a suo padre, per fargli una sorpresa. Polly era molto contenta di s per essere stata promotrice di quell'idea, ma i pomeriggi con Wills furono pi spossanti di come se li era aspettati. Stava attraversando un'et terribile, si diceva. Pareva che volesse fare solo cose che erano pericolose per lui o per gli altri, e quando gli veniva impedito si buttava a terra, inarcava la schiena e si metteva a strillare. Comincio a pensare che diventer un dittatore, disse a Ellen verso la fine del secondo giorno.
 solo che vuole fare a modo suo, disse lei con tranquillit. Lascialo l in terra e ignoralo. La smetter. E la smetteva infatti, solo che dopo un po' ricominciava. Tra una scenata e l'altra era molto affettuoso e le sorrideva in modo adorabile. Ma Polly riflett cupa che i dittatori sapevano essere molto seduttivi quando volevano.
Il venerd seguente, quando i suoi tornarono, trov la madre in condizioni allarmanti. Sembrava esausta: il viso insolitamente giallastro, cerchi scuri intorno agli occhi. Anche pap aveva l'aria prostrata, ma entrambi salutarono con ostentata allegria, poi sua madre disse che andava di sopra a riposare un po' prima di cena. Polly l'accompagn per vedere se voleva che le disfacesse i bagagli o che le portasse una tazza di t, ma lei disse di no, che non voleva niente: stava rovistando nella borsa e alla fine estrasse una bottiglietta di pillole.
Oh, mamma, non devi prendere altre aspirine... ti ricordi cos'ha detto il dottor Carr?.
Non sono aspirine. A forza di stare seduta in macchina mi  venuto il mal di schiena. Ne vers due sul palmo della mano se le cacci in bocca.
Non vuoi un bicchiere d'acqua?.
No, non mi serve. Era seduta sul bordo del letto e si stava togliendo le scarpe con i piedi. Poi alz gli occhi di scatto e disse in uno strano tono - un po' scherzoso un po' supplichevole: Ma non lo dirai a tuo padre, vero? Si agiterebbe tanto, e io non lo reggerei. Me lo prometti?.
Promise, ma si sentiva a disagio. Quando sua madre si fu messa a letto, la copr con la trapunta, le baci la fronte calda e umida e se ne and.
Rest a tentennare sul pianerottolo, indecisa se andare in cerca di pap, non per dirgli delle pillole, no, aveva promesso di non farlo, ma per provare a sapere da lui come mai la mamma era in quelle condizioni... probabilmente erano usciti tutte le sere per andare a teatro o a cena.
Poi ud delle voci provenienti dal soggiorno, perch la porta doveva essere rimasta aperta.
...una cosa terribile, ma ho dovuto fingere che andasse tutto bene, ovviamente.
Sent lo spruzzo del sifone per la soda. Poi la voce di suo padre disse: Grazie Villy. Ne avevo proprio bisogno.
Zia Villy disse: Caro Hugh, mi dispiace cos tanto. Che cosa posso fare?.
Sei molto cara, ma non c' niente da fare.
Sei certo che lei non lo sappia?.
Non lo sa. L'ho messa alla prova questa settimana, e per fortuna non ne ha idea.
Le servir assistenza, sai. Voglio dire, per adesso posso pensarci io... ma dopo....
Sent dei passi dirigersi verso la porta e si schiacci contro la balaustra. Ma la porta venne chiusa e da quel momento ud solo dei mormorii indistinti.

La famiglia. Autunno-inverno 1941.

Torta di patate? Davvero esilarante!.
Esilarante? La torta di patate? Devo dirtelo, mia cara Dolly, hai un bizzarro senso dell'umorismo. Per quanto mi sforzi, non capisco cosa ci sia da ridere nella torta di patate.
Del resto, mia cara, tu non sei mai stata famosa per il senso dell'umorismo.
E fanno quindici, pens Villy seduta alla scrivania del salotto a pagare le bollette per la Duchessa. Le prozie passavano sempre la mattina in quel salotto, detto mattutino perch non vi batteva mai il sole prima di mezzogiorno, e le donne della loro generazione erano convinte che la luce solare non facesse bene alla pelle. Non che la pelle delle prozie fosse in uno stato tale da far auspicare interventi di conservazione: le guance cadenti di zia Dolly, che assomigliavano alle orecchie di uno spaniel, erano di un color malva livido che a Villy ricordava le montagne della Scozia in certi acquarelli dilettanteschi, mentre zia Flo, come una volta aveva notato uno dei bambini, somigliava a un biscotto per cani cosparso di punti neri, che forse, come Dolly non si stancava di ripetere, avevano a che fare con l'abitudine di Flo di lavarsi la faccia solo con l'acqua fredda, senza sapone. Flo stava facendo una coperta all'uncinetto, usando scarti e rimanenze di lana, mentre Dolly rammendava una vestaglia invernale. Villy era riuscita a far s che smettessero di chiamarla a dirimere i loro continui dissapori con la scusa che stava facendo dei conti, e per qualche minuto le aveva ridotte a un silenzio deferente. Passavano le mattinate a cucire e a bisticciare sommessamente, e l'argomento pi ricorrente negli ultimi tempi era la cucina. Conoscevano sempre il menu del giorno, perch avevano sentito percaso la Duchessa mentre ne discuteva con Mrs Cripps oppure percaso avevano visto il foglio dove lo scrivevano.
Mi stavo solo chiedendo come pu essere fatta una torta di patate, disse Dolly poco dopo.
Deve esserci una remota possibilit che sia fatta con le patate.
A volte vorrei che tu non sentissi tanto il bisogno di fare del sarcasmo! Non ti si addice, davvero. Volevo dire che potrebbe trattarsi di una quiche, e allora ci sar una base di pasta, oppure di un pasticcio, con le patate schiacciate sopra.
Mi sembra piuttosto ovvio che debba esserci una base di pasta. Non si mettono patate schiacciate sopra altre patate. Voglio dire, in tal caso, non avrebbe senso chiamarla torta.
Lo disse con un tono talmente sprezzante che Dolly torn subito alla carica. Non  stata una mia idea, ma di Kitty. Quando ha letto che Mr Churchill ha messo le patate a un penny al chilo per incoraggiarci a usarne di pi, si  messa a cercare nuovi modi per cucinarle.
Tutto quello che succedeva era merito di Mr Churchill, osserv Villy. Tutte le cose buone, naturalmente. Tutti i mali, invece, erano colpa di Hitler. Sembrava quasi che quei due stessero combattendo una loro guerra personale, con tutti gli altri a fare da semplici spettatori.
Certo, pu darsi che ci sia dentro del formaggio. Solo un po', grattugiato, per dare sapore.
Mi sembra altamente improbabile. Abbiamo mangiato dinuovo cavolfiori al formaggio ieri e la domenica sera di solito c' la pasta al formaggio. Non dimenticare che  razionato.
Dolly non lo dimenticava, no, certo che no: certe volte si domandava se Flo la ritenesse matta.
Continuarono a mettere in scena il consueto copione del battibecco seguito dal risentimento, seguito da un risentimento ancora pi aspro e poi dalla riconciliazione in nome della condivisa nostalgia per le belle scorpacciate dei vecchi tempi, prima della guerra, dopodich tornavano a ruminare sui pasti della giornata. In realt, riflett Villy, si comportavano come se la guerra non ci fosse: probabilmente avrebbero parlato di cibo in qualunque tempo e in qualunque luogo. La mattina la passavano a cucire, con una lunga pausa in cui si rifocillavano con estratto di carne e cracker, dopo pranzo facevano un pisolino e poi, se il tempo lo permetteva, uscivano per una breve passeggiata in giardino prima del t; cucivano ancora fino alle sei, l'ora del notiziario - che le trovava in perenne disaccordo su ogni argomento -, e poi si riposavano di nuovo fino al momento di togliersi i loro completi di jersey per infilarsi un vestito di lana e delle scarpe appuntite con la fibbia di marcasite, che dovevano fare un gran male, e scendere a cena; infine, alle dieci, andavano puntuali a dormire nella stanza che condividevano. La Duchessa era generosa verso quelle due sorelle perch non si erano mai sposate, e lei apparteneva a una generazione per la quale il nubilato rappresentava una piccola disgrazia. Una volta l'aveva sentita dire che Flo e Dolly erano state molto buone col loro padre quando la vecchiaia lo aveva reso un po' strambo e incontrollabile. Il Generale le considerava uno degli inconvenienti della vita familiare e ogni tanto, quando non trovava nessun altro che lo stesse a sentire, raccontava loro uno dei suoi aneddoti, scegliendolo fra i pi noiosi.
Del resto, medit Villy, anche la sua vita era pressappoco sempre la stessa. Quando era scoppiata la guerra, si era immaginata di trovare un'occupazione interessante: imparare qualche mestiere all'Ufficio di Guerra o in un grande ospedale. Ma le cose erano andate in modo molto diverso. Per cominciare c'era Roly, il bambino imprevisto, che ormai aveva pi di due anni ma aveva ancora bisogno di lei. E anche senza di lui, a Home Place la famiglia si era allargata tanto che sarebbe stato ingiusto farne ricadere l'intera gestione sulle spalle della Duchessa, dato che Rachel, che pure avrebbe potuto essere di grande aiuto, era stata cooptata dall'azienda di famiglia dove andava a lavorare quattro giorni la settimana. N Sybil n Zo erano in grado di assumersi l'onere inesauribile e spesso sfibrante di mandare avanti una macchina simile. Le cose che, tempo prima, sarebbero state semplicemente sostituite adesso andavano rammendate; il carbone e il carbon coke erano razionati, il che voleva dire che bisognava bruciare pi legna e allora Villy, con l'aiuto di Heather, due pomeriggi la settimana imbracciava la sega grande e riduceva in pezzi i tronchi che Wren e il vecchio pony trascinavano dal bosco. L'acqua potabile andava presa dalla sorgente e bisognava portare le bottiglie in cima alla collina con la carriola, perch la razione di benzina andava tenuta da parte per l'andirivieni da e verso la stazione e per la spesa settimanale. La biancheria da lavare era sempre tanta e farla asciugare d'inverno era un vero incubo, perch non c'era il riscaldamento centrale - la Duchessa lo trovava molto poco salutare. Villy aveva trovato il modo di sistemare del filo per stenderla nel locale caldaia, che Tonbridge - non essendosi rivelato di grande aiuto con la sega - si era occupato di pulire, ed era sempre pieno di panni stesi. In quel periodo dell'anno poi la preparazione di conserve di frutta e verdura era un lavoro a tempo pieno. Su questo, almeno, Zo e le ragazze davano una mano a Mrs Cripps. Una sera a settimana Villy teneva un corso di primo soccorso per la popolazione locale, e tre notti a settimana era di turno a Mill Farm, dove la direttrice lamentava la cronica mancanza di personale qualificato. E adesso c'era anche Sybil che aveva bisogno di assistenza, compito reso pi difficile dal fatto che bisognava usare davvero molto tatto. Sybil si rifiutava ostinatamente di ammettere che non aveva pi le forze per occuparsi di Wills da sola se non per brevissimo tempo, perci bisognava sempre che qualcuno la sollevasse da quel compito con la scusa di dargli la merenda o di portarlo fuori a fare una passeggiata con Roly o a fare qualche gioco che gli altri ragazzi organizzavano per lui. Possedeva una volont di ferro: l'unica volta che si era confidata con Villy era stato dopo la settimana trascorsa con Hugh a Londra. Aveva trovato la casa ancora chiusa, perch Hugh usava solo la cucina e la camera da letto, perci era sporca e mal tenuta: la donna a ore che aveva assunto veniva tre mattine la settimana, ed evidentemente non faceva niente se non pulire il bagno e rifare il letto a Hugh, e magari un po' di bucato. Il primo giorno lo aveva passato a fare la spesa e a cercare di rendere abitabile il soggiorno, col risultato che al ritorno di Hugh era stanca morta e che lo stufato che aveva preparato con tanta cura si era bruciato perch se l'era dimenticato sul fornello. Hugh allora l'aveva portata a cena fuori, ma lei era troppo stanca per mangiare. Erano andati a mangiare fuori ogni sera, ma quelle giornate, trascorse perlopi a cercare di rassettare o a fare i regali di Natale - Non credo che avr altre occasioni -, l'avevano davvero spossata, e Villy sospettava che lo sforzo di non darlo a vedere al marito avesse peggiorato non poco le cose. Disse a Villy anche che, all'insaputa di Hugh, era andata a farsi visitare dal dottor Ballater, che era stato davvero molto gentile e le aveva dato delle pillole per alleviare i dolori. A Londra per non ne aveva prese molte perch le davano un senso di sonnolenza e non voleva che Hugh se ne accorgesse. Mi chiedo solo quando finir, disse. E prima che Villy potesse replicare aggiunse: Il fatto  che non voglio dare anche questo peso al povero Hugh, almeno fino a quando... non diventer inevitabile. Puoi aiutarmi in questo? Sei l'unica a cui posso chiederlo. E Villy, incapace di infrangere la promessa fatta a Hugh, si era ritrovata a fare un'altra promessa a Sybil.
Da allora aveva provato, una volta, a suggerire a Hugh che forse Sybil era consapevole di essere molto malata, e lui lo aveva confermato subito, aggiungendo per che Sybil credeva di poter migliorare e che non bisognava toglierle questa speranza. Disse di esserne certo. Che razza di situazione: lui doveva stare a Londra tutta la settimana, quando non desiderava altro che essere accanto alla moglie. Eppure Villy sapeva che quei fine settimana insieme erano estremamente stancanti per entrambi. Alla fine aveva telefonato a Edward, a Hendon, chiedendogli di vedersi a pranzo a Londra. Si accordarono per il giorno successivo.
 successo qualcosa?, domand lui dopo averla baciata. Sembravi molto seria al telefono.
S. Temo di s.
Erano al club di Edward che aveva fatto cenno al cameriere di portare loro due Gin and French. A quanto pare ne avremo bisogno, disse. Sembrava insolitamente nervoso.
Si tratta di Hugh e Sybil, esord Villy e subito, con sua sorpresa, i tratti di Edward si rilassarono per poi assumere nuovamente un'espressione preoccupata, s, ma in modo diverso.
Gli spieg tutto. Che Sybil aveva il cancro, cosa che tutti avevano temuto fin dalla prima operazione. Che lo sapeva lei e lo sapeva Hugh, ma nessuno dei due voleva dirlo all'altro.  tutto molto triste, assurdo e inutile, concluse. Lui vorrebbe tanto restare con lei, ma naturalmente non pu....
Ho parlato al telefono con il Vecchio, la interruppe Edward. Non di questo, no. Per mi ha detto che il lavoro in azienda  troppo per Hugh da solo. Stanno arrivando grossi ordini dal governo, e tra le segherie ancora nel caos dopo il bombardamento - solo una  pienamente attiva - e la penuria di personale, Hugh sta passando l'inferno. Mi ha proposto di chiedere un congedo e di venire a dare una mano. Sto aspettando che mi diano una risposta, ma il comandante crede che mi verr concesso. Dio! Povero Hugh! Deve essere terribile per lui!.
Non puoi parlarci tu? Dirgli di parlare con Sybil, perch si chiariscano tra loro.
Posso provare, ma  una testa dura. Non ricordo di averlo mai convinto a cambiare idea. Gli altri lo sanno?.
Credo che lo sospettino, ma non se ne parla mai. E dopo che Sybil mi ha fatto promettere di non parlarne con Hugh, sono in difficolt a parlarne anche con gli altri. Per mi preoccupo per i ragazzi pi grandi, Polly e Simon. Per loro sar un colpo terribile. Certo, Polly adora suo padre, e questo sar di conforto a entrambi.
Un uomo fortunato.
Pensando a Louise e a quanto era acida e scostante con Edward - un altro motivo per avercela con lei -, Villy disse subito: Lydia ti vuole un gran bene. Perch non la porti fuori qualche volta? Presto sar il suo compleanno. Dieci anni! Sta crescendo, sai?.
 una bambina deliziosa, disse Edward con aria assente. Avevano quasi finito di mangiare quando le chiese: Hai notizie di Louise?.
Una lettera da Northampton. Non parla d'altro che del teatro.  totalmente assorbita da se stessa... di un egoismo indescrivibile! Si comporta come se non ci fosse affatto una guerra. Ma trascorso quest'anno, dovr trovarsi un lavoro vero. Conto su di te per darle una sonora strigliata.
Oh, non credo che riuscirei a ottenere molto, disse lui. Perch non andiamo nell'altra sala a bere il caff? Cos potremo fumare.
Dopo pranzo le disse che doveva tornare a Hendon; rimase con lei finch non fu salita su un taxi - anche se si era offerto di accompagnarla fino a Charing Cross - e poi corse a rifugiarsi in uno squallido appartamentino in Sloane Avenue dove aveva appuntamento con Diana.
Villy, sebbene non lo avesse detto, non aveva intenzione di tornare subito nel Sussex, e poich a causa dello scarso preavviso non era riuscita a mettersi in contatto con Lorenzo, aveva deciso di fare una visita a Jessica in St John's Wood. Lei almeno avrebbe saputo darle qualche notizia di lui, dato che telefonargli a casa implicava il pegno di un'imbarazzante e spiacevole conversazione con Mercedes che, a quanto pareva, non usciva mai e aveva sempre la mano pronta sul telefono appena squillava. Villy lo aveva incontrato una volta sola, dopo quel sublime viaggio in treno, anche se lui le aveva scritto un paio di lettere. Eppure, stranamente, quella passione romantica sembrava nutrirsi dell'assenza: sentiva di amarlo di pi e di conoscerlo meglio in virt della distanza che li separava. Non le riusciva difficile lavorare di fantasia sul ricordo di quel pomeriggio, dilatarlo, ricamarci sopra; era certa di conoscere i suoi sentimenti, di sapere quello che avrebbe detto, come avrebbe ascoltato le sue confidenze e quali sarebbero state le sue reazioni. Certo, qualche volta sentiva acutamente la sua mancanza, ma viveva questo dolore come un aspetto del loro destino: la sorte tragica di due anime indissolubilmente legate. Queste conversazioni immaginarie avvenivano sempre di notte, quando era sola in camera sua. Talvolta lui arrivava prima che lei si spogliasse, e allora provava imbarazzo nel farlo. E poi sapeva che lui la desiderava ardentemente, e non era giusto infierire. A volte invece arrivava che lei era gi a letto, e allora si sedeva al suo fianco, l'abbracciava, la baciava, la guardava rapito. Discutevano del loro amore senza speranza e lui, anche se sulle prime era stato indeciso, riconobbe ben presto che le sofferenze peggiori erano le sue, quelle di Villy. La gelosia di sua moglie e il suo comportamento irrazionale, infatti, facevano s che lui avesse almeno la simpatia degli altri, mentre per lei non ci sarebbe stato nemmeno un briciolo di compassione. Era noto a tutti che Edward fosse un marito affascinante, buono e generoso, che le aveva dato quattro figli di cui due ancora piccoli. In ogni caso non c'era niente da fare. Su tutto aleggiava questo alone di nobilt e di sacrificio. Perci a un certo punto concordavano sul fatto che dovevano godere il pi possibile del poco tempo che potevano trascorrere insieme, e questo significava ore di deliziose confidenze e reciproco incensamento. La serata finiva con una ripresa del tema iniziale: Mercedes gli avrebbe reso la vita un inferno e Edward sarebbe stato distrutto se avesse solo sospettato che Villy amava un altro uomo. Ci che entrambi dovevano patire, l'uno in termini di scenate di gelosia, l'altra in termini di intimit fisica, dava grande spazio alla reciproca compassione: ognuno era a tal punto addolorato per la sorte dell'altro che la loro impotenza a fornire aiuto o sollievo costituiva un ulteriore motivo di sofferenza. Alla fine, sopraffatta dall'emozione - a cui era straordinariamente sensibile - e salutata da un ultimo bacio - pudico, sulla fronte -, Villy si addormentava. Esausta e in deliziosa pace.
Il taxi si ferm. Pag l'anziano conducente e scese. La piccola casa in stile gotico era quella in cui era morto il suo caro padre e dove, in seguito, aveva trascorso pomeriggi di una noia micidiale che solo sua madre era in grado di generare. Le imposte del soggiorno erano chiuse: forse Jessica non era in casa? Sarebbe stata una bella seccatura, perch il taxi se n'era gi andato. Qualcuno c'era per: aveva sentito dei passi sulle scale, e chiunque fosse non le aveva aperto. Villy suon di nuovo il campanello, infastidita: alz lo sguardo d'istinto e vide Jessica alla finestra della camera da letto, ma si ritir prima che riuscisse a chiamarla. Dopo un lasso di tempo che parve interminabile, Jessica le apr la porta.
Villy!, strill. A voce troppo alta, le parve. Sembrava lo stesse facendo a beneficio di un pubblico. Ma che bella sorpresa! Non sapevo che fossi in citt. Indossava una specie di grembiule, era scalza e i capelli, che di solito teneva raccolti in una crocchia alta, erano sciolti sulle spalle. Sembrava sorpresa e straordinariamente giovane, pens Villy: gli occhi, di solito stanchi e assorti, brillavano...
Ho messo in ordine le carte e altra roba della povera mamma..., disse. Stavo per fare un bagno.
Uno strano orario per fare il bagno, cara!.
Erano ancora nell'ingresso, ma Jessica pareva ansiosa di spostarsi da l. Faccio sempre il bagno a orari strani... Qualsiasi ora tranne la sera. Il mio incubo  che scatti l'allarme antiaereo mentre sono nella vasca. Chiuse la porta del salotto e accompagn Villy in fondo alla stanza. Potremmo quasi sederci in giardino, osserv.
Guardarono entrambe il piccolo giardino quadrato dove l'erba del prato, troppo lunga, era cosparsa di livide foglie gialle, la rustica casetta per gli uccelli sbilenca per effetto di una bomba caduta nelle vicinanze, i muri neri e gli aster ammuffiti. E nessuna delle due si sent incline a fare una cosa del genere.
Temo di non essere brava come giardiniere. E comunque mi sembra di non avere mai tempo. Siediti, cara. Fumati una sigaretta e raccontami cosa ti porta a Londra. Potevi dirmelo, ti avrei invitata a pranzo.
In quell'attimo di silenzio in cui Jessica le accese la sigaretta, a Villy parve di udire distintamente il rumore di una porta che si chiudeva... la porta d'ingresso.
Chi ?.
Nessuno. Probabilmente qualcuno ha messo qualcosa nella cassetta della posta.
Oh, be'. Sono venuta per pranzare con Edward. Poi mi dispiaceva tornare subito a casa. Sono venuta per chiacchierare un po'.
Be', non possiamo chiacchierare senza una tazza di t. Vado a farlo.
La cucina, nel seminterrato, era grande e buia, con mobili imponenti ma non particolarmente ricercati: una grossa credenza con cassetti enormi contro una parete di pietra nuda, piatti decorati con dei salici azzurri - per le riunioni di famiglia - sulle mensole, una grossa stufa e un enorme tavolo graffiato, dove era posato un vassoio con due tazze di caff, del pane tostato e due piatti con resti di fagioli al forno.
Jessica disse: Non dire niente... sono un disastro, e si affrett a mettere il vassoio sullo sgocciolatoio accanto al lavello.
Sono cos in pensiero per Angela!, disse.  che non so cosa stia succedendo....
Mentre preparava il t, si profuse in chiacchiere su quest'argomento. Era diventato molto complicato anche solo tenersi in contatto con Angela: bisognava lasciare dei messaggi alla BBC e Dio solo sapeva se li riceveva o no, perch il pi delle volte non rispondeva. Nel suo appartamento non c'era il telefono e le poche volte che Jessica era andata a trovarla si era sentita dire dalla sua coinquilina che Angela era fuori. Le ho proposto di portarla un po' in villeggiatura dopo... dopo l'intervento, ma ha detto di no.  diventata cos dura...  come parlare al muro!, disse Jessica con voce preoccupata. Innamorarsi di un uomo sposato... sappiamo tutti che  una follia.
Ma adesso avr smesso di vederlo..., azzard Villy.
Vi fu un silenzio durante il quale Villy sorseggi il suo t ed entrambe fecero le loro personali riflessioni riguardo alla follia.
Mia cara, non pu! Lavorano nello stesso dipartimento. Dovrebbe chiedere di essere trasferita oppure arruolarsi nelle Wren, non so....
Quando si furono dette tutto quello che c'era da dire - a loro modo di vedere - riguardo ad Angela, passarono a Raymond e poi a Louise e poi a Christopher il quale, a detta di Jessica, era molto infelice. Ormai sono mesi che livella il terreno per una pista di decollo a Nuneaton, un lavoro duro, ripetitivo, con gente che vuole solo andare al pub la sera e correre dietro alle ragazze.
Non potrebbe fare altro? Voglio dire,  un ragazzo molto capace.
Raymond ha voluto cos. Christopher sa che Raymond vorrebbe che si arruolasse: credo che questa sia una specie di punizione. Lui preferirebbe di gran lunga lavorare la terra, ma Raymond lo trova poco dignitoso. Vorrei che non avesse tanta paura di suo padre. Gli starebbe proprio bene, a Raymond, se uscisse con una barista!.
Ci fu un breve silenzio. Villy sapeva che doveva sbrigarsi se voleva prendere il treno in modo da trovare Tonbridge in stazione (ci andava sempre alla stessa ora), e cos disse: E Laurence, vi siete visti?, domand mentre salivano le scale del seminterrato.
Qualche volta.
Credevo che abitando cos vicino....
S, ma sai com' Mercedes! Non  certo il tipo che ti incoraggia a fare visite di cortesia. Povero Laurence! Non so come faccia a sopportare questa situazione. Quella donna ha un carattere terribile e crede che tutte quelle che passano vogliano portarle via il marito. Lavorare cos duramente e trovare a casa una moglie che strilla come un'aquila e fa a pezzi le cose! E a vederla non lo diresti mai....
L'ho conosciuta anch'io, disse Villy con una certa freddezza. A Frensham, quando l'hai conosciuta anche tu.
Ma certo. Comunque secondo me lui  un santo. Dovrebbe darle il benservito e andarsene con una di quelle graziose soprano con cui suona! Glielo dico spesso.
Credevo vi vedeste di rado.
Te l'ho detto, ogni tanto. Cara, vuoi che ti chiami un taxi? Magari ce n' uno pronto al posteggio.
Ma Villy disse che preferiva andare a piedi.
Te lo saluto, va bene?.
S. S, salutamelo. Grazie per il t. E copriti un po' di pi, cara, o finirai per ammalarti. Quando Jessica si era chinata per accenderle la sigaretta, aveva visto che non portava il reggiseno e adesso, mentre scendeva i gradini e imboccava la strada, pens che era piuttosto inappropriato per una donna di quell'et.
La visita era stata sgradevole, e il modo in cui sua sorella aveva parlato di Lorenzo l'aveva irritata: si comportava come se lui fosse un suo amico e come se lei invece, Villy, lo conoscesse appena. Del resto, si disse, la necessit di nascondersi era un altro dei pegni che dovevano pagare le persone come lei e Lorenzo; era naturale dunque che Jessica ne fosse del tutto all'oscuro, e non c'era niente di male nel suo sbandierare la loro modesta intimit: quell'atteggiamento trasparente era solo la prova dell'innocenza di lei e della discrezione di lui. Mentre saliva sul taxi pens che, la prossima volta che avrebbe invitato i Clutterworth, Jessica non sarebbe stata inclusa, con la scusa che la casa era troppo piena.
... ...
Lydia e Neville avevano deciso di sfruttare a proprio vantaggio i pomeriggi in cui si erano offerti di passare con i piccoli, dato che da tanto tempo desideravano mettere su un ospedale ma non avevano mai potuto farlo per mancanza di pazienti. Adesso invece avevano Wills, Roly e Juliet, sdraiati in fila sugli umidi lettini da campo che erano l dai tempi dell'evacuazione della Casa dei Bambini. Avevano optato per il campo da squash perch era il meno a portata d'orecchio per chi era in casa, e si aspettavano che il gioco durasse abbastanza a lungo, perci non sarebbero mancati i pianti. Neville era il dottore, Lydia l'infermiera. Su altri due letti giacevano Golly Grullo e il vecchio orsacchiotto preferito di Lydia. Entrambi dovevano essere operati.
 un peccato non poter operare delle persone vere, disse Neville. Ma sarebbe avventato.
Sarebbe anche orribile, aggiunse Lydia ansiosa.
Io non credo. Le persone sono fatte di pelle, sangue, ossa eccetera. Ma non abbiamo anestetico, perci non si pu. All'orsacchiotto e a Golly Grullo diedero delle cucchiaiate di brandy preso dallo studio del Generale e li legarono alle sbarre del letto, come Neville aveva letto che si faceva un tempo. Immobilizzare anche gli altri non era stato difficile: avevano partecipato, nel ruolo di pazienti, a tante lezioni di primo soccorso, che ormai avevano dimestichezza con stecche e bende, e adesso tutti e tre i piccoli avevano una gamba e un braccio cos combinati. C'era stata qualche protesta iniziale, ma Lydia l'aveva messa a tacere con una medicina di sua preparazione fatta con acqua minerale, due aspirine sbriciolate, il brandy sottratto nello studio del Generale e abbondante pittura rossa presa dalla scatola dei colori per dare all'intruglio l'aspetto di un vero farmaco. A Wills era piaciuto molto e aveva continuato a dire: Ancora, finch non si era assopito in un rumoroso sonnellino. Di quella che avevano somministrato a Juliet, la gran parte le era colata gi per il mento, ma la piccola adorava Neville e Lydia e bastava che le dessero qualcosa per giocare e le parlassero ogni tanto per farla stare ferma e buona, con una gamba steccata. Il problema era Roly. Non ne aveva voluto sapere di una fascia per sorreggere il braccio e la decisione di steccargli entrambe le gambe non aveva migliorato la situazione. Alla fine avevano dovuto togliergli la fascia e dargli un bastoncino di zucchero d'orzo, che ora stava succhiando con aria offesa. L'orsacchiotto era il primo a dover essere operato e aveva le tozze zampe pelose legate al letto: Lydia fingeva di cacciargli in bocca cucchiaiate di brandy mentre Neville, inginocchiato davanti al letto, gli praticava un netto taglio orizzontale sull'addome con il coltello del pane. Si ud un debole scricchiolio e caddero della paglia e un po' di segatura. Neville ficc la mano nel buco e poi - un trucchetto che aveva imparato a scuola - tir fuori un pezzetto di carta. Senza questo star meglio, infermiera, disse.
Che cos'?.
L'appendice. Molta gente se la fa togliere.
Lydia prese il foglietto. In cima c'era scritto APPENDICE, seguito da altre cose noiose che a Lydia parvero nozioni storiche.
Ricucia, infermiera!, disse Neville in tono imperioso. Non voglio che il paziente muoia dissanguato.
Lydia, obbediente, mise in azione il grosso ago da rammendo in cui aveva infilato del cotone nero, ma la pelle sfilacciata dell'orso non si prestava a essere ricucita e pi lei la strizzava nel tentativo di chiudere una parte del buco, pi segatura usciva dall'altra. Il lavoro pi difficile lo fai fare a me!, si lament. Ma Neville era intento ad amputare una zampa a Golly Grullo, arto che venne via con una facilit disarmante. Roland si mise a piangere e presto, dato che nessuno gli dava retta, a gridare. Questo svegli Wills, che rotol gi dal lettino per raggiungere il cuginetto. Nel giro di un minuto piangevano tutti e tre.
Infermiera, dia a tutti dell'altra medicina, presto!, disse Neville. Stava applicando un suo calzino al moncherino di Golly Grullo.
L'ho usata gi tutta. Oh, povero Wills!  caduto di testa, si  tagliato!.
Lo ricucia.
Non posso! Il filo l'ho usato tutto per l'orso. Non mi sto divertendo per niente! Oh, povero Roly! Ha i piedi tutti blu. Lo hai fasciato troppo stretto. Dammi una mano!.
Per fortuna dei pazienti, all'improvviso apparve Ellen. Non si fidava completamente a lasciare i suoi piccoli ai bambini e li stava giusto cercando quando aveva sentito degli strilli lontani. Prese in braccio Juliet, mand di filato Lydia a chiamare sua madre e ordin a Neville di togliere le stecche a Roly mentre lei cercava di calmare Juliet e Wills.
Pi tardi vi fu una scenata. Vollero sapere della medicina - e Neville se la prese con Lydia che era stata tanto sciocca da parlare - e li mandarono entrambi a letto senza cena. Sua madre rammend Golly Grullo e l'orsacchiotto, che per non tornarono mai pi quelli di prima.
 proprio un'ingiustizia essere punita per qualcosa in cui non mi sono nemmeno divertita!, protest Lydia. Neville ha fatto fare a me tutte le cose difficili, come cucire e rubare il brandy, e abbiamo usato il mio orsacchiotto e il mio Golly.
Golly Grullo lo avevi regalato a Wills, le ricord Villy.
 vero. Per me lo sono ripreso perch a Wills non piaceva abbastanza. In genere mi riprendo i miei regali se le persone non li apprezzano come si deve. Neville ha tirato fuori l'appendice dall'orsacchiotto ed era solo un pezzo di carta. Non  stupido? Non ci sono pezzi di carta nella pancia delle persone!.
Lo sapevo benissimo!, si difese prontamente Neville dopo che Villy ebbe dato ragione a Lydia, e dopo che Lydia gliel'ebbe rinfacciato. Certo che lo sapevo! Ma se ne avessi estratta una vera - devi sapere che un'appendice  una specie di radice a forma di verme - tu ti saresti messa a strillare come una matta! Ho cercato di essere buono, spieg. E probabilmente ho salvato la vita al tuo stupido orsacchiotto.
... ...
Ad Archie bast posare gli occhi su Sid per risolvere quello che era stato un doloroso mistero durato diciassette anni.
Rachel l'aveva portata a casa con s un venerd sera: aveva avuto una brutta influenza e non c'era nessuno che potesse assisterla, disse, e, nel suo tono di noncurante sollecitudine, c'era qualcosa che Archie, sensibilissimo a ogni sfumatura della sua voce, dei suoi gesti, della sua espressione, colse immediatamente. Guard d'istinto Sid e cap. Perci dopotutto non c'era stato niente di personale: il motivo da una parte era molto pi serio di quanto avesse immaginato, ma dall'altra non aveva niente a che fare con lui. La pena, lo spreco di energie, il semplice risentimento per essere stato respinto cos a lungo svanirono in modo totale e improvviso, provocandogli un senso di vertigine, di assenza di peso. Guard Sid, questa piccola donna stanca in completo di tweed, i capelli raccolti, la cravatta annodata con cura, vide la Duchessa baciarla e accompagnarla alla poltrona pi vicina al fuoco, vide Rachel procurare da bere per tutti. Fu presentato. Lei torn con un vassoio, furono accese le sigarette e fu versato il gin, i membri della famiglia andavano e venivano e gli eventi del passato assunsero una prospettiva nuova. Arriv Hugh da Londra e disse che Edward sarebbe tornato in mattinata. Come ogni sabato, Miss Milliment e Heather, la giardiniera come la chiamava la Duchessa, cenavano con la famiglia. Mentre discuteva di pittori francesi con Miss Milliment - Van Gogh e i suoi patetici tentativi di lusingare quel cialtrone di Gauguin e tenerlo vicino a s; Signac che dipingeva in una qualche localit sulla costa dove lui lo aveva incontrato una o due volte -, Archie non riusc a non osservare quel volto bruno, quegli occhi molto distanziati, quella bocca grande, il senso di offesa e di incertezza che le dava l'aria di una scimmietta nobile o a tratti di un'esule o di una donna di mezz'et insopportabilmente stanca; poi rivolse la sua dissimulata attenzione a Rachel, un nome che d'ora in poi avrebbe evocato in lui una doppia immagine; perch nel momento in cui lui aveva fatto la scoperta, lei aveva cessato di essere la fanciulla dalla bellezza eterea, franca e innocente che aveva amato tanto ed era diventata una bella donna sulla quarantina oberata di preoccupazioni. Gli parve straordinario non averlo mai notato finora, ma il suo era un disinganno indolore. La reale natura di lei gli fu di conforto, in un certo senso: era una creatura buona, sincera e generosa con gli stessi magnifici occhi onesti, ma adesso almeno sapeva che su una cosa non era stata onesta, e Archie pens che forse era stato proprio con lui che aveva scoperto le sue vere inclinazioni, perch volontariamente non gli aveva mai nascosto niente, di questo era sicuro. Quando l'aveva portata in giardino a Lynch House - era un bel pomeriggio di giugno - e l'aveva baciata, solo in quell'istante lei aveva capito di non voler essere baciata e si era ritratta con un piccolo gemito di ripulsa che Archie non era mai riuscito a dimenticare. Sul momento aveva creduto che la sua fosse paura e le aveva stretto a s il braccio con aria protettiva e rassicurante, ma allo stesso tempo - nemmeno questo era riuscito a dimenticare - aveva provato un senso di trionfo all'idea di essere il primo, che, se l'avesse conquistata, lei sarebbe stata sua per sempre, che era una creatura selvaggia e che stava a lui addomesticarla con pazienza. Una conquista non da poco: era bellissima e pi vecchia di lui. Lei per gli aveva detto di lasciarla stare con una fredda sincerit che lo aveva disorientato. Aveva solo ventidue anni, allora. E la mattina dopo lo aveva mandato a chiamare per dirgli che gli voleva bene ma che non avrebbe mai potuto sposarlo. Lo so con certezza, aveva detto. Avrei dovuto saperlo gi da tempo, immagino.
Deve esserci qualcun altro, aveva detto lui. No, era stata la risposta, non c'era nessuno. Lui fece per dirle che l'amava - era abbastanza giovane da pensare che questo facesse qualche differenza - e che l'avrebbe aspettata, le avrebbe dato tutto il tempo di cui aveva bisogno.
Lo so, aveva detto lei. Ma stai solo rendendo le cose pi difficili per te. Povero Archie! Mi dispiace tanto.
Se n'era andato quel giorno stesso e poco dopo era partito per la Francia, per allontanarsi da Rupert, dalla sua famiglia e dai suoi amici, che a quei tempi costituivano un gruppo coeso e spensierato. Suo padre gli aveva lasciato una piccola somma e con quella si era stabilito in Provenza, dove dipingeva, dava lezioni d'inglese e di disegno, vendeva qualche quadro e se la cavava come poteva. Rupert e Isobel lo andarono a trovare e passarono una vacanza con lui.
Dopo la morte di Isobel, Rupert era stato da lui per una settimana: un Rupert distrutto e insolitamente docile, che non riusciva nemmeno a ridere senza che gli venissero le lacrime agli occhi, un insonne che non trovava requie al suo dolore, con in mano sempre una sigaretta o una matita, che balzava in piedi e si aggirava per lo studio facendo cadere le cose. Dopo il primo, penoso giorno, Archie lo port a fare lunghe camminate e lo nutr con generose scodelle di stufato. Mi tratti come se fossi un grosso cagnone, aveva esclamato Rupert dopo tre giorni di quella cura, e dopo essere scoppiato in una risata autoironica cominci a piangere e fu allora che riusc a parlare di Isobel, smettendo solo alle prime ore del mattino, quando la stufa si era gi spenta e il gallo stava per cantare.
Il giorno seguente, invece di camminare, decisero di dipingere insieme, e Rupert disse: Sei un vero amico, Archie. Molto pi di quanto io lo sia stato per te. Mi sono sempre sentito in colpa per questo. Ma forse tu avevi bisogno di andare via.
Dopo un po' aggiunse, quasi timido: Ma adesso l'hai superata, vero? Ti dispiace se te lo chiedo?.
No, fu la semplice risposta di Archie. S, l'aveva superata. E in un certo senso era vero: non soffriva pi per lei, passavano giorni in cui non le rivolgeva nemmeno un pensiero, solo che, quelle poche volte che era stato sul punto di innamorarsi di altre persone, il suo ricordo sopraggiungeva sempre a farlo desistere. Non gli mancavano ragazze disposte a fargli da modelle, ad andare a letto con lui e che sapessero cucinare, ma non era mai andato oltre il semplice affetto e la passione fisica.
Archie era tornato in Inghilterra nell'autunno del 1939 e si era arruolato volontario in Marina. Lui e Rupert avevano passato una serata molto divertente a Weymouth, prima di andarsene ognuno per la sua strada, lui nelle Coastal Forces, Rupert su un cacciabombardiere classe Hunt. Appena aveva avuto la notizia di quel che era accaduto a Rupert, aveva scritto alla Duchessa, per la quale aveva sempre nutrito un affetto speciale, e lei gli aveva risposto dicendo che, una volta congedato, se gli fosse servito un posto dove stare, sarebbe stato il benvenuto. Cos, quando gli avevano sparato ed era stato fatto il possibile per la sua gamba, aveva deciso di accettare quell'invito. Sapeva che Rachel non si era sposata, e si era chiesto che effetto gli avrebbe fatto rivederla. La prima sera la domanda si era dimostrata insensata, perch aveva provato, se non esattamente quello che provava prima, qualcosa che ci andava molto vicino. Era bastato che lei gli porgesse la mano, che lo guardasse coi suoi occhi sinceri, che gli parlasse con la sua voce dolce e un po' strascicata che gli ricordava tanto quella di Rupert, e Archie si era ritrovato di nuovo nell'incanto della sua bellezza e dell'assenza di vanit che in lei lo aveva sempre commosso. Se Rach era imbarazzata per come si era svolto il loro ultimo incontro, comunque non lo dava a vedere. E poi non avevano quasi mai la possibilit di stare insieme da soli: c'erano il suo lavoro a Londra - si definiva l'ultima galoppina dell'ufficio - e i vari doveri che si assumeva in casa. Era stata lei a dirgli quanto fosse dura per Clary accettare che il padre risultasse disperso, e lo aveva pregato di rispettare la sua ostinazione a credere che non fosse morto. In un'altra occasione gli aveva spiegato quanto Miss Milliment amasse l'arte e quanto le piacesse parlarne: Rupert diceva che era molto preparata e che aveva una spiccata sensibilit. Poi c'era stato il Generale, a cui piaceva tanto che qualcuno gli leggesse il Times. I loro rari incontri a due avevano sempre una terza persona come argomento di conversazione. Ma scopr che gli piaceva accogliere i vari suggerimenti di Rachel, e nelle settimane autunnali che seguirono scivol in maniera naturale nel mnage familiare. La gamba gli doleva ancora, soprattutto se la sforzava, ma gli avevano detto che sarebbe stata una guarigione lunga e quando, in ottobre, aveva detto alla Duchessa che forse era il caso di andare via, lei aveva replicato: Mio caro, ma perch? E dove?. A differenza dei Cazalet, la sua famiglia era piccola e poco unita: dopo la morte di suo padre, sua madre era entrata nella setta di Gurdjieff e non aveva tempo per nessuno che non avesse fatto altrettanto, mentre la sua unica sorella, molto pi grande di lui, aveva sposato un medico canadese e negli ultimi vent'anni l'aveva incontrata una volta sola. Aveva cinque bambini che sembravano tutti identici tra loro ma di altezza diversa - come le matrioske - circostanza di cui era al corrente solo grazie alle cartoline natalizie che riceveva ogni anno e che erano sempre foto di famiglia. No, non c'era nessun posto dove andare e, dal suo punto di vista, non c'era nemmeno una ragione per farlo. C'era invece un gran desiderio di restare. Aveva deciso di fare un ultimo tentativo con Rachel ma, pi ci pensava, pi l'idea lo rendeva nervoso: perch, se avesse detto di no - se lo avesse detto (un'evenienza che doveva pur tenere in considerazione) -, sarebbe stata la fine per lui di ogni possibilit di amare e anche di restare con la sua famiglia. Era cos facile rimandare la proposta, lasciare che le cose scorressero a modo loro... Rachel lo stava conoscendo una seconda volta, si diceva, era troppo presto e cos via. Si era detto tante cose alle quali naturalmente desiderava credere.
Ma adesso era tutto finito. Poteva restare l tutto il tempo che voleva, non avrebbe fatto alcuna differenza. Durante quella singolare serata in cui conobbe sentimenti contrastanti di sollievo e disperazione, pens anche che lui aveva visto qualcosa che al resto della famiglia era sfuggito. Era un segreto e certo doveva essere dura mantenerlo, per una creatura sincera e innocente come Rachel, pens con tenerezza. Sid sembrava ben accetta in famiglia: quando, dopo cena, si scus con la Duchessa e disse che proprio non se la sentiva di eseguire quelle sonate, la Duchessa disse: ma certo, e la esort ad andare a letto con una borsa dell'acqua calda e una bevanda bollente, che Rachel si premur di procurarle immediatamente.
Quella sera, a letto, Archie pass in rassegna i propri sentimenti: l'amore gli sembrava la cosa pi dolorosa che esistesse al mondo e non era vero solo per lui, come aveva constatato. Su tutti loro pesava la sorte ignota di Rupert: pesava su sua figlia, quella ragazzina intensa, magra e bizzarra, e su sua moglie, che all'inizio Archie aveva considerato un drammatico errore. Alla fine di quella loro settimana in Francia, dopo la morte di Isobel, ricordava che Rupert gli aveva detto: Be', adesso dovr risposarmi: una donna tranquilla e senza pretese che faccia da madre ai bambini, e poi, quando gli aveva fatto visita durante la luna di miele, si era presentato con questo schianto di ragazza per la quale aveva chiaramente perso la testa. Lei  Zo, gli aveva detto col tono di chi presenta a un altro una specie di divinit, una regina, un miracolo di bellezza, e Archie aveva intravisto subito in lei il narcisismo, l'egoismo infantile, la determinazione a fare a modo suo sempre e comunque. Adesso era cambiata. Era pi pallida, meno esuberante, incerta su tutto tranne che nei riguardi della bambina. Lo aveva commosso quando lui le aveva fatto i complimenti per la bellezza della piccola e lei aveva subito replicato: Ma  anche molto intelligente... come Rupert. Avr un'istruzione di prim'ordine, un lavoro. Non sar come me. A differenza di Clary, Zo trovava difficile parlare di Rupert: un giorno ci aveva provato ma gli occhi le si erano riempiti di lacrime, il volto le si era contratto ed era corsa fuori senza finire il discorso. E anche la Duchessa. Quando faceva il nome di Rupert, cosa che accadeva solo quando erano soli, la vedeva compiere un grosso sforzo per restare calma. Vivo o morto che fosse, Rupert era amato da molte persone, e non in ultimo da lui, Archie. A quanto pare ho perso le due persone che ho amato di pi nella vita, pens. Poi cap che il dolore alla gamba non lo avrebbe fatto dormire, cos si alz dal letto e and a prendere l'antidolorifico. Patetico, borbott rivolto a se stesso: Rachel non era mai stata sua, perci non poteva dire di averla persa, e per quanto riguardava Rupert... gli sarebbe piaciuto condividere l'ottimismo di Clary. Ma sapeva troppo bene cos'era diventata la Francia, un inferno marcio, isterico e corrotto: Daladier e Blum imprigionati a vita per aver causato la sconfitta della nazione, ostaggi uccisi - duecento esecuzioni come rappresaglia per la morte di due ufficiali tedeschi -, il governo di Vichy responsabile della deportazione di migliaia di ebrei, Ptain che se la prendeva con gli agenti britannici ogni volta che c'era un'insurrezione, pattuglie che setacciavano le case in cerca dei francesi che avevano tradito la causa di quel fantoccio decrepito. Sarebbe stato davvero difficile per un forestiero sopravvivere in una situazione del genere, anche con un ottimo francese. Avrebbe avuto bisogno del supporto e della protezione di molte persone, e il costo di tanta lealt, per un francese, sarebbe stato tremendamente alto; eppure persone cos esistevano. Prendersi una pallottola sul ponte di una motosilurante non era niente al confronto, pens mentre gi si addormentava.
... ...
Edward si svegli presto con la sensazione, innaturale ma vivida, di avere i postumi di una sbronza. Doveva essere stata quella robaccia che aveva comprato al Coconut Grove. Quando ti costringono a comprare un'intera bottiglia, ne bevi pi di quanto faresti in altre circostanze. L'hai pagata cara, che diavolo. Aveva portato Diana a ballare: la poverina aveva ben poche occasioni di divertirsi laggi in campagna, insieme alla cognata bacchettona e a Jamie, che ormai si era trasformato in un treenne estenuante. Ma era stanco gi all'inizio della serata: aveva ricominciato a lavorare al molo ed era rimasto sconvolto dal disordine che vi aveva trovato. In quasi un anno, Hugh non era stato capace di rimettere in piedi la seconda segheria. Era vero che le bombe avevano fatto grossi danni e che un capannone era pressoch distrutto, tuttavia... Arrivavano continui ordini di legno duro, per il quale erano giustamente famosi, ma dovevano pur essere nelle condizioni di poter tagliare il legname. I macchinari non avevano subto grossi danni, ma Hugh aveva commesso il terribile errore di lasciare tutto esattamente cos com'era dopo l'attacco aereo, in modo che i periti potessero valutarne i danni. Il che era fatale se non si aveva l'accortezza di proteggere come si deve le macchine dalla pioggia e dal vento. Ma non aveva senso prendersela col povero Hugh: tra la malattia di Sybil e nessuno in famiglia che gli desse una mano - a parte Rachel che, pur non conoscendo il lavoro, ci sapeva fare coi dipendenti -, aveva davvero troppo a cui pensare. Era ostinato, a dir poco, ma in passato lui e il Vecchio erano sempre riusciti a risolvere le questioni anche con piglio deciso, se era proprio necessario. Quello che preoccupava Edward era il fatto che ora, oltre che ostinato, Hugh era diventato anche tremendamente irresoluto, un po' come il povero Rupert. Continuava a dire che ci avrebbe pensato quando fosse diventato necessario, ma i giorni passavano e non succedeva niente, cos toccava a Edward occuparsene. La conseguenza era che l'azienda era ferma: in amministrazione regnava il caos da quando Stevens era stato richiamato; la gru era in uno stato pietoso perch Hugh non aveva fatto la voce grossa coi fornitori per avere i pezzi di ricambio, che del resto ormai erano in via di esaurimento. Anche i camion erano messi male. Molti erano da sostituire, ma non c'era neanche da parlarne, e quel tizio, che in passato aveva fatto dei miracoli con i motori, era morto l'autunno prima, sotto le bombe. I turni di guardia erano massacranti. Voleva dire che, a rotazione, dei poveri diavoli che avevano lavorato tutto il giorno dovevano rinunciare alla loro notte di sonno. Le scartoffie erano triplicate perch ora il novanta per cento dei loro ordini provenivano dal governo. Alla fine della giornata avrebbe quasi preferito andarsene a casa con Hugh, a trascorrere una serata tranquilla e riposante. Ma si sentiva in colpa con Diana che, lo intuiva, si stava appoggiando a lui sempre di pi. Quel poco di buono che si ritrovava per marito era partito come paracadutista e non aveva una licenza da mesi.
Siccome l'appartamento di Diana era stato bombardato, alla fine erano andati in Lansdowne Road; ufficialmente la casa era chiusa, ma c'era ancora l'essenziale. Sapeva che a lei non piaceva andare in quella casa, ma un albergo sarebbe stato rischioso. Dopo quella spaventosa serata con Louise, gli era venuta una gran paura di farsi vedere con Diana al momento sbagliato nel posto sbagliato. Una cosa era un locale notturno - ci andavano quasi tutti quelli che conosceva e di solito non in compagnia del coniuge, perch la guerra aveva diviso le famiglie -, ma un albergo era ben altro.
Diana si stava addormentando l accanto a lui. La cena era stata buona. Avevano servito delle ostriche, un'aggiunta quanto mai gradita al loro menu da cinque scellini, e insieme al pane c'era del vero burro. Conosco un tizio, aveva raccontato Edward, che al ristorante chiede del pane, toglie la mollica al centro e lo riempie con tutto il burro che c' a tavola, poi lo richiude e se lo porta a casa per colazione.
Non  imbarazzante fare una cosa del genere davanti a tutti? Camerieri e altra gente?.
A quanto pare a lui non importa.
A questo proposito, aveva detto Diana, Gring  davvero l'ultimo a potersene uscire con quella frase sul burro e i fucili. A vederlo, si direbbe che il burro se lo sia mangiato tutto lui...12.
E a noi sono toccati i fucili. Mia cara, sar stata molto dura perdere il tuo appartamento.
Oh, be', in un certo senso. Era casa mia. Anche se non mi  mai piaciuta molto. C'erano dentro tutte le mie cose. Mi sembra di essere in campeggio da una vita.
Isla  sempre cos arcigna?.
Come sempre.  proprio la tipica cognata. Ha fiutato che in me c' qualcosa di grosso da disapprovare, ma non ha ancora capito di che si tratta.
Non vedo cosa ci sia da disapprovare in te, mia cara.
Ci sei tu. E lei ti disapproverebbe molto, credimi. Ma tanto, non credo che riuscir a restare l ancora a lungo.
Angus vuole che tu vada dai suoi genitori?.
Oh, lui l'ha sempre voluto. Ma io non potrei mai farcela. Quella specie di castello vittoriano in cui vivono  una ghiacciaia anche in agosto, e adesso sono pure astemi per via della guerra!.
Ges!, esclam Edward orripilato. E a che scopo?.
Loro lo trovano patriottico. Diana scroll le spalle. Va benissimo per le vacanze estive dei ragazzi pi grandi. D'estate mi tocca andarci, altrimenti non li vedo mai. Isla, come sai, non ha spazio per tutti noi.
Quello era stato il suo primo riferimento al fatto di non poter restare a lungo da Isla, ma Edward non aveva dato molta importanza alla cosa. Dopo cena erano andati in Regent Street, al Coconut Grove. Era presto - appena le undici - e riuscirono a parcheggiare davanti all'ingresso.
Whisky o gin?, le aveva domandato quando il cameriere aveva detto loro quel che c'era a disposizione.
Gin, direi.
Ne ordin una bottiglia, e poi dell'acqua tonica, ma il gin era talmente insipido che decisero di mescolarlo con del succo di lime e di allungarlo con la soda invece che con l'acqua tonica. Per averla dovettero aspettare a lungo, cos decisero di ballare. Fu bello stringerla fra le braccia, un piacere familiare ed eccitante. Indossava un vestito violetto che, bench Edward non se ne fosse accorto, riprendeva il colore dei suoi occhi. Il tessuto increspato si adattava alle forme del suo splendido corpo giunonico e lasciava scoperto il giusto di quel seno magnifico. Danzarono lentamente sulle note di AllTheThingsYouAre. MyPromisedKissOfSpringtime..., le canticchi nell'orecchio, poi sorrise guardandola negli occhi e lei s'illumin tutta.
Finito di ballare, lei gli strinse la mano e disse: Oh, caro! Sono tanto felice.
Io sono sempre felice quando sono con te, aveva replicato lui. La soda e il succo di lime non erano ancora arrivati, e Edward chiam un cameriere per reclamare, anche se a nessuno dei due importava poi molto. Alla fine sorseggiarono il loro Gin tonic; Diana fece una smorfia e disse: Ci far svenire.
Simultaneamente, come due enormi birilli, disse lui. Non credo che ne sarebbero contenti.
Si misero a fumare osservando gli altri ballerini e presto il loro interesse si rivolse a una coppia molto giovane - un soldato delle guardie reali e una ragazza alta e un po' goffa coi capelli rossi, vestita di bianco. Il vestito ricorda il ballo delle debuttanti, osserv Diana. Ma ci che attirava il loro sguardo, ci che era davvero singolare in quei due, era il folle amore che li legava: non riuscivano a staccarsi gli occhi di dosso, si muovevano appena sulla pista. Erano obnubilati, intossicati dal desiderio: di tanto in tanto lui chinava il capo e sfiorava con le labbra la spalla bianca della ragazza, e lei socchiudeva gli occhi, poi tornavano a guardarsi e si stringevano di pi l'uno all'altra.
Sono toccanti, disse Edward: era commosso davvero.
Poverini, replic Diana. Scommetto che non hanno un posto dove andare.
Se vogliono, io un posto glielo posso trovare.
Diana scosse il capo. Sono troppo giovani. E anche troppo bene educati. Sono certa che lui l'ha chiesta in moglie, ma i genitori di lei vogliono che aspettino qualche anno. Anche se lui potrebbe essere ucciso nel frattempo.
Credi che dovremmo dire loro se vogliono venire con noi in Lansdowne Road?.
No di certo. Mi dispiace per loro, tutto qui. Ci fu una pausa, poi Diana disse: Ma noi non andiamo l, vero?.
Temo di s. Cara, so che non  molto comodo, ma almeno  privato.
Intendi dire che l non pu sorprenderci nessuno, a parte tua moglie?.
 in campagna, te lo giuro. E ti prometto che non si presenter.
Ma io ho bisogno di parlarti, disse in modo apparentemente illogico.
Dimmi.
Non qui.  una cosa seria. Devo prendere una decisione.
Lui le lanci un'occhiata interrogativa e allora Diana gli disse con un lieve moto d'impazienza: Te l'ho gi detto, in un certo senso. Non potr restare da Isla ancora a lungo.
Edward non capiva per quale ragione l'argomento non potesse essere discusso l dove si trovavano e subito, ma ebbe l'accortezza di non dirlo.
Bene, allora vogliamo andare?.
Quando uscirono, i due giovani innamorati erano ancora sulla pista da ballo, in estasi. Non avevano smesso di danzare un istante, a parte la breve pausa che si era presa l'orchestra.
Lui non pu abbracciarla se sono seduti a un tavolo, disse Diana, e se ne andarono.
... ...
Lansdowne Road, per quanto andasse bene come alloggio temporaneo, non era decisamente il luogo adatto per una conversazione intima. Non c'era un posto dove sedersi, a parte il letto dello spogliatoio. Il resto della casa era inutilizzato da tanto tempo ed era pieno di polvere e vi regnava un'aria fredda e stantia.
Ma non vivi qui durante la settimana?, domand Diana quando lui le disse di aspettarlo in corridoio mentre andava ad accendere l'impianto elettrico.
No. Abito da Hugh. Era inutile rimettere in funzione due case, e poi lui  cos solo. Ecco.
Ma la luce rendeva solo pi evidente la desolazione. Salirono di sopra senza parlare. Accidenti! Ho dimenticato di accendere il gas!.
Apr l'impianto a gas e accese il camino, poi trovarono le lenzuola per il letto e lei lo prepar, e a quel punto si diffuse fra i due una certa tensione. Diana sedeva di fronte al fuoco, stretta nella corta pelliccia di moffetta.
Qualcosa da bere?.
No, grazie.
Be', io mi preparo un bicchiere.
Teneva una fiaschetta di whisky nella tasca del soprabito, nell'eventualit di un attacco aereo o di trovarsi rinchiuso da qualche parte. Il bicchiere degli spazzolini aveva una sbavatura di dentifricio secco vicino al bordo: erano trascorse settimane dall'ultima volta che era stato l, da quella terribile sera con Louise... si sentiva male ogni volta che ci pensava ma per la maggior parte del tempo riusciva a non pensarci affatto. Sciacqu il bicchiere, si vers due dita di liquore e lo allung con l'acqua.
Non staremmo pi comodi a letto?, domand, e subito si rese conto che non era stata la frase migliore da dire in quel momento. Di cosa volevi parlare, mia cara?.
Non  che io ne voglia parlare, disse lei bruscamente. Voglio semplicemente dirtelo. Credo di aspettare un bambino.
Oh, Dio mio!.
Ne sono certa, anzi. Ora sai qual  il mio problema.
Lui non lo capiva, invece. Mi spiace, cara. Sono stato molto indelicato.
Isla capir che non  di Angus. E poi, come presentendo che lui stava per domandarle il perch, aggiunse: Non lo vedo dall'inizio delle vacanze estive.  venuto a trovarci a Duninald per un paio di giorni. E adesso  quasi novembre. E io sono tra il secondo e il terzo mese.
Dio santo, ora capisco. Non puoi dirle che tu e Angus vi siete visti a Londra... una cosa del genere?.
Si scrivono regolarmente. Lo scoprirebbe subito. Se Angus viene a saperlo vorr subito il divorzio....
E non puoi fare qualcosa al riguardo?.
Un aborto, vuoi dire? Ma dove? Non dimenticare che vivo fuori dal mondo, in campagna, sono completamente isolata. Non conosco nessuno!.
Io potrei provare... chiedere in giro... qualcuno dovr pur esserci....
Non mi faccio mettere le mani addosso da un macellaio qualunque! Stiamo parlando del mio corpo, non del tuo!, proruppe lei, amara.
Cara, cerco solo di aiutarti. Siamo entrambi sposati... non credo ci sia molto altro da fare.
No, eh? Allora immagino che non ci sia nemmeno altro da dire. Scoppi a piangere.
Edward le mise un braccio intorno alle spalle e cerc il fazzoletto. In quei pochi istanti gli passarono nella mente le scene orribili di lei che aveva il bambino e divorziava da Angus, e poi di lui che lo diceva a Villy e le chiedeva il divorzio. Ci sarebbero voluti anni e sarebbe stato un incubo: non era nemmeno certo che ne sarebbero usciti vivi. Eppure, non fare nulla significava lasciare nei guai la povera Diana. Coltivava spesso la fantasia di essere sposato con lei. Se solo si fossero incontrati prima! Ma non poteva mandare tutto all'aria adesso, nel mezzo di una guerra, con Roly che aveva solo due anni, no, proprio non poteva. Sembrava una situazione in cui non c'era nemmeno una cosa giusta da fare. Consolare la poverina, questo s, poteva farlo. L'accarezz, le mormor frasi d'amore, le disse che non sopportava di vederla piangere, le diede da bere un po' del suo whisky, e alla fine il pianto cess; Edward vide il suo sforzo e si commosse. La svest: non era molto bravo in questo, era maldestro coi gancetti del reggiseno, ma alla fine lei l'aiut. A letto si comport nella maniera pi generosa di cui fosse capace e per questo, curiosamente, l'am ancora di pi. Dopo parlarono per ore e bevvero tutto il whisky. Alla fine fu lui a tornare sull'argomento, dicendo che aveva saputo che la sorella di Villy aveva dovuto trovare qualcuno, perch la figlia aveva minacciato di metter su famiglia poco tempo prima. Deve essere uno bravo, altrimenti non gli avrebbe lasciato toccare Angela, disse.
Per l'amore del cielo, non dirle niente! Andrebbe subito a riferirlo a Villy e....
Ma certo che non le dir niente. M'inventer che  per una giovane collega della RAF, disse lui. Me la caver... non preoccuparti.
Di sicuro coster un mucchio di soldi....
Non preoccuparti nemmeno di questo.  il minimo che io possa fare.
Lo sai, sono certa che anche Jamie  tuo, gli disse.  terribile avere dei bambini e non poter avere il loro padre.
Non gli aveva mai detto di Jamie, anche se Edward naturalmente se lo era domandato spesso. Adesso, tra l'alcol, la stanchezza e l'emozione, Diana si stava lasciando andare. La baci e le disse: Jamie  bellissimo perch  tuo. Sai che gli voglio bene. Adesso  meglio se entrambi dormiamo un po'.
Si era addormentata subito, ma il letto era stretto per starci in due; Edward aveva impiegato del tempo a prendere sonno e aveva dormito male.
Adesso, nella luce fredda del giorno - e accidenti se era freddo! -, Edward pens che era meglio andare a preparare un po' di t, perch non c'era niente da mangiare per colazione. Cos scese due rampe di scale fino alla cucina e, mentre l'acqua bolliva, rovist a lungo in cerca del t e di un barattolo di latte in polvere, che non seppe preparare. Alla fine port su il barattolo insieme a una caraffa d'acqua calda. La testa gli pulsava e aveva in bocca un saporaccio dovuto in parte al fatto che aveva dormito dalla parte dove aveva i denti falsi. Se li lav tutti, quelli vivi e quelli morti, come li chiamava lui, e prese un antiacido prima di svegliarla.
Il t era pessimo, ma Diana disse che era molto meglio di niente.
... ...
Quando la lasci, di fronte alla casa di Wadhurst, le disse: Ti chiamo luned mattina. Dall'ufficio, prima di andare via. Intorno alle cinque.
Se chiami alle cinque e mezza, Isla sar alla riunione dell'associazione femminile.
Bene allora. Abbi cura di te.
Guid domandandosi quale potesse essere il modo migliore di farsi dare da Jessica il nome di quel medico. Doveva usare il massimo tatto: non avrebbe nemmeno dovuto sapere di Angela - Villy glielo aveva riferito in confidenza - e inoltre Jessica, che era un tipo piuttosto sveglio, non avrebbe creduto tanto facilmente alla storia della giovane collega. Cominci a pentirsi di essersi offerto.
Gli furono risparmiate ulteriori ambasce, perch il luned mattina Diana gli telefon per dirgli che Angus era rimasto ucciso sotto un attacco aereo a Portsmouth.
Povera cara! Ti sentirai....
Non lo so come mi sento, disse lei. Soprattutto stordita. Non andavamo pi molto d'accordo, ma pare lo stesso un grande spreco. Amava tanto l'esercito. Sembra quasi una beffa che sia morto da civile. Era tesa, sconvolta. Stava per andare all'estero, disse. Ne era cos entusiasta. A quanto si dice non  stato nemmeno un attacco fra i pi terribili. A Edward non venne in mente nulla da dire.
Isla, poverina,  distrutta, disse Diana. A ogni modo tu non hai di che preoccuparti. Le racconter una storia e ci creder. Vorr crederci. Poi disse: Adesso riattacco. Non so cos'altro dire.
Quella sera, pi tardi, le scrisse una lettera. Non era abituato a scrivere, ma volle farlo per lei. Intuiva il suo senso di colpa e l'enorme difficolt di vivere con la cognata e dover fingere di essere pi addolorata di quanto realmente fosse. Oltretutto era incinta, e il denaro, che gi prima non era mai abbastanza, sarebbe stato ancora meno adesso che le toccava vivere con la pensione da vedova. Nella lettera non pot fare riferimento a queste cose, ma le scrisse che l'avrebbe aiutata in tutti i modi possibili e che era tanto dispiaciuto. Concluse con un saluto affettuoso, dicendole che le sarebbe stato vicino. Sapeva che non avrebbe fatto molta differenza: quando ci si sente in colpa, nulla  d'aiuto se non l'assoluzione da parte delle persone a cui si  fatto del male. E sapeva bene anche quanto fosse brutto non avere nessuna speranza in tal senso.
... ...
La banchina della metropolitana di Oxford Circus era affollata come sempre. A quell'ora della notte, tutti quelli che ci dormivano avevano ormai preso possesso del loro posto, sempre lo stesso, aveva notato Angela. I pi fortunati si sistemavano vicino alle slot machine, che contenevano dei piccoli specchi di fronte ai quali certamente si pettinavano la mattina. Molte donne dormivano coi bigodini in testa. Sistemavano in terra diversi strati di carta di giornale, poi una coperta e un cuscino, chi ce l'aveva, e si stendevano ancora vestiti buttandosi addosso una seconda coperta. Nel corso delle settimane dovevano essersi abituati alle folate d'aria calda e sudicia che venivano dal tunnel al passaggio di ogni treno e al rombo che cresceva per poi affievolirsi in un acuto tramestio meccanico. Un attimo di silenzio, poi il sibilo delle porte che si aprivano e il lasso di tempo in cui i passeggeri salivano e scendevano dal treno e una voce stanca invitava a fare attenzione. Poi, con un sobbalzo e un gemito convulso, il convoglio si rimetteva in moto, guadagnava velocit e il suo rombo ritmico andava dissolvendosi gradualmente intanto che spariva nel tunnel. Il tutto si ripeteva a intervalli di tre, quattro minuti, ma loro dormivano lo stesso. Quando staccava dal turno di notte, verso le sei e mezza del mattino, ritrovava le stesse donne con gli occhi velati di sonno, che si toglievano i bigodini e li riponevano in scatole di latta o sacchetti di carta, che si truccavano davanti agli specchi delle slot machine o servendosi di quelli minuscoli che tenevano nelle borse, che bevevano t dai thermos e non parlavano tra loro. Gli uomini, anziani perlopi, dormivano ancora perch le loro abluzioni erano minimali: vecchi arnesi coricati di schiena, con le bocche aperte e i radi capelli grigi e ingialliti che si sollevavano al passaggio dei treni.
Fuori dalla fermata c'era il buio pi totale e faceva molto freddo. Angela era sempre stata magra, ma dopo l'aborto aveva meno appetito ed era dimagrita ancora, perci soffriva molto il freddo. Doveva solo attraversare la strada diretta al palazzo dei grandi magazzini Peter Robinson, che adesso ospitava i Servizi Esteri della BBC. Lei era la pi giovane delle annunciatrici, ormai lavorava l da sei settimane. Quel lavoro glielo aveva procurato Brian - era un dirigente di livello piuttosto alto - e Angela sapeva che aveva brigato parecchio per ottenerlo. Devo pur tentare di risarcirti, le aveva detto l'ultima volta che si erano incontrati da soli. A lei era parso assurdo che lui volesse seriamente equiparare un lavoro, per quanto appetibile, al fatto di essersi innamorata, essere rimasta incinta di suo figlio e poi essere stata messa da parte. Non lo aveva fatto apposta, a restare incinta, ma non appena lo aveva saputo glielo aveva detto convinta che questo avrebbe cambiato le carte in tavola in suo favore, che lui avrebbe lasciato la moglie, di cui aveva sempre parlato con plateale disprezzo, per sposarla. Invece era rimasto sconvolto dalla notizia e aveva insistito con tale veemenza perch Angela interrompesse la gravidanza, che lei aveva deciso di tenerlo, il bambino, che lui l'avesse sposata o meno. Brian allora aveva detto che forse dovevano aspettare, ma che presto o tardi si sarebbero sposati, e lei era tornata serena, ed era stato proprio in quel momento che - Angela non sapeva ancora come - sua madre aveva scoperto che era incinta. Quando Angela le aveva detto che non c'era nessun problema e che si sarebbero sposati non appena lui avesse divorziato, sua madre, senza pensarci due volte, era andata da lui. Ma questo Angela lo aveva saputo solo in occasione di quel loro ultimo incontro. Non ha mai pensato di sposarti, le aveva detto sua madre: ha una moglie e dei figli, non li lascerebbe mai; ha detto cos solo perch era molto preoccupato per te. Dopo, Angela lo aveva rivisto una volta sola: avrebbe voluto che lui la raggiungesse nel suo monolocale di Notting Hill Gate, ma lui aveva detto di no e le aveva chiesto di incontrarsi ai Kensington Gardens, vicino alla statua di Peter Pan. E se dovesse piovere?, aveva detto lei (la conversazione si era svolta per telefono). Non piover, era stata la secca replica di lui.
E non pioveva, infatti. Era una di quelle mattine di settembre straordinariamente miti, con un cielo azzurro pallido e una luce gialla e chiara senza calore. Gli alberi stavano cambiando colore e l'erba, adesso che tutte le inferriate erano state rimosse per usare il ferro a scopi bellici, era verdissima e friabile per via della prima gelata. Sapeva che sarebbe arrivata in anticipo, cos cammin pi lentamente che poteva da Lancaster Gate lungo il sentiero che costeggia il laghetto vicino alla Serpentine Gallery. Nonostante tutto quello che era successo, non riusciva a non sentirsi euforica all'idea di vederlo e durante il tragitto pass dalla paura - in realt un autentico terrore - di ci che le avrebbe detto al domandarsi checosa le avrebbe detto. Poi cominci a fantasticare al riguardo e, come per magia, ci che lui aveva da dirle venne a coincidere con ci che Angela desiderava sentire. Mi ricorder di questo giorno per tutta la vita, pens melodrammatica: sto andando incontro al mio destino. La differenza d'et non contava (lo aveva detto lui all'inizio), Brian avrebbe bevuto di meno, ne era certa, perch con lei sarebbe stato pi felice. Se lui non voleva figli, non ne avrebbe voluti neanche lei. Avrebbe fatto tutto quello che voleva lui, perch questo era ci che desiderava.
Arriv in ritardo, ma solo di qualche minuto. Lo vide arrivare dallo stesso sentiero che aveva percorso lei, ma si obblig a restare seduta sulla panchina finch lui non fu l, e in quel momento non pot impedirsi di balzare in piedi.
Avrebbe voluto buttarglisi fra le braccia, ma lui le diede un casto bacio su una guancia e le chiese di sedersi. Nel momento in cui lui cominci a parlare - ed esord dicendo quanto fosse penoso quell'incontro - il cuore, che fino ad allora le fremeva nella gola, cominci a scenderle, pesante e freddo, nel petto.
Le confid quanto fosse difficile per lui dirle le cose che sapeva di non poter tacere. La colpa era solo sua, disse. Si era lasciato trasportare, prosegu facendola sembrare una cosa vagamente disgustosa e comunque riprovevole. Sua moglie aveva sofferto molto a causa di quella relazione; ne era al corrente - precis anticipando la sua domanda - perch glielo aveva detto lui. Ed era stata meravigliosa, aveva capito subito che cosa era successo ed era disposta a perdonarlo in nome del loro matrimonio e per il bene dei figli. Lui era troppo vecchio per Angela, e lei, Angela, era cos giovane! La sua vita era appena iniziata e di certo avrebbe trovato un bravo ragazzo che sarebbe stato degno di lei (qui sent l'eco inquietante di ci che le aveva detto Rupert, in un passato che adesso sembrava cos lontano...). Non si sarebbero rivisti mai pi: l'aveva promesso a sua madre. Era stato allora che la cosa era venuta fuori. Il dolore e l'umiliazione di essere stata oggetto di discussione, al pari di un bambino, tra lui, sua madre e la moglie di lui, le parve davvero troppo e una rabbia improvvisa sal ad animare lo stupore immobile con cui lo aveva ascoltato fino a quel momento. Come aveva osato andare da sua madre senza dirglielo?, gli domand. Era stata lei ad andare da lui, replic Brian. L'orgoglio le imped di chiedergli come avesse fatto sua madre a scoprirlo, se non da lui. Pi tardi dovette riconoscere che Brian mentiva per omissione: lui le aveva telefonato e dopo sua madre era andata a trovarlo. Le disse che le aveva fissato un'audizione per un impiego come annunciatrice, e quando lei replic che non lo voleva, lui insistette perch almeno ci provasse. Ti serve un lavoro di buon livello, subito, le disse. Altrimenti ti metteranno a fare Dio sa cosa. Poi aveva lodato il suo coraggio e l'aveva informata che stava per portare la moglie fuori per una breve vacanza di cui sentiva un gran bisogno. Abbi cura di te, le disse, poi parve sul punto di baciarla di nuovo sulla guancia, ma Angela si volt dall'altra parte, cos le sfior la mano in un gesto come di scusa - o cos Angela volle interpretarlo -, si alz dalla panchina e s'incammin senza voltarsi indietro. O almeno lei pens che non si fosse voltato: l'orgoglio le aveva impedito di guardarlo mentre si allontanava, perch un solo sguardo le sarebbe bastato per crollare.
Si sentiva tradita nel modo pi abietto, ma la cosa pi brutta era che ancora non riusciva a pensarci senza sentire una fitta di nostalgia. Non provava pi per lui quello che chiamava rispetto: a momenti sentiva anzi di disprezzarlo, ma una parte di lei era avvinghiata a ci che erano stati prima che tutto precipitasse, e si struggeva di desiderio.
Aveva ottenuto il lavoro perch in fondo non le importava molto di quello che faceva, e durante l'audizione era stata calma, fredda e concentrata. Per una settimana si era accodata alle altre annunciatrici, aveva imparato il mestiere e poi aveva cominciato. Adesso erano trascorsi due mesi da quell'incontro e i giorni e le notti in qualche modo erano passati. Ogni cosa, a parte il lavoro, le costava uno sforzo poderoso e insensato: spostarsi, mangiare, prendere piccole decisioni, parlare con la gente. Dormiva molto, svegliarsi il pomeriggio era sempre faticoso e certe volte, nei giorni liberi, non si dava nemmeno la pena di alzarsi.
In quei due mesi lo aveva visto una volta sola, mentre saliva su un taxi fuori dall'edificio. Lui non l'aveva notata, e Angela era rimasta a guardare la macchina che si allontanava. Solo quando la fitta di dolore che l'aveva assalita alla vista di lui fu svanita, si accorse che in realt il cuore le doleva da settimane e settimane.
Ormai aveva superato l'ingresso, esibito il pass, preso l'ascensore che l'aveva portata quattro piani sotto terra, e stava attraversando l'aria stantia del corridoio insonorizzato che conduceva allo studio di registrazione. Era buona norma arrivare un po' prima dell'inizio del turno, cos da dare l'opportunit all'annunciatrice del turno precedente di andarsene in orario. Quando arriv, stava andando in onda un concerto registrato. Ho preso nota di tutti dischi, disse la sua collega. Fiuu... non vedo l'ora di essere a casa. Ieri si  rotto lo scaldabagno e Martin si  preso l'influenza, credo, senza contare che da quando  caduta quella bomba nella strada accanto ci entra la pioggia dal soffitto. Si chiamava Daphne Middleton ed era sposata con un produttore che lavorava nella Broadcasting House. Non si conoscevano molto bene, perch Daphne era stata spostata solo di recente nel turno prima del suo. Mentre radunava le sue cose, Daphne le disse: A proposito, conosci per caso qualcuno che cerca una stanza? La mia inquilina mi ha dato il preavviso a sorpresa. Martin  disperato... era una bella ragazza, quindi per me  un sollievo! Ma i soldi ci servono lo stesso.
Temo di no.
Oh, be'. Chieder in giro. Se ne va fra un mese. Ha preso una settimana di congedo e indovina un po' con chi la passer? Con quel produttore, Brian Prentice.  sposato, sai. Certi uomini sono terribili... Oddio, devo correre. Dovrai svegliarli a calci, quelli del giornale radio. Sono piuttosto duri di comprendonio.
Coincidenze. Pens che le coincidenze dovevano sembrare sempre poco credibili alle orecchie di chi le subiva, ma dopo aver brevemente soppesato la possibilit che Daphne lo avesse detto con malizia, e che quindi sapesse di lei e Brian, si convinse che non era cos. Fino a quel momento aveva pensato che pi infelice di cos non poteva diventare, ma il lavoro, che era serrato e impegnativo - non dovevano mai esserci pi di quindici secondi di mancata trasmissione perch ci si sarebbero infilati i tedeschi -, fu la sua salvezza. Alle sei e trenta del mattino successivo, quando fin il turno, provava amarezza e rabbia, ma non era pi innamorata. Il mondo era sempre un deserto, ma almeno lei era libera di attraversarlo. Si accorse di avere una gran fame ed entr in una mensa dove mangi un'omelette fatta con uova disidratate, pomodori e una fetta di bacon.
... ...
Mrs Cripps ti ha preparato questo. Mise la tazza sul piccolo comodino accanto al letto. Lui alz gli occhi per guardarla, dopo averli tenuti a lungo fissi sulla coperta.
Christopher, gli disse piano. Sono io. Sono Polly.
Lo so. Le lacrime cominciarono a scendergli gi per le guance. Lo faceva spesso: piangere senza un suono, per ore. Quando non piangeva, sembrava una bestia braccata: pareva tormentato, terrorizzato da qualcosa, ma nessuno sapeva da cosa. All'inizio Polly aveva pensato che fosse meglio non farci caso e parlargli come se fosse il vecchio Christopher, ma quella sua pena inesauribile lo rendeva molto difficile; di qualunque cosa si trattasse, faceva venire anche a lei voglia di piangere. Poi aveva provato a incoraggiarlo a piangere ancora di pi: tirare fuori con le lacrime ci che lo bloccava. Ma non era cambiato nulla.
La polizia militare lo aveva preso a Felixstowe: lo avevano scambiato per un giovane disertore, un soldato che si era dato alla macchia. Ma poi si erano accorti che non sapeva dove fosse e non ricordava nemmeno il proprio nome. Avevano guardato tra i vestiti e avevano trovato una fettuccia su una maglietta, cos avevano ricostruito la sua identit. Raymond e Jessica erano andati in ospedale insieme, ed era stato chiaro che aveva riconosciuto almeno il padre, perch vedendolo era saltato gi dal letto come per scappare, ma era talmente debole che si era accasciato sul pavimento del corridoio. Avevano dovuto accordare il permesso per fargli l'elettroshock e poi, dopo un mese d'ospedale, lo avevano mandato a trascorrere la convalescenza a Home Place. La Duchessa provava un grande affetto per lui e per Jessica, che veniva a trovarlo ogni fine settimana ed era grata che suo figlio avesse l'opportunit di stare lontano da Londra, in un posto che amava.
Ma non sembrava lo amasse poi molto, pens Polly avvilita. Non amava niente. Stava seduto sul prato, nei giorni di bel tempo, avvolto in una coperta pesante di fronte a una mangiatoia per gli uccelli sistemata l dalla Duchessa apposta per lui. Ogni tanto guardava gli uccelli mangiare e una volta, osservando una rondine alzarsi in volo e inseguire le compagne, aveva sorriso. Ma per la maggior parte del tempo piangeva. Venne il dottor Carr, ma lui lo temeva.
Forse ha paura dei dottori, disse zia Rach.
Io credo che abbia paura degli uomini, rispose zia Villy, e Polly, sentendola, pens che forse aveva ragione. La Duchessa, che di solito faceva accendere il fuoco in salotto solo un'ora prima di cena, ordin che fosse acceso fin dal mattino per Christopher, in modo che con la scusa di ravvivarlo le persone si affacciassero spesso da lui. Ma faceva lo stesso molto freddo. Lui indossava un maglione a collo alto che era appartenuto a Rupert ed era di un color indaco che richiamava tristemente la sfumatura bluastra dei cerchi che aveva intorno agli occhi. Villy lo radeva due volte la settimana. Di tanto in tanto, il pomeriggio, Polly e Clary lo portavano a fare brevi passeggiate nel giardino. Lui le seguiva obbediente mentre parlavano tra loro, scegliendo argomenti di conversazione che lo obbligassero a prendervi parte, ma Christopher vi contribuiva solo con nervosi cenni d'assenso. Si sforzava di mangiare almeno un po' di ci che gli veniva propinato. Poi, un fine settimana, Hugh port con s un cane, un grosso bastardo bianco e nero di mezza et che doveva avere dei Border Collie tra i suoi antenati. Lo aveva trovato, frastornato e in attesa, fuori da una casa rasa al suolo dalle bombe, vicino al molo. Vediamo se lo aiuta, disse Hugh a Polly. Ha sempre amato gli animali.
Oh, pap, che bella idea!. Lei e Clary fecero il bagno al cane, il che miglior di molto il suo aspetto, e lo portarono a Christopher.
Questo cane  stato spaventato a morte dalle bombe, disse Polly, intuendo che la cosa avrebbe sollecitato il suo interesse. Christopher guard il cane che se ne stava a qualche metro di distanza, e il cane ricambi l'occhiata. Poi il bestione gli si avvicin lentamente e gli si sedette accanto lasciandosi cadere contro le sue gambe. Da qualche parte si ud una porta che sbatteva e il cane si mise e a tremare. Christopher gli poggi una mano sul capo, il cane lo guard e pian piano il tremito si plac.
Che bello!, esclam Lydia la mattina dopo. Come si chiama?.
Oliver, disse Christopher.
 il tuo cane?.
S. Adesso  mio.
Caro, sei un vero genio!, disse Sybil. A nessuno di noi era venuta un'idea cos brillante.
Be',  capitato sulla mia strada per caso, povera bestiola.  molto impaurito: non sopporta gli aeroplani e tutti i rumori forti. Ho pensato che potrebbero farsi del bene a vicenda. Se solo avessi un cane da dare a te, che possa farti stare meglio, pens Hugh guardandole il volto gialliccio, il ventre e le caviglie gonfie mentre era sdraiata a letto.
Ti porto qualcosa da mangiare in camera?, disse. Potrei portarlo anche per me, cos mangiamo insieme.
Ma no, caro. Mi sto solo impigrendo. E dovette guardarla mentre si tirava su dal letto e raggiungeva il tavolo da toletta, dove con fatica prese a ravviarsi i capelli.
Sybil, tesoro!. Fece un gran respiro e fu sul punto di fare il salto nella verit.
Lei si volt a guardarlo, ansiosa. Che c'?. Gli parve spaventata, e perse il coraggio.
Stavo pensando a come staresti coi capelli corti. Sarebbe divertente un cambiamento, no?.
Credevo ti piacessero lunghi.
S,  vero, ma si pu sempre cambiare idea, ti pare?.
Si stancher meno, pens. Cos Villy glieli tagli con cura, e per Sybil fu un grande sollievo. Volle che Hugh fosse presente per dire quanto andavano tagliati e il pavimento si copr di grosse ciocche, poi Villy cominci a rifinire il taglio.
Hugh raccolse una ciocca e la nascose, pensando di non essere visto, ma invece lo videro entrambe. Villy prov compassione e Sybil paura, ma dato che non poteva sopportare l'idea che lui sapesse, si convinse che non era cos.
Polly invece sapeva bene cosa stava succedendo. Ma, poich nessuno diceva niente, tenne per s quella consapevolezza. Aveva paura di parlarne, e la situazione si faceva pi difficile di settimana in settimana. Con suo padre non ne faceva parola per paura che dovesse preoccuparsi anche dei suoi sentimenti, oltre che di tutto il resto. Con sua madre non poteva parlarne, perch significava tradire la promessa fatta a Hugh. Non ne parlava nemmeno con Clary, perch le sembrava che anche lei avesse il suo fardello da portare. Tutti gli altri ostentavano un modo di fare cos indifferente e allegro che davvero non avrebbe saputo come tirare fuori l'argomento. Si distraeva cercando di occuparsi di Christopher, che sembrava riprendersi pian piano. Da quando era arrivato Oliver non piangeva pi, e Oliver non lo lasciava mai. Il cane gli forn un motivo per andarsene a camminare da solo: diceva che aveva bisogno di muoversi. Lo si vedeva vagare in mezzo al vasto prato lanciando una vecchia palla da tennis per Oliver, che non si stancava mai di quel gioco. Ogni mattina Polly si alzava nel freddo pungente, mangiava qualcosa, andava a lezione, passava un po' di tempo con Christopher e con sua madre, faceva i compiti, stirava e rammendava le sue cose, si occupava di Roly e Wills per dare un po' di respiro a Ellen.
Il presente era grigio; il futuro era nero. Viveva in una nebbia fatta di paura.
Un uggioso pomeriggio di novembre Miss Milliment entr nella stanza delle lezioni per prendere il libro di greco elementare e assegnare a Clary il suo compito. Accese la luce e trov Polly seduta al tavolo. Balz in piedi all'istante.
Non ho oscurato la finestra!, disse, e Miss Milliment indovin dalla sua voce che aveva pianto. Spense la luce e aspett che Polly chiudesse le imposte. La piccola stufa a gas doveva essere spenta, oppure era finito il combustibile, perch faceva molto freddo.
Non  una stanza un po' fredda dove passare il pomeriggio?, domand. Polly era tornata al tavolo e borbott che non ci aveva fatto caso.
Miss Milliment disse: Mi pare che tu sia molto preoccupata per qualcosa, e si sedette di fronte a lei.
Vi fu un silenzio durante il quale Polly la fiss e lei ricambi il suo sguardo con fermezza. Poi Polly sbott: Non ne posso pi di essere trattata come una bambina! Non ne posso davvero pi!.
S, immagino sia molto frustrante. Soprattutto ora che cominci a non esserlo pi. Si dice sempre.... Fece una pausa prima di proseguire. Si dice sempre che  bellissimo essere giovani, ma io temo che molta gente abbia dimenticato come sia realmente. Io per esempio ero molto infelice.
Davvero, Miss Milliment?.
Per fortuna, volenti o nolenti, si cresce. E crescerai anche tu. Supererai questa fase di mezzo, cos inquieta, e allora dovranno riconoscere che sei diventato grande.
Aspett qualche secondo, poi disse con dolcezza: Passer. Niente dura per sempre.
Allora Polly distolse lo sguardo e replic: Una cosa s, invece. La morte. Quella dura per sempre.
L'angoscia repressa che trapelava da quella frase scoperchi un abisso che inquiet e commosse Miss Milliment. Stai parlando di tuo zio?, domand, con la fievole speranza che si trattasse solo di questo.
Lo sa che non sto parlando di lui.
S, Polly cara, lo so. Perdonami.
Non solo..., disse con voce tremante, non solo non ne parlano con me, ma non ne parlano nemmeno tra loro. Continuano a fingere che non stia succedendo! Tutto quello che dicono  falso. E pensi a quanto deve essere brutto per mia madre, che sta tanto male e non fa che peggiorare.  colpa di mio padre! Dovrebbe essere lui a cominciare, cos almeno lei potrebbe parlare dei suoi sentimenti. Io, se stessi morendo, vorrei poterne parlare. Adesso aveva la faccia coperta di lacrime, ma sembrava non accorgersene. Lo trovo crudele e sbagliato.
Su questo sono d'accordo con te. Io, se stessi morendo, vorrei la stessa cosa. (E in un istante di debolezza la mente di Miss Milliment fu attraversata dal pensiero che, quando quel momento fosse arrivato, non avrebbe avuto intorno nessuno che le mentisse o che discutesse con lei della verit). Per, vedi, non sta succedendo a una di noi due. Per quanto tu voglia bene a un'altra persona, non sarai mai quella persona. La gente fa quello che pu. Pu essere meglio o peggio di quello che faremmo noi, ma di certo  diverso.  una cosa dura da accettare a volte, ma sono certa che tu questo lo sai gi.
Ma cos devo fingere anch'io!.
Perci puoi capire quanto deve essere dura per tuo padre. E aggiunse: Quando una persona muore, dovrebbe poter scegliere come morire. Su questo siamo d'accordo, giusto? Tu non stai fingendo con te stessa, e devi credere che nemmeno loro stanno fingendo. Con loro stessi. Quello che fanno l'uno con l'altra  esclusivamente affar loro.
Polly guard quegli occhi grigi che la fissavano con tanto affetto e comprensione, e prov la calda e luminosa sensazione che qualcuno la capisse davvero. Lei sta dicendo, disse lentamente, che non devo giudicare gli altri secondo i miei criteri... secondo il modo in cui sono fatta io.
Anche questa  una forma d'amore, non ti pare?. Miss Milliment lo disse in modo tale da farla sembrare una cosa a cui Polly avesse pensato per prima. Giudicare  sempre nocivo, nella mia esperienza, concluse. Un lieve sorriso si disegn sulla sua bocca e scomparve nelle pieghe del doppio mento. Ora, Polly cara,  meglio se vai in un posto pi caldo. Prima di andare, mi troveresti il manuale di greco? Ha la rilegatura verde scuro, ma la scritta sul dorso  cos scolorita che non riesco a leggerla.
Quando Polly ebbe trovato il libro, Miss Milliment disse: Ti sono grata per le confidenze che mi hai fatto. Non c' bisogno che ti dica che non tradir la tua fiducia.
Cos Polly non dovette nemmeno chiederle di non raccontarlo a nessuno.
... ...
Louise era seduta nel suo camerino (che condivideva con un'altra ragazza) con la vestaglia buttata sulle spalle; faceva freddo e in quella stanza, tra il pavimento di cemento, il lavandino crepato e la finestrella senza tende, c'era sempre molta umidit. Aveva acceso tutte le lampadine dello specchio, perch emanavano un po' di tepore. Stava scrivendo a Michael tra una recita e l'altra.
Memorial Theatre, Stratford-on-Avon, aveva scritto in alto sulla pagina.
Caro Michael,
 stato bello ricevere la tua lettera appena sono arrivata. Era l che mi aspettava. Mi spiace che non ti abbiano mandato fucili a sufficienza, o non del tipo che desideravi, per il tuo cacciatorpediniere. Deve essere molto dura. Del resto, immagino che quelli che distribuiscono le armi non siano mai stati sopra un cacciatorpediniere e perci non sappiano di cosa c' bisogno.
(Era soddisfatta di quella frase: denotava interesse e suggeriva che ci avesse pensato. In realt le lettere di Michael erano cos piene di discorsi sulla vita in mare che lei le trovava piuttosto noiose: avrebbe voluto che lui scrivesse di pi dei suoi sentimenti, soprattutto, va da s, dei suoi sentimenti per lei. Lo faceva sempre, un po', ma all'argomento dedicava solo una o due frasi, dopo pagine e pagine di dettagli sui fucili Oerlikon, sul tempo che era sempre pessimo e sul carattere del capitano).
Bene!  bellissimo essere qui, ma  tutto diverso da come me l'ero immaginato. Per dirne una, il teatro  gigantesco, e ci sono intere zone della platea da cui non si sente una parola e non ci si pu far niente. L'et media dei membri della compagnia l'ho calcolata ed  di sessantanove anni, compresa me. Questo perch due attori hanno superato gli ottanta, e quello che ne ha meno ne ha quarantasette! Immagino che gli attori pi giovani siano tutti al fronte. Nella compagnia ci sono solo due donne oltre a me, una anziana e una di mezza et.  la stagione invernale e purtroppo non si fa Shakespeare. La mia parte  quella dell'ingenua. Disdetta!  una pessima parte. Mi chiamo Ethyl. La commedia s'intitola HisExcellencyTheGovernor, e Bay ha fatto la parte del protagonista quando era giovane, mille anni fa, con sua moglie nel ruolo di Ethyl. Perci  lui il mio partner in questa recita, ma l'idea di essere innamorata di un uomo tanto vecchio  ridicola. Ho battute orrende come: Mio eroe!, e sono sempre in abito da sera, uno straccetto di chiffon celeste; inoltre non ci sono battute divertenti. Intendo battute volutamente divertenti, perch quanto a questo la commedia fa ridere tutto il tempo, tanto  ridicola. Comunque con me sono tutti gentili, anche se alcuni degli uomini tendono un po' a eclissarmi. Mi sono sistemata in periferia, presso un vecchio macchinista in pensione e sua figlia Doll. Il venerd sera lui si ubriaca e bestemmia in versi: la scorsa settimana mi ha chiamato canaglia dalla faccia di panna13 e mi ha sbattuta fuori casa. Doll per mi ha detto di aspettare in strada per qualche minuto e poi mi ha fatta entrare. A cena sono sempre da loro, anche se ci vuol coraggio a chiamarla cena: mangiamo quasi sempre cuori di pecora ripieni, verdure e patate, con una densa salsa marrone, ma  l'unico vero pasto che posso permettermi e mangio sempre fino all'ultima briciola. Altrimenti c' una sala da t molto distinta dove le ciambelle costano quattro penny l'una e sono minuscole, anche se deliziose. Mi pagano due sterline e dieci per ogni settimana di prove, cinque sterline quando ci sono gli spettacoli, e l'affitto mi costa trenta scellini, perci devo stare attenta. Ci sono gli alberghi, certo, ma servono solo pasti da cinque scellini che per me sono fuori discussione. [Aveva costantemente fame, perci le riusciva difficile parlare d'altro che di cibo]. Ogni tanto Bay mi porta a casa sua dove sua moglie, che ormai non recita pi, ci offre un magnifico spuntino serale con tramezzini ripieni di carne secca, dolci e una volta anche un uovo bollito.
Qui s'interruppe. Decise che non era il caso di parlargli delle difficolt che aveva a rincasare la notte dopo gli spettacoli, dovendo scegliere tra le attenzioni di due ufficiali cechi - ce n'erano molti acquartierati dalle parti di Stratford, giravano a coppie e si diceva che stuprassero le ragazze - e quelle di uno degli attori anziani che si offriva di riaccompagnarla a casa e poi le metteva le mani addosso.
La mia  una cameretta quasi tutta occupata da un grosso letto matrimoniale con un materasso sottilissimo e una di quelle trapunte che scivolano gi dal letto mentre dormi. La sera mi siedo nel letto con un sacco di roba addosso, perch non c' il riscaldamento, e scrivo la mia commedia oppure ripasso la parte. Il fiume  bello, ci sono i cigni, e certe volte le prove le facciamo al bar, dove hanno una terrazza affacciata sull'acqua.
Rilesse quel che aveva scritto.
Eclissare [prosegu] vuol dire quando la persona con cui stai parlando in scena si sposta pian piano verso il fondo del palco, costringendoti a fare lo stesso oppure a recitare le battute dando le spalle al pubblico. I vecchi attori lo fanno di continuo, per farsi notare di pi, suppongo. Uno di loro faceva soprattutto variet, perci alle prove non pronuncia affatto bene le battute, si limita a ripeterle in un tono sempre uguale.  un tipo grassoccio e quando non  in scena non fa altro che dormire su tre poltrone della platea.
Mi chiedo quando tornerai in licenza e quando potr vederti. Io rester qui per sole tre commedie. Forse mi terranno, ma non credo. Cos mi toccher tornare a casa [fu sul punto di aggiungere: E mi costringeranno a fare domanda per qualche noioso impiego di guerra, ma non sapendo se lui sarebbe stato dalla sua parte ripieg su un pi neutro:] e mettermi a fare qualcosa di utile.
Ibsen lo hai mai letto? [prosegu] Io ho letto LaCasadeiRosmer e Casadibambola. Lui s che capiva quanto poteva essere dura la vita per le donne anni fa, quando non potevano lavorare e fare carriera! Il suo stile  cos moderno che all'inizio non mi sono accorta che i suoi testi risalgono a un bel po' di tempo fa. Mi ci ha fatto riflettere la considerazione che le sue opere, che pure destarono scandalo quando furono rappresentate per la prima volta nel suo paese, non hanno neppure scalfito la visione del mondo di donne come mia madre o come le mie zie. Pensa, io ho incontrato l'uomo che per primo le ha messe in scena, insieme a quelle di Shaw! Vive con una feroce governante in una bella casa cadente. Si chiama Alfred Waring, ma ormai trema tutto ed  troppo vecchio per sostenere una lunga conversazione, e poi mi sono accorta che la governante non vedeva di buon occhio la mia presenza, cos sono rimasta solo una mezz'ora. Te lo racconto perch  cos che ho saputo che alcuni non sono d'accordo con Ibsen. Per Shaw il discorso  diverso: si direbbe che la disapprovazione degli altri fosse un suo espresso desiderio.
Bene... [di colpo le era venuto un gran sonno]. Mi fermo qui perch  una lettera gi molto lunga. E anche noiosa, temo. Con affetto, Louise.
In fondo alla pagina aggiunse:
Se dovessi ottenere una licenza a breve, potresti venire e alloggiare in un albergo qui in paese. Posso prenotarti una stanza.
Poi si pent di averlo scritto, perch se lui doveva vederla recitare in un vero teatro, voleva che fosse in una parte migliore di quella della stupida Ethyl.
Di tutt'altro tenore erano le lettere che scriveva a Stella, nelle quali Louise discuteva i relativi vantaggi che avrebbe ottenuto lasciandosi mettere le mani addosso da viscidi vecchi attori dall'alito cattivo oppure subendo sistematici stupri sul lungofiume da parte di giovani soldati cechi, senza peraltro capire una parola di quanto dicevano. Lo faceva perch queste cose la spaventavano: erano pur sempre sei sere a settimana e, nonostante l'ora legale fosse in vigore anche in inverno, alle cinque era comunque buio e le strade di Stratford diventavano silenziose in modo inquietante.
Hai paura [scriveva Stella nella sua lettera di risposta] e non ti biasimo di certo. Il guaio  che ti tocca tenerti buoni i vecchi bavosi, perch una sera o l'altra potresti avere veramente bisogno di loro. Cercher di imparare qualche parola di ceco, delle espressioni severe, tanto per stare pi tranquilla... anche se c' poco da stare tranquilli! Oh, povera Louise!  che hai scelto un mestiere con una brutta reputazione. Una volta le attrici erano tipe facili, e dato che gran parte dell'Europa  indietro rispetto a noi in queste cose, sospetto che per i cechi le cose stiano ancora cos. Posso venire a trovarti? E magari dormire con te nel grande letto scricchiolante? Sono a corto di quattrini. Mio padre dice che la scarsit di mezzi rafforza il carattere, ma naturalmente si riferisce solo agli altri.
E prima che Louise avesse il tempo di rispondere che era un'idea magnifica, se la ritrov senza preavviso alla porta di servizio del teatro, dopo la recita serale.
Sono venuta per portarti sul lungofiume a fare cose indicibili, disse.
Oh, Stella! Che sorpresa stupenda! Sei stata magnifica a venire. Resta nel mio camerino mentre mi cambio.
Non stai morendo di freddo con quell'abito da debuttante?.
In effetti s, ma mi ci sto abituando. In scena c' un bel calduccio per via delle luci. La cosa peggiore  che ho ancora molte repliche!.
L'ho vista, la commedia. Avevi ragione,  terribile! Povera te!.
Io ho fatto del mio meglio. Nel tono c'era un vago, contorto fastidio dovuto al fatto che Stella non avesse aggiunto: matuseibrava.
Vuoi che ti dica che sei stata brava. Be', non eri male, e io non credo che tu possa fare pi di cos. Hai questa stanza tutta per te?.
Finch andiamo in scena con questa commedia. Ma alla prossima il ruolo principale  di un altro e io faccio una parte secondaria, perci avr il camerino in comune.
Ti piace qualcuno?.
Nessuno. E a te?.
Stella scosse la testa. Temo di essere il tipo di ragazza che non attira molto gli uomini e perci, appena uno s'interesser a me, andr in crisi totale per mancanza di pratica. Al contrario di te.
Che vuoi dire?.
Voglio dire, mia cara, che tu invece sei il tipo di ragazza che di uomini ne attira a milioni!. Rilass la schiena sulla sedia di vimini e incroci le caviglie: le pesanti calze grigie non ne intaccavano minimamente l'eleganza.
Ho portato un piccolo spuntino, disse. Possiamo mangiare qui?.
No. Fra un minuto vengono a cacciarci fuori. Il custode vuole chiudere e andarsene a casa.
Da te, allora?.
Be', dipende da Fred: se  in piedi ed  ubriaco, oppure in giro o a letto. E dovr dirlo a Doll. Chiederle se puoi fermarti a dormire, sai. Non ci saranno problemi, purch Fred non sia ubriaco e sveglio.
E se lo fosse?.
Ci toccher uscire.
E c' un altro posto dove possiamo andare?.
In effetti no. C' il lungofiume, ma a parte tutto il resto, fa un freddo polare. Dovremo solo mangiarci il tuo spuntino senza far rumore. Che idea eroica hai avuto a portarlo!.
A quanto pare ci vorr dell'eroismo anche per mangiarlo!.
Voi ragazze avete finito qui?.
Arrivo, Jack. Si pass un panno sopra il viso truccato, poi risalirono le scale di cemento e attraversarono la porta ritrovandosi in una strada buia come la pece.
Dammi il braccio, disse Louise. Ho una torcia, ma tanto conosco la strada.
Non  ancora tornato dal pub, disse Doll facendole entrare. Per me non c' problema, disse poi, dopo che Louise le ebbe spiegato di Stella. Perch allora non vi sedete a mangiare in cucina?, propose quando Louise le disse che la sua amica non aveva mangiato e aveva portato con s uno spuntino. Vi faccio un po' di t. Dopotutto non si tratta di un ragazzo, perci non c' problema!, disse.
Chi di noi due dovrebbe essere il ragazzo, perch ci sia un problema?, disse a bassa voce Stella mentre si levavano sciarpe e cappotti in camera di Louise.
Tu, credo. Per  simpatica, no?.
Molto simpatica, rispose Stella con calore. Ma terrorizzata da suo padre, poveretta!.
Quando tornarono in cucina, Doll aveva sistemato sul tavolo tazze e piattini, la zuccheriera e un bricco di latte. L'acqua  quasi pronta, disse. Chiudo la porta, e speriamo che non se ne accorga.
Si tolse il grembiule a fiori e lo appese dietro la porta. Tutte zitte, quando lo sentiamo entrare. Sapete,  venerd sera.
Aveva il viso stanco e gentile di chi ha rinunciato a ogni aspettativa.
Quando furono sole, Stella domand: Il venerd  una giornata particolarmente brutta?.
Si ubriaca. Le altre sere invece no.
Prepar il t e si sedettero tranquille a mangiare panini al formaggio, mele e qualche pezzetto di cioccolata.
Quasi quasi spero che arrivi, solo per vederlo, disse Stella mentre Louise sciacquava le tazze.
Io no. E dico che  meglio andarcene subito di sopra e metterci sotto le coperte.
Il bagno  dentro?.
S. L'hanno ricavato sul retro, a met delle scale.
Fred torn mentre Stella era in bagno, e Louise preg che avesse l'accortezza di restarsene l dentro fin quando Doll non l'avesse accompagnato a letto. E naturalmente Stella non la deluse. Si spogliarono in fretta; Stella aveva delle calze da notte. Ho sempre i piedi gelati... non ti piacerebbe se sfiorassero i tuoi mentre dormi!. Poi si stesero e parlarono del pi e del meno.
Che bella idea hai avuto a venire, disse Louise. Quanto ti fermi?.
Solo fino a domani pomeriggio, purtroppo. Devo fare un salto a casa prima di tornare a Oxford.
La mattina dopo uscirono presto. Stella volle offrire a entrambe la colazione da Swan e Doll disse che a pranzo ci si poteva arrangiare a casa.
Oh, bene! Cos conoscer suo padre!, fece Stella.
Di giorno  tranquillo e noioso, disse Louise. Non parlano mai a tavola.
Mai?.
Be', si dicono cose tipo passami il sale, ma nient'altro.
Era una bella mattina frizzante: cielo azzurro, un sole giallo chiaro, le strade coperte di brina. Passarono davanti al teatro, perch Stella voleva vederlo di giorno.
Ho sentito dire che  davvero brutto, disse. Cos ho voluto vederlo coi miei occhi. Del resto un teatro in stile elisabettiano sarebbe stato una stupidaggine, ti pare? Trovo che gli edifici in stile Tudor sembrino sempre terribilmente finti. Mi ricordano quelle case sulla Great West Road.
Non ho mai fatto caso alla bellezza degli edifici.
Stella la faceva sempre sentire un'ignorante, ma a quell'osservazione di Louise rispose: Be',  grazie a Oxford se adesso ci bado.  un po' come avere l'olfatto: c' del bello e del brutto. Ma il bello  davvero incantevole, e il fatto che gli obbrobri siano riconosciuti come tali far s che in futuro ce ne saranno di meno.
Fuori dal teatro delle locandine pubblicizzavano un concerto di Moiseiwitsch con musiche di Beethoven, quella domenica.
L'ultima volta che l'ho sentito faceva ridere per quanto suonava male!, comment Stella. Bumbumbum! Sembrava che volesse sturargli le orecchie al povero Beethoven.
Come sta Peter?.
Be',  nella RAF. Da poco. La prima settimana gli hanno fatto lavare centottanta piatti ogni sera. Ha detto che ha le mani come salsicce avvolte nella pelle di camoscio. E lo fanno suonare, anche!.
Per loro? La sera?.
No, no. Ai concerti. Nel suo reparto ci sono molti musicisti, ma la cosa buffa  che, anche se l'orchestra  composta da ottimi professionisti, tipo il Griller Quartet, gli altri sono pur sempre dei piloti, e quindi un capo-squadrone, che in passato ha diretto una banda di fiati su un molo, ora fa il direttore. Peter dice che non fanno tanto caso a lui e perci va tutto bene. Per si aspettano che suoni all'impronta, senza prepararsi, e le sue mani sono in un pessimo stato. Ma potrebbe andar peggio.
Adesso passeggiavano lungo il fiume, che rifletteva il color ardesia del cielo.
E come ti sembra stia andando la guerra?, domand Stella.
La guerra? Non  che ci pensi molto.
Non ci pensi affatto, vuoi dire. Ti conosco. Non leggi i giornali e immagino che non ascolti nemmeno i notiziari: non hai idea di cosa stia succedendo. Saprai almeno che hanno affondato la Ark Royal. Sono stati gli italiani, il che peggiora le cose. Un brutto colpo, considerata anche l'offensiva in Nord Africa.
Non lo sapevo, disse Louise. Non aveva idea di che nave fosse la Ark Royal. Una corazzata?, tir a indovinare.
Una portaerei.
Louise s'immagin d'improvviso di essere su una nave che affonda. Deve essere spaventoso. Un modo orribile di morire.
Non hanno perso molti uomini. Per fortuna  successo nel Mediterraneo. Nell'Atlantico fa troppo freddo perch la gente possa sopravvivere il tempo necessario all'arrivo dei soccorsi.
Michael  nell'Atlantico, disse Louise.
Siete in contatto?.
Mi scrive delle lettere. Stai dicendo..., era smarrita e spaventata, ...che quando una nave affonda, per l'equipaggio non ci sono speranze? Non ci sono salvagenti e scialuppe e cose cos?.
Certo che ci sono. Ma certe volte accade tutto molto in fretta e pu passare molto tempo prima che arrivino i soccorsi. Poi a volte non ci sono barche a sufficienza, e qualcuno deve stare in acqua ad aspettare, reggendosi al bordo.
Come sai tutte queste cose, Stella?.
Non ne so poi molto. Un mio cugino ha fatto da scorta a un convoglio di navi che sono state affondate e mi ha raccontato qualcosa.
Prefer non entrare nei dettagli, perch si era accorta che Louise si stava spaventando, e del resto lei non poteva farci nulla.
Arrivate allo Swan, dove si dissero pronti a servir loro la colazione - uova strapazzate, salsicce stoppose e un caff di uno strano colore grigiastro -, Stella disse: Che cosa provi per Michael?.
Louise ci riflett. Be', oltre alla mia famigerata vanit... sai, continua a dirmi che sono meravigliosa, il che per me  una piacevole novit... non lo so. Credo di rendermene conto scrivendo le lettere. Scrivo a casa, cio a mamma, perch lei ci tiene, e qualche volta scrivo a tutti, del tipo cara famiglia eccetera. Quello  un tipo di lettera. Poi scrivo a te, che  tutto un altro tipo di lettera. Nel senso che a te posso dire tutto: tu non mi dici quello che devo fare e non pretendi che io torni a casa. Be', ecco, Michael  un po' nel mezzo. Lo vedo in parte come un adulto, in parte come un mio pari. Immagino dipenda dal fatto che ha quattordici anni pi di me.
Insomma, ti piace perch hai una qualche specie di complesso paterno?.
Dio mio, no!. Mentre lo diceva, Louise pens che c'era una cosa che a Stella non aveva detto, n si sarebbe mai sognata di farlo.
 solo che con lui mi sento al sicuro, immagino, aggiunse in tono goffo.
Guard in faccia l'amica, che le sorrideva in modo un po' obliquo e ironico ma affettuoso, e passarono a parlare d'altro. Chiese a Stella di Oxford, e Stella disse che in circostanze diverse sarebbe stato il posto perfetto per lei. Cos, invece, mi sembra di essere l ad aspettare che il tempo passi prima di dover fare qualcosa di completamente diverso, qualcosa per cui questi studi non mi serviranno a niente. Un po' come quando imparavamo a fare il souffl di cioccolato alla scuola di cucina.
Prima o poi tutto torna utile, immagino.
Vuoi dire imparare a parlare con gli squali prima di ritrovarsi in mezzo a un naufragio? Io credo che la vita sia tutta un lungo naufragio e che uno impari qualcosa sugli squali solo dopo che ne  uscito vivo. Intanto, mio padre vuole che diventi la segretaria di un ammiraglio o qualcosa di altrettanto rispettabile. Mia madre vuole che faccia l'infermiera.
E tu?.
Non lo so, disse stringendosi nelle esili spalle.
Sarebbe bello poter fare qualcosa insieme.
S, mi piacerebbe. Se a una di noi due viene in mente una cosa, lo dir all'altra, va bene?.
Dopo un pranzo silenzioso a base di fegato di bue e cipolle, durante il quale Fred si comport in modo scialbo ma relativamente cortese e fiss Stella masticando il cibo con un'espressione indecifrabile in volto, Louise accompagn la sua amica alla stazione. Ora che erano sul punto di separarsi, parlare era pi difficile e ognuna s'inform della famiglia dell'altra. Dissero entrambe che tutti erano sempre uguali. Sono proprio cos, vero?, disse Louise. Vanno avanti con la solita vita.
Forse invece cambiano, ma noi non ce ne accorgiamo. Tu almeno non ne hai troppi con cui vedertela!.
Stavo giusto pensando che tu almeno hai una discreta variet tra cui scegliere!.
Louise si sent triste dopo che Stella fu andata via. La mia migliore amica, pens. Be', in realt la mia unica amica. Fu un pensiero deprimente e riflett che forse non era molto brava a stringere rapporti. C'era Michael, certo, ma lui era innamorato e questo lo rendeva un caso a parte: non erano proprio amici, piuttosto era come se stessero facendo un gioco di cui lui conosceva le regole meglio di lei. Aveva creduto che Jay stesse diventando suo amico, ma quando era tornata dal soggiorno con la famiglia di Michael, aveva scoperto che si era trasferito in camera di Ernestine; la evitava e faceva vaghe battute che, sebbene non sembrassero rivolte a nessuno in particolare, Louise capiva benissimo che invece erano rivolte a lei. Non le lesse mai pi poesie, non le carezz mai pi il seno. E poi Ernestine aveva cominciato a vantarsi di essere l'unica persona nella compagnia ad avere una relazione. Il fatto che Stella le fosse stata accanto per sole ventiquattro ore le fece sentire pi acutamente la sua mancanza. Stabil fra s e s che anche un brutto lavoro di guerra sarebbe stato accettabile, se lo avessero fatto insieme.
Si accorse di avere mal di gola. Poi le venne una brutta influenza, salt tre recite - andava in scena MariaMarten - e per questo fu licenziata.
... ...
Mrs Cripps e Tonbridge sedevano al buio fianco a fianco in penultima fila e lei udiva alle spalle i sospiri e i movimenti furtivi delle coppie che amoreggiavano. Stavano guardando KingKong e, quando Mrs Cripps lanci un'occhiata a Tonbridge, vide che era molto preso dal film mentre lei, da parte sua, lo trovava piuttosto insulso: uno scimmione grande e grosso che perdeva la testa per una star del cinema. Avrebbe preferito un film d'amore, con Robert Taylor o Clarke Gable, oppure un bel film con Fred Astaire e Ginger Rogers che ballavano dall'inizio alla fine. Ma quando lui l'aveva invitata al cinema, lei aveva detto di s senza badare a ci che proiettavano. Quello che desiderava era uscire con lui, nonch la possibilit di stare seduti vicini al buio senza interruzioni e senza che nessuno lo sapesse. Si era messa in ghingheri: il soprabito invernale rosso scuro, la stola di volpe, quella con la bocca dell'animale che si poteva chiudere sulla coda, e il suo cappello migliore, quello di velours marrone scuro con piume di fagiano sulla tesa e il nastro di gros grain color senape (le avevano chiesto di toglierselo non appena si era seduta e adesso aveva un gran caldo, perch non poteva tenere in grembo sia la stola sia il cappello). Era stato un errore, perch sotto portava la sua bella camicetta azzurra di raso, la migliore che avesse, e le dispiaceva sudarci dentro, ma non poteva farci niente. Lo scimmione era intento a demolire un palazzo molto alto di New York e lei sussult a bella posta nella speranza che lui le mettesse un braccio intorno alla spalla, invece si limit ad allungare una mano nel buio e a posarla sul cappello, laddove credeva di trovare la sua mano. Ce ne metteva di tempo a farsi avanti, dovette ammettere Mrs Cripps.  tutta scena, le sussurr. La faccia di lei rifletteva la fosforescenza dello schermo: impossibile dire se si fosse rassicurata.
Tonbridge si domand come avrebbe reagito lei se si fosse fatto coraggio e le avesse preso la mano. Prima ne aveva avuta una smaccata opportunit, ma ci si era messo di mezzo il cappello. Ritent e questa volta and bene. Il cappello fin in terra, ma lei non ci bad. Le morbide dita grassocce si chiusero sulle sue; Tonbridge le strinse e non sent nemmeno le ossa. Ed era cos dalla testa ai piedi: l'idea di stringerla da tutte le parti gli fece battere forte il cuore.
 solo un gorilla, bisbigli; pens di aggiungere che non avrebbe mai permesso che un gorilla le si avvicinasse, ma temeva di suonare melenso.
Finito il film, Mrs Cripps recuper il cappello e uscirono nel freddo pungente. Fu un sollievo per lei: considerava il sudore sconveniente per una signora. Lui volle portarla nella migliore sala da t, dove i pasticcini costavano tre pence l'uno e un piatto di scones con margarina e marmellata nove pence.
Tonbridge disse che il film gli era piaciuto e lei convenne che era stato divertente. Lui era in borghese: indossava un completo a strisce blu scuro che gli andava largo di spalle e una cravatta molto elegante a righe diagonali rosse e blu. Nella sala da t faceva caldo: con le finestre oscurate non circolava molta aria ma, dato che adesso poteva togliersi sia la stola sia il cappello, non era un problema. Gli scones erano un po' pesanti, e lui colse al volo l'occasione per osservare che non erano minimamente all'altezza di quelli che preparava lei.
Altroch, disse Mrs Cripps mentre sorseggiava il t caldo e leggero. Non ci fosse stata una guerra in corso, lo avrebbe rimandato indietro.
La conversazione durante i pasti non era mai stata il loro forte. Di solito lei si sedeva e lo guardava consumare uno dei suoi continui spuntini - e non ingrassava di un grammo, restava sempre pelle e ossa.
Lui allora, percependo la tensione, cominci a parlare della guerra e le disse la sua opinione riguardo al Giappone e agli Stati Uniti. Non ci sono dubbi, Mrs Cripps, si ricordi le mie parole, disse. Non pu venirne niente di buono. Mr Churchill non aveva nessun motivo di dire che, se gli Stati Uniti entrano in guerra contro il Giappone, noi li aiuteremo. Senza indugio, ha detto. Per me  davvero troppo.
Dev'essere senz'altro cos. La guerra l'annoiava a morte, e inoltre non le pareva che quello che facevano gli altri paesi fosse affar loro.
Ma dobbiamo ricordarci sempre che Mr Churchill sa quello che fa.
Pu dirlo forte, disse lei sperando cos di chiudere l'argomento.
Ormai avevano finito gli scones ed entrambi guardavano il vassoio coi pasticcini, che rappresentava sempre una fonte di ansia perch non ce n'erano due uguali e uno era palesemente pi invitante degli altri. Il gentiluomo era lui. Le offr il piatto.
Quale le piace, Mrs Cripps?, domand. Le era parso che a lui piacesse la crostatina di frutta, cos lei ne scelse uno al cocco. Ora potevano rilassarsi, sperava Mrs Cripps, e parlare di qualcosa di pi interessante. Sapeva che Tonbridge aveva ricevuto una lettera uno o due giorni prima, perch Eileen l'aveva portata in cucina e l'aveva posata sul tavolo. Non le pareva ne avesse mai ricevute prima, e questa aveva l'indirizzo scritto a macchina sulla busta: Mr F.C., Tonbridge eccetera. Lei gliel'aveva indicata non appena era arrivato per il suo solito spuntino di met mattina. Lui l'aveva presa, l'aveva fissata a lungo e se l'era cacciata in tasca. Poi non ne aveva pi fatto parola. Spero non abbia avuto brutte notizie, Mr Tonbridge, gli aveva detto quel pomeriggio, dopo il t.
S e no, aveva replicato lui. Pi tardi ci aveva riprovato osservando che le cose brutte, a parlarne, diventano un po' meno brutte, ma lui non aveva sentito o forse aveva finto di non sentire. Rimase a guardarlo mentre masticava facendo una smorfia quando la marmellata gli finiva sul dente cariato, poi le venne un'idea.
 davvero una brutta guerra, osserv, e la cosa peggiore  che separa le persone che si vogliono bene. Mrs Zo non ha pi Mr Rupert, Mrs Sybil soffre la mancanza di Mr Hugh per tutta la settimana; Mrs Villy non vede quasi mai Mr Edward.... S'interruppe. E poi c' lei, Mr Tonbridge. A volte mi chiedo se sente la mancanza di sua moglie....
Lui inghiott l'ultimo boccone della crostatina e si schiar la gola. Mrs Cripps, non sono cose che direi a chiunque, anzi, a dire la verit terrei la bocca ben chiusa, ma la sincera verit  che... badi che glielo dico in stretta confidenza, non sono un tipo che racconta i fatti suoi in giro... be', la verit  che non mi manca affatto. Tutto il contrario.  diventata una spina nel fianco per me. Sarei felice se potessi non rivederla mai pi. Cosa che, con un po' di fortuna, accadr. Lei ... be', dovr credermi se le dico che si  rivelata tutto l'opposto di una brava persona.
Quanto mi dispiace!. Dentro di s esultava.
Che vuole farci? Preferisco non raccontarle cos'ha fatto. Davvero. Non sono cose per le sue orecchie.
Ma alla fine glielo disse. Le disse di George (ma senza entrare nei dettagli di quel giorno terribile, senza dirle dei suoi vestiti che venivano buttati dalla finestra), che era andato a casa sua e aveva trovato quell'uomo. Ricorda la lettera che ho ricevuto?, le disse.
Lei annu con tale veemenza che una forcina le fin sul tavolo e si affrett a coprirla con la mano pienotta e rugosa.
Be', era di un avvocato. Vuole il divorzio. Vuole sposarsi con quel tizio. E vuole pure tenersi la casa.
Questa poi! Ma tanto a lei la casa non serve, vero?.
Pens a tutti gli anni di lavoro che ci erano voluti per comprarla. Una casa tutta per lui, l'aveva definita all'inizio. Ma le cose erano andate diversamente.
Credo di no, replic lui lentamente e con voce tremante; Mrs Cripps allora si rese conto di quante ne aveva passate: essere tiranneggiato da quella sgualdrina di citt e magari, sospettava, anche dal suo amichetto. Che cattiveria, pens guardando quel collo esile, quegli occhi dimessi, quelle gambe storte dentro le ghette: era proprio il tipo che viene maltrattato da chiunque...
Questo vuol dire, tent lui vincendo l'imbarazzo, che non avrei molto da offrire....
Offrire, ripet lei: quella parola la riemp di una gioia tale che volle essere certa di non aver sentito male.
Io speravo, disse lui, che noi potessimo giungere a un... accordo. Vi fu un silenzio in cui ognuno attese che fosse l'altro a parlare. Vinse lei.
Non sono certo nella posizione..., disse impappinandosi, ...visto che sono un uomo sposato, direbbe lei... Certo, questa lettera getta una luce nuova sulla faccenda. Ma lo stesso io non posso proporle... non voglio che lei mi creda un bigamo....
Ma certo che no!, disse lei: non aveva la pi pallida idea di cosa fosse un bigamo, ma doveva essere di certo una cosa molto brutta.
Del resto  impossibile sapere quanto ci mettono gli avvocati a sbrigare certe faccende, no?. Sul finale, la frase aveva preso un tono interrogativo, quasi si aspettasse una risposta da lei.
Se la prendono comoda, questo  certo, replic. Non aveva mai avuto a che fare con un avvocato in vita sua e non sapeva nemmeno con certezza a cosa servissero, tranne il fatto che era necessario interpellarne uno quando si divorziava - una cosa che, nella sua esperienza, succedeva solo agli attori del cinema e ad altra gente con molto tempo a disposizione. Per capiva bene cosa fosse un accordo. Quanto di pi vicino ci fosse a un fidanzamento.
Ho sempre pensato che lei fosse una bella donna. Una vera donna, disse posando uno sguardo ammirato sul suo petto.
Lei era impaziente. Frank, se vuoi chiedermi di fare un accordo con te... io non sto aspettando altro.
Si fece di colpo tutto rosso e gli occhi gli si velarono. Oh, Mabel...se posso chiamarti cos....
Scemo, lo interruppe lei. Come altro vuoi chiamarmi?.
... ...
All'inizio Sybil stessa aveva faticato a crederci: si era detta che dipendeva dall'aver avuto una notte insolitamente tranquilla o che il freddo le aveva messo appetito. Ma dopo un'intera settimana senza nausea e con la schiena che le doleva solo quando prendeva in braccio Wills o lo portava da qualche parte, doveva crederci per forza. Certo, si sentiva comunque debole e si stancava con facilit ma, a parte questo, le sembrava di stare nettamente meglio. Succedeva, a volte: lei era certa che se uno desiderava davvero guarire, questo poteva fare la differenza, e Dio solo sapeva quanto lei lo desiderasse: per Hugh, per i bambini e in particolare per Wills. Perch, come lei sapeva bene, era troppo piccolo per perdere la mamma. Non avrebbe avuto ricordi di lei. Non avrebbe avuto ricordi di lei, continuava a ripetere tra s.
Era venerd, e il pensiero che Hugh sarebbe arrivato di l a poco dava a quel giorno tutto un altro sapore. Non vedeva l'ora che lui la vedesse. Si ripromise di andarci cauta durante la mattinata e di fare un pisolino dopo pranzo. E poi Polly le avrebbe portato del t molto leggero che le dava tanto sollievo. Nei momenti peggiori si era ridotta a bere acqua calda con uno spicchio di limone, ma adesso non c'erano pi nemmeno i limoni. Quell'ultima settimana aveva anche dimezzato l'uso delle pillole, e per questo era pi lucida. Malgrado ci, aveva passato molto tempo a mettersi il rosso sulle guance e poi a toglierselo, senza pensare che Hugh non si sarebbe mai accorto che era trucco. Poi si mise il vestito nuovo che si era cucita da sola (non sopportava indumenti stretti in vita, e aveva imparato a tenere su le calze con una monetina con la quale torceva l'orlo in modo da stringerlo bene intorno alla coscia). Se fosse stata estate, sarebbe potuta uscire con Hugh per delle brevi passeggiate, ma in quel periodo, anche se c'era il sole, l'aria era troppo fredda perch potesse godersi qualche minuto all'aperto. Di tanto in tanto Villy la portava in macchina fino a Battle per farla uscire un po', ma pure questo accadeva sempre pi di rado. Anche la casa era troppo fredda per lei e certe giornate le trascorreva a letto dalla mattina alla sera, costantemente rifornita di borse d'acqua calda.
Ma adesso - si disse mentre si pettinava i capelli a caschetto con la riga dall'altra parte, per vedere se cos stavano meglio - potrei uscire per brevi passeggiate ogni giorno, cos quando sar in grado di camminare per mezz'ora gli chieder di portarmi fuori. Che sorpresa sar per lui!
Era mattina, e Sybil si era svegliata con una gran curiosit di vedere che giornata fosse. Da quando aveva capito, o meglio da quando le era venuto il pensiero, di essere sul punto di morire, era ossessionata dal tempo e dalle stagioni. Era la fine dell'estate, allora. Aveva visto appassire i fiori estivi: le rose, i papaveri e la speronella con le corolle rinsecchite, le querce che avevano assunto una tonalit bronzea alla luce di un sole sempre pi debole, le rondini che trasmigravano, il melo che si vedeva dalla finestra della sua stanza che si riempiva di frutti rosati, e poi i crisantemi, il tritoma e l'anemone giapponese bianco tanto amato dalla Duchessa pronti alla fioritura nell'aria sempre pi fresca, infine le prime timide gelate sopra i prati al mattino - ogni volta che vedeva una di queste cose pensava al fatto che non le avrebbe riviste mai pi. Non avrebbe visto altre rondini o rose o foglie nuove o merli che becchettavano le mele cadute. Ma prima ancora di questo, non appena aveva saputo che il tempo a sua disposizione era limitato, si era sforzata di portare Polly a Londra per comprarle una buona scorta di vestiti che le durassero almeno un anno dopo che se ne fosse andata. Rachel l'aveva convinta ad andare anche, quello stesso pomeriggio, a un appuntamento con Mr Carmichael, che le era parso un signore gentile, di vasta esperienza e con molto senso pratico. Dopo che l'ebbe visitata senza dirle quasi niente, Sybil gli aveva chiesto se c'erano delle speranze per lei. Speranze ce ne sono sempre, certo, aveva detto. Ma non dovrebbe contarci troppo. Non si era lasciata il tempo di assorbire il colpo e gli aveva chiesto subito quanto le restasse; lui aveva detto che potevano essere anche molti mesi e Sybil aveva subito pensato a Simon, cos il medico aveva aggiunto: Non si preoccupi per il Natale. Ha un figlio in collegio, vero? Se si fa operare, potrebbe avere la possibilit di festeggiarne ancora diversi, e lei non aveva saputo far altro che annuire. Le aveva prescritto dei farmaci con istruzioni molto precise su come assumerli e poi, quando Sybil si era alzata per andarsene, aveva fatto il giro del tavolo e le aveva posato le mani sulle spalle dicendo: Mi dispiace moltissimo, cara signora. Lei me l'ha chiesto e non sarebbe stato corretto mentirle. Scriver al suo medico curante. Suo marito.... L'uomo esit e Sybil lo interruppe dicendogli in tono deciso che non voleva che lui sapesse... non ancora, almeno, e soprattutto non doveva sapere che lei sapeva. Il dottore l'aveva guardata impensierito per qualche istante e poi aveva detto: Immagino che lei sappia quello che fa.
Le aveva detto che poteva chiamarlo e le aveva anche dato il suo numero di casa: un uomo davvero gentile. Non doveva essere piacevole dover dare alle persone quel genere di notizie, pens mentre scendeva i gradini della grande casa e raggiungeva il marciapiede rovente e polveroso di Harley Street. Dire ai pazienti che stanno per morire... accadde in quel momento: si rese conto che, fino ad allora, non ci aveva creduto davvero e che non aveva guardato in faccia quella certezza inesorabile, e cos le gambe avevano cominciato a cederle e per alcuni istanti aveva dovuto aggrapparsi all'inferriata che fiancheggiava i gradini. In quel momento si rese anche conto che non poteva salire sul treno con Polly e Villy e comportarsi come se niente fosse. Le serviva un po' di tempo per s. Decise allora di prendere il treno successivo e benedisse la sua previdenza nel dare a Polly il biglietto. Poi vag lentamente per le strade finch non fin nei pressi di un pub. Un drink: ecco quello che ci voleva dopo un simile colpo. Ma era troppo presto: i pub erano chiusi. E poi, si disse, ormai non posso pi bere. Gli alcolici le davano la nausea e inoltre entrare in un locale da sola, senza un uomo, l'avrebbe messa tremendamente a disagio; bere un analcolico sarebbe stato, se possibile, ancora peggio. Vide un taxi e chiese di essere portata a Charing Cross, ma quando passarono per Piccadilly Circus vide il News Cinema, cos pag il taxi e scese. Sarebbe stato buio e anonimo, e poteva restarci dentro tutto il tempo che voleva.
Si sedette mentre lo speaker della Gaumont British News snocciolava le notizie con quel caratteristico eloquio a labbra strette che si prestava cos bene a resoconti eroici e patriottici, come se le notizie, di qualunque genere fossero, avessero lo scopo di ispirare e rassicurare gli spettatori; furono proiettati dei cartoni animati, Paperino e Topolino, e un cortometraggio su una fabbrica di munizioni... poi ricominci il cinegiornale, che Sybil non guard con molta attenzione. Rest seduta a fissare assente le immagini sfocate degli attacchi aerei che al momento, annunci lo speaker con una nota di trionfo nella voce, si andavano intensificando.
Quando, sbattendo le palpebre, usc di nuovo in strada e si mise a cercare un altro taxi, le venne subito in mente Hugh, che in quel momento se ne stava tornando nella loro casa vuota dai moli dell'East End e non sapeva n che lei fosse ancora in citt, n che sarebbe morta presto. Il mio tesoro, pens. Come posso risparmiargli almeno un po' di sofferenza? Non dicendogli niente, pens mentre s'infilava a fatica dentro un taxi. Dirglielo vorrebbe dire condannarlo a settimane - o forse mesi (era strano non sapere nemmeno questo) - di penosa attesa. Come aspettare su un binario, pens mentre faceva esattamente questo, a Charing Cross: attendere per chiss quanto tempo che arrivi il treno e che riparta, per dirsi addio. Questo lei poteva risparmiarglielo, almeno in parte. I suoi pensieri erano discontinui, separati da lunghi intervalli in cui nemmeno lei sapeva cosa accadesse nella sua testa.
In treno si era addormentata.
Quella mattina ripens a Mr Carmichael e a quella sua frase: Speranze ce ne sono sempre. Ce n'erano, certo che s, ma lui non aveva voluto alimentare troppe illusioni. Era una bella mattina di foschia bianca dominata da un sole rosso intenso. Arabeschi di ghiaccio ornavano il vetro della finestra. Presto Simon sarebbe tornato da scuola; presto sarebbe stato Natale. Aveva fatto quattro paia di calzini e un maglione che aveva richiesto una tecnica complicatissima per Hugh, per Polly, invece, aveva cucito un abito da cocktail d'organza color caff. La casa pullulava di questi innocenti segreti. Christopher e Polly stavano costruendo una casa delle bambole per Juliet, e Sybil stessa aveva cucito un minuscolo tappeto ricamato a piccolo punto per il salotto. Polly stava crescendo in fretta, per questo forse era cos pallida. Doveva farla visitare dal dottor Carr, le avrebbe prescritto un ricostituente. Doveva anche portare Simon da Hamley, a Londra, per fargli scegliere il suo regalo, pens mentre chiudeva la finestra a battente, e di colpo le torn in mente quella mattina, poco prima che nascesse Wills, quando si era affacciata a quella finestra a osservare le rose rampicanti, pensando a quei versi - su ogni cosa, in ogni momento, posa lo sguardo come se fosse l'ultimo -, temendo di morire durante il travaglio. Invece era sopravvissuta. Be', non ne avrebbe avuti pi di pensieri del genere: stava guarendo, avrebbe continuato a vivere.
Quella sera cen di sotto con gli altri per la prima volta dopo settimane e insistette con Hugh perch se ne andassero in camera presto. Mentre Sybil si spogliava, Hugh le disse: Cara, non sei stanca?.
Sembro stanca?.
Lui si chin sulla sua spalla, in modo che vedesse nello specchio che la stava guardando.
Sembri splendida. E contenta. Splendida, ripet e poi le infil una mano tra i capelli, sopra la nuca. Mi manca il tuo collo.
Mi far ricrescere i capelli. Anche se non credo che i capelli grigi siano belli da vedere quando sono lunghi.
I tuoi capelli non sono grigi!.
Lo saranno, un giorno.
Lui le gir la testa e la baci sulla bocca. Adesso ti metto a letto, disse dopo averla baciata a lungo, con tenerezza.
Oh, Hugh! Hugh! Non ti accorgi di quanto sto meglio? Adesso posso dirtelo. Sono stata cos male, e per cos tanto tempo, che qualche volta... ho pensato... s, che ero sul punto di morire! Oh, emise una specie di gemito, a met tra una risata e un singhiozzo. Che sollievo dirtelo! Prima non potevo, ma adesso... sto meglio! Molto meglio. Da una settimana, ormai. Ogni giorno va meglio.
Hugh si inginocchi per stringerla mentre lacrime di sollievo le salivano agli occhi e scivolavano via. Quando Sybil torn a guardarlo, vide nei suoi occhi una profonda tristezza. Vuoi dire che ti sei sentita cos e non me lo hai detto?.
Non potevo, caro. Non volevo farti soffrire. E guardati adesso, avevo ragione! Sarebbe stata una sofferenza inutile.
Voglio..., disse Hugh con un tono che si faceva sempre pi perentorio man mano che parlava, ...voglio che tu mi prometta che, se mai dovessi pensare ancora cose simili, me le dirai. Non devi tenermi nascosto niente.
Caro, lo faccio gi. E lo sai.  stata un'eccezione. Non potevo dirti che credevo di essere sul punto di morire!.
E credi che per me sarebbe stato meglio venire a sapere, magari dopo, che avevi vissuto tutto questo da sola? Tu come ti sentiresti se accadesse il contrario?.
Oh, amore mio. Se fosse successo questo io lo avrei saputo, che tu me lo avessi detto oppure no.
Lo disse con una tale, commovente sicurezza, che Hugh volle scacciare la propria pena.
Be', disse ostinato, prometti, ora.
E lei glielo promise.
... ...
Mi  venuto in mente, disse Clary, che forse, nel Vecchio Testamento, quelli che se ne andavano sulle montagne ed erano colti dal fulmine venivano davvero trasformati da tipi cupi e senza speranza in persone ottimiste e decise. Un po' come se Dio in persona ti facesse l'elettroshock.
Stavano accatastando i ciocchi nel portico accanto alla porta d'ingresso e Christopher, che li portava con una carriola, le aveva gi avvisate che lo stavano facendo nella maniera sbagliata.
Sta meglio, s, convenne Polly. Ma pensa a quanto deve essere terribile: ti legano al letto con delle cinghie e poi ti danno la scossa!.
Te l'ha raccontato lui? Devo saperlo assolutamente.
Ha detto che stava cos male che all'inizio nemmeno gliene importava. Le prime volte ha avuto forti mal di testa ma anche un gran senso di sollievo. Andando avanti ha cominciato ad avere paura.
Per sta meglio. Sono settimane che non piange.
Grazie a Oliver. Pap ha avuto una bellissima idea. Il guaio  che adesso ha paura di quello che potrebbe succedergli dopo che  guarito.
Cio?.
Ha paura che suo padre lo rimandi indietro in quell'aerodromo, a livellare il terreno per le piste. O peggio, che lo spedisca al fronte.
Non credo che lo vorrebbero, al fronte. Non dopo l'elettroshock e il resto.
Non puoi saperlo, Clary. E poi adesso zio Raymond fa questo nuovo lavoro segretissimo e probabilmente  diventato molto importante.
Non fa alcuna differenza. Louise mi ha detto che uno degli attori, laggi nel Devon, non  stato preso solo perch ha i piedi piatti! Se vanno cos per il sottile, mi chiedo come abbiano fatto a mettere insieme un esercito!.
Louise era tornata a casa in un pessimo stato, cos aveva riferito la Duchessa, e il dottor Carr aveva detto che bisognava toglierle le tonsille.
Dovrebbe essere qui a darci una mano.
 andata alla casa di riposo con Zo. Stamattina l'ho vista esercitarsi a fare Florence Nightingale.
Credi sia innamorata?.
Di quel tizio che fa i ritratti? Non ne ho idea.
Gli scrive un sacco. Non vuole togliersi le tonsille perch lui potrebbe avere una licenza da un momento all'altro.
Non deve essere per forza amore.  sempre meglio vedersi con una persona piuttosto che farsi togliere le tonsille. Oddio, stanno arrivando i bambini!.
La scuola di Neville aveva chiuso prima perch c'era stato un caso di scarlattina. Io non la prender, diceva lui a tutti. Il ragazzo che l'ha avuta  uno che odio. Lo odio a tal punto che lo tenevo sempre a una distanza di almeno due chilometri.
Nella tua scuola non ci sono due chilometri, aveva obiettato Lydia.  una scuola piuttosto piccola.
Lei e Neville per erano tornati in buoni rapporti, e infatti avevano messo in piedi un negozio insieme, dove vendevano cose che Clary e Polly consideravano orrende o banali e che nessuno comprava se non per gentilezza verso i bambini. E a me di quella ne  rimasta poca, diceva Clary. A prescindere dai soldi. Perch mai dovrei volere la mia canottiera dell'anno scorso? Mi va piccola ed  piena di buchi.
Oltre a tutti i capi di abbigliamento che erano riusciti a scroccare in giro, vendevano insetti che Neville definiva scarabei da corsa - esemplari chiusi in scatoline da fiammiferi dove morivano nel giro di poco tempo -, cartoline di Natale realizzate da loro, carte dei pacchetti di sigarette, giocattoli vecchi, bottiglie vuote, reperti del museo che era ormai abbandonato da tempo, collane di perline fatte da Lydia, dello shampoo che ottenevano sciogliendo rimasugli di sapone nell'acqua bollente e versandoli in flaconcini vuoti su cui appiccicavano delle etichette scritte a mano: SHAMPOO-PER TUTTI I TIPI DI CAPELLI. Vendevano anche cartoline con consigli su come comportarsi in svariate situazioni. Come spegnere il fuoco, Lydia lo aveva preso dal LibrodiMrsBeeton. Riempire delle grosse bottiglie di ghiaia fine e metterle da parte per l'uso quotidiano era il consiglio. Cosa fare se si  inseguiti da un toro: Stare immobili e, se si indossa qualcosa di rosso, toglierlo immediatamente. Gli adulti le compravano, e le avevano quasi finite. Il negozio era stato allestito sul pianerottolo del primo piano, e per Clary e Polly era una gran seccatura. Lydia e Neville se ne stavano l appollaiati per ore, parlottando, piagnucolando e importunando chiunque passasse perch comprasse qualcosa. Dovrebbe essere proibito dalla legge, aveva sentenziato Clary.
Quando arrivarono avevano il muso lungo, perch era stato detto loro di dare una mano con la legna. Per fortuna giunse anche Christopher con un carico e disse che li portava a prenderne un altro.
Grazie. Grazie tante, davvero, disse Neville. Si stava esercitando a essere sarcastico, ma nessuno, con suo disappunto, si mostrava molto colpito dai suoi sforzi.
... ...
La Duchessa era di cattivo umore. Proprio non vedo come faremo a sistemare tutta questa gente, disse. Stava preparando pane tostato per il t nel salottino, insieme a Rachel, le prozie, Zo e Louise. La stanza era gremita, e la quantit di pane che occorreva cominciava ad agitarla.
Duchessa, lascia che ti spieghi la mia idea..., disse Rachel. Era preoccupata che Sid non venisse invitata, il che sarebbe stato un disastro, visto che andava in licenza a Natale. Se mettiamo i bambini pi piccoli all'ultimo piano, in una delle vecchie stanze delle cameriere....
Ma le finestre sono bloccate, e non  sano per dei bambini dormire in ambienti poco aerati, protest la Duchessa offrendo due fette di pane che finirono subito nelle grinfie delle sue sorelle.
Come mai mangi fette di pane con il t?, fece notare Dolly a Flo. Dicevi sempre che ti rovinavano la cena.
Zo alz gli occhi dal cucito. Duchessa, io stavo pensando di andare a trovare mia madre. Non ha mai visto Juliet, da quando  nata.
Per Natale, cara? Sei sicura di voler passare il Natale lontano da casa?.
Credo che mamma ne sarebbe particolarmente contenta. E avreste una stanza in pi a disposizione.
Non era entusiasta di andarci, ma aveva ricevuto una lettera dall'amica di famiglia che le diceva che la situazione non era delle migliori e che sua madre desiderava ardentemente conoscere la nipotina. Chi non vorrebbe conoscere Juliet?, pens Zo.
Davvero, vorrei andarci, insistette. Oltretutto non sono mai stata sull'Isola di Wight.
L'isola di Wight?, s'intromise Dolly. E come ci andrai?.
Poich si tratta di un'isola, mi sembra piuttosto ovvio che ci sar di mezzo una barca, disse Flo.
Flo cara, non sono pazza, sai? Appunto perch si tratta di un'isola, me lo sono chiesto. Credevo che ai civili non fosse consentito andare oltremare. C' una guerra, ricord alla sorella.
L'isola di Wight non si trova oltremare, Dolly. Fa parte dell'Impero Britannico.
E allora, di grazia, dove si trova il Canada? E l'Australia? E la Nuova Zelanda? E a proposito, Flo, hai un po' di marmellata di more sul mento, a destra, sul neo pi grosso.
Flo divenne paonazza dalla rabbia e, mentre Rachel e la Duchessa si scambiavano occhiate di rassegnato divertimento, si port una mano alla faccia. Poi ebbe un improvviso, violento scatto convulsivo, s'irrigid tutta e cominci a scivolare lateralmente dalla sedia.
Fu presa appena in tempo da Rachel e Zo che pian piano la rimisero seduta. Chiamate il dottor Carr, disse la Duchessa, e poi cinse con le braccia il corpo rigido della sorella. Va tutto bene, sorellina. C' Kitty qui con te, cara. Sta' tranquilla. E tolse con delicatezza il fazzoletto rosso dalla testa di Flo, che sembrava bizzarramente contratta da un lato; gli occhi rilucevano ciechi con un'espressione sdegnata e agli angoli ripiegati della bocca affiorarono alcune briciole di pane. Quando Rachel fu di ritorno annunciando che il dottor Carr era in arrivo, tutt'e tre insieme la sollevarono e, con una certa difficolt, l'adagiarono lunga sull'ottomana vicino alla finestra. Zo and a prendere una coperta.
Dolly era rimasta seduta, paralizzata dal terrore, ma non appena Flo fu sistemata sull'ottomana si alz pesantemente in piedi e, incurante dei dolori, s'inginocchi accanto alla sorella.
Flo! Io non volevo! Lo sai che non volevo!. Le prese la mano inerme, intrecci le dita alle sue e si port la mano al seno. Aveva il viso rigato di lacrime. Era solo uno scherzo. Ti ricordi lo scherzo degli spinaci? La volta che mamma ti disse cos, appena eri arrivata, e c'era il curato a cena? Un pezzettino di spinaci? Eri cos mortificata. Dopo per ne ridemmo insieme, perch era proprio la tipica frase di mamma. Con l'altra mano prese il fazzoletto dal polsino e con tenerezza pul gli angoli della bocca di Flo. Poi alz gli occhi su Rachel che stava sistemando la coperta e disse con una voce smarrita e ansiosa: Non sembra che mi senta. Sta molto male?.
Ha avuto un colpo, Dolly cara. Perch non....
No! Non la lascio. Nemmeno per un secondo. Siamo state sempre insieme, nella buona e nella cattiva sorte. E come dicevi sempre tu, Flo, ne abbiamo avuta noi di sorte avversa, vero, tesoro caro? Oh Flo, ti prego, guardami!. Rachel cerc di convincerla a sedersi almeno su una sedia, ma Dolly rest in quella posizione, con le ginocchia doloranti, fino all'arrivo del dottore.
Flo mor quella sera, di un secondo colpo che, cos disse il dottor Carr alla Duchessa, era stato una benedizione, perch avrebbe avuto comunque poche possibilit di riprendersi dal primo. Dolly le stette accanto fino all'ultimo, e la Duchessa disse che questo doveva essere stato un grande conforto per Flo, anche se non c'era modo di sapere se si fosse accorta o meno di quella presenza. Dopo la morte volevano portare via il corpo, ma Dolly, che per il resto appariva prostrata dal dolore e dalla stanchezza, si oppose con veemenza. Flo poteva restare a casa sua con la sua famiglia fino al funerale, nella sua camera, nel suo letto. Per due giorni spolver la stanza e fece il letto per s, perch le cameriere erano troppo turbate dalla presenza della morta, dal suo viso grinzoso ma come ringiovanito e dal disgustoso odore dolciastro che cominciava a emanare dal corpo. La Duchessa per disse che tutto andava fatto secondo i desideri di Dolly e la consult con scrupolo per i dettagli relativi al funerale. Ognuno cercava di darle conforto, ma lei continuava ad attribuirsi la colpa dell'accaduto e nemmeno la Duchessa riusc a dissuaderla. Per tutto il funerale port un velo pesante sugli occhi gonfi e arrossati, ma in seguito i bambini si accorsero che sbagliava i loro nomi e che si lanciava non di rado in incomprensibili rievocazioni del passato, nelle quali Flo aveva sempre un ruolo dominante.
Dovremmo darle un animaletto per tirarla su, sugger Polly memore dell'esempio di Christopher.
Un pappagallo, propose Clary. Un bell'uccellino vittoriano.
Oppure un coniglio!, disse Lydia. Ne voleva tanto uno tutto per s, ma era proibito. Magari a una persona in lutto lo fanno tenere.
Non si pu tenere un coniglio in camera da letto, disse Louise con sufficienza.
Se uno proprio vuole pu farlo, disse Neville. E poi..., prosegu come folgorato da un'intuizione, potremmo raccogliere ogni giorno le sue cacchette e tu Lydia potresti dipingerle e Christopher potrebbe farci delle minuscole tavole da Solitario della Bastiglia, e potremmo venderle al negozio!. Nessuno appoggi la sua idea.
Non pensi che al guadagno, Neville, lo rimbrott Clary. Stai diventando cos meschino che  difficile volerti bene.
Io gliene voglio, disse Lydia. Ti voglio bene, s. Puoi sposarmi, se vuoi. A tempo debito, s'intende..., aggiunse poi, nel caso qualcuno avesse pensato che lei fosse tanto sciocca da credere che una persona potesse sposarsi alla sua et.
Se tu solo provi a sposarmi, disse Neville, ti sparo. Oppure ti porto proprio in mezzo a un attacco aereo. O dal veterinario. La vecchissima labrador del Generale, Bessie, di recente era stata portata dal veterinario, che l'aveva abbattuta.
Lydia non si lasci impressionare. Non sei abbastanza grande per avere una pistola. Qui non ci sono attacchi aerei e il veterinario lo conosco. Non gli passerebbe nemmeno per la testa di abbattermi.
A fine novembre venne un gran freddo. La biancheria, stesa sul filo, ghiacciava; a Miss Milliment vennero dei brutti geloni. I tubi si congelarono, e Polly e Clary misero della plastilina lungo i bordi della finestra cos da impedire gli spifferi di aria gelida nella loro stanza, e pregarono Villy di non dirlo alla Duchessa.
I reumatismi di Ellen peggiorarono tanto che la mattina doveva prendere quattro aspirine e una tazza di t forte. Tutti dicevano che almeno il freddo avrebbe rallentato la marcia dei tedeschi verso Mosca, ma agli occhi di Polly questo significava solo che la guerra sarebbe durata di pi.
Anche Archie Lestrange aveva freddo. Una mattina scivol e cadde sul vialetto ghiacciato, e quando prov a rialzarsi il dolore era cos intenso che ci rinunci subito e rest riverso a terra: Clary, che pochi minuti dopo usc di corsa per vedere se c'era posta per Louise, per poco non inciamp su di lui.
Archie! Oh, poverino!.
Credi che potresti darmi una mano ad alzarmi?.
Potrei, s, ma non credo sia una buona idea. Non bisogna muovere il paziente finch non si sa con precisione che cos'ha. Tu che cos'hai?.
 la gamba, quella zoppa.
Oh, potresti essertela rotta di nuovo. Ti serve un t bollente ben zuccherato per riprenderti dallo shock. E corse via prima che Archie potesse fermarla. A quell'ora in cucina c'era sempre del t pronto, e Clary torn poco dopo insieme a Polly che reggeva una coperta.
Come glielo facciamo bere il t, cos sdraiato per terra?, disse.
Ascoltate, disse Archie. Aiutatemi solo ad alzarmi. Sto benissimo, davvero. E riprov a muoversi, ma non ci riusc.
Cos peggiori le cose. Chiama zia Villy. Gli sollev la testa e gli port la tazza alle labbra. Lui bevve obbediente e si scald la lingua.
Non appena arriv, Villy mand a chiamare Christopher. Bisogna portarti al caldo, disse. Devi aver preso una bella botta.
In effetti era ben peggio di cos. Dovette andare a Hastings per farsi la lastra che rivel che si era rotto di nuovo la gamba gi danneggiata. Fu riportato a casa in ambulanza, con l'obbligo di stare a letto. Proprio adesso che aveva deciso di dare una scossa alla sua vita: fare un salto in ammiragliato per vedere se poteva svolgere qualche lavoro d'ufficio, trovarsi un posto dove stare. E invece gli toccava rimanere a riposo. Ne furono entusiasti i bambini, ai quali era stato immediatamente simpatico quando aveva detto loro che potevano chiamarlo Archie. Anche Wills pu chiamarti cos?, aveva domandato Polly; avevano un senso della gerarchia ben radicato, ma lui disse: Tutti, anche Oliver. Gli portavano i pasti a turno, giocavano con lui a Monopoli, scacchi, domino, Bezique, mettevano in piedi delle scenette per farlo divertire e gli parlavano dei regali di Natale: quelli che stavano realizzando o comprando e quelli che si aspettavano di ricevere. Si confidavano: Christopher gli parl del suo pacifismo e dei contrasti con il padre; Louise gli disse di Michael e della sua determinazione a proseguire con il teatro; Clary gli confid le sue molte fantasie riguardo al padre e quanto stava facendo in quel momento; Polly gli disse di sua madre, della gran paura che aveva avuto e che ora era passata, perch sembrava che stesse molto meglio; Neville gli raccont delle angherie che aveva subito a scuola (una confidenza che non aveva fatto a nessun altro); Lydia gli confid il suo desiderio di avere un cagnolino per s. Wills gli portava giocattoli d'ogni genere o qualunque oggetto in cui incappava e che fosse in grado di trasportare da un posto all'altro. Oliver gli portava i suoi ossi, giornali arrotolati (non sempre con la data giusta) e una volta anche un topo morto che Archie apprezz enormemente. Mrs Cripps gli preparava la treacle tart. Le cameriere bisticciavano per rifare la sua stanza, perch tutte lo trovavano adorabile. Naturalmente, venivano a trovarlo anche i membri adulti della famiglia. Sybil si era accorta che la sua vestaglia aveva uno strappo e, dopo averlo rammendato, volle passare in rassegna il suo guardaroba per vedere se c'erano altri capi bisognosi di cure. Lo sono tutti, temo, le disse Archie. Adesso che i marinai non cuciono pi le vele, non hanno dimestichezza con ago e filo. Zo venne con Juliet.
La Duchessa andava a trovarlo una volta al giorno, portando spesso ciotoline di frutti di bosco e, ogni tanto, una rosa dall'aria spettrale sopravvissuta ai rigori dell'inverno. Un giorno si present in camera sua perfino il Generale e gli parl a lungo, molto a lungo, degli elefanti della Birmania. Rachel era l'unica a non presentarsi mai da sola, ma sempre con qualcuno dei nipoti o con Sybil o Villy. Come sempre era gentile e piena di premure: gli port un cuscino speciale che gli tenesse sollevata la gamba e una lampada da comodino migliore di quella che aveva. Convinse perfino la Duchessa a mettergli in camera una stufa a carbone che rese l'ambiente estremamente confortevole. Lydia e Neville andavano da lui per arrostire le castagne e una volta bruciarono il tappeto.
Il tappeto ha dei disegni, magari si confonde con le parti pi scure, disse Lydia. Secondo me non dobbiamo dirlo per forza. Tu che ne dici?.
Lo credo anch'io, disse Archie. Era questo genere di risposte a renderlo cos popolare.
Ai primi di dicembre Zo part per andare a trovare la madre. Alla fine aveva deciso di andarci prima di Natale, influenzata dalle suppliche dei pazienti della casa di riposo, in particolare di Roddy che era stato portato via per un altro intervento e sarebbe tornato per la convalescenza. Era stupita e commossa che contassero tanto su di lei. E poi a Juliet, lo sentiva, sarebbe piaciuto trascorrere il Natale a casa sua. And a salutare Archie il mattino stesso della partenza. Era molto carina col suo cappotto di panno verde, l'alto collo di pelliccia nera e il cappello abbinato.
Sembri l'eroina di un romanzo russo, le disse.
Me le ha comprate Rupert, queste cose, disse lei. Quando ha cominciato a lavorare in azienda. Non le indosso quasi mai, ma in treno a volte fa freddo, e immagino anche in barca.
Quando tornerai?.
Fra una decina di giorni, credo. In ogni caso prima di Natale.
Hai lasciato un numero di telefono? Per avvertirti nel caso ci fossero novit....
S, l'ho lasciato. Ma non ci saranno novit, disse.  solo Clary a credere che lui un giorno o l'altro telefoner o busser alla porta.
Tu non ci credi?.
Io fingo... ma... A volte vorrei avere la certezza che  morto. Lo so che  orribile da parte mia e per favore non dirlo a Clary. Non voglio che si senta tradita da me. Io ho Juliet, sai. Lei non ha nessuno.
Ha te, disse lui.
Oh, Archie! Tu non sai che persona egoista sono stata. Altrimenti non diresti cos.
Ha te, adesso.
Non sapendo cosa ribattere, Zo disse: Tu che ne pensi? Ci sono possibilit?.
C' sempre una possibilit, ma temo sia molto remota.
 passato troppo tempo per pensare che sia stato fatto prigioniero?.
Troppo tempo, s.
Silenzio. Poi lei disse: Io non desidero che sia morto. Vorrei solo saperlo con sicurezza.
Lo so. Certo che lo so.
Cerc di sorridergli, e c'era una pena tale in quel tentativo che lui ne fu commosso.
Da' un bacio a questo povero invalido, le disse.
Lei si chin e gli baci la guancia. Profumava di geranio e rosa e Archie prov un brivido inatteso.
Guarisci, gli disse, e se ne and.
... ...
Mamma, ormai non posso pi dirgli di non venire! Non ho modo di raggiungerlo. E poi si tratta solo di due notti.
Proprio non capisco perch tu non me l'abbia chiesto prima!.
Louise non l'aveva fatto perch temeva che le rispondessero di no.
Era un'interurbana e avevo paura che cadesse la linea, disse. Credevo che tu fossi d'accordo. Hai sempre detto che vuoi conoscere i miei amici. (Per far loro le pulci, pens fra s e s).
Non c'entra niente se voglio conoscerlo o no, disse Villy esasperata. Il problema  dove farlo dormire! A quanto pare hai dimenticato che quel fine settimana vengono anche i Clutterworth. La casa sar piena fino a scoppiare e la Duchessa si agiter.
Non pu stare nella stanza di Zo ?.
L ci staranno i Clutterworth. Sei proprio sconsiderata, Louise. Pensi solo a te stessa!.
Be', allora io, Clary e Polly possiamo andare nel campo da squash e lui pu avere la nostra camera.
Be', dovrai parlarne con la Duchessa prima di prendere decisioni. Io non intendo spalleggiare i tuoi capricci da egoista.
 sempre pi nervosa, pens Louise mentre andava in cerca della Duchessa. Le aveva detto che le dispiaceva, ma sua madre aveva replicato che era troppo tardi per farlo. A che serve porgere delle scuse se l'altra persona non  disposta ad accettarle?
Nonostante queste premesse, quando trov la Duchessa, esord scusandosi di non aver chiesto il permesso prima, e funzion. La Duchessa disse che tutti commettiamo degli errori, e che lei non vedeva l'ora di conoscere Michael. Approv il piano del campo da squash, per pretese che usassero dei sacchi a pelo sopra le brande e che queste ultime venissero aerate prima di dormirci sopra. Dopo le tocc affrontare Clary e Polly, le quali si mostrarono assai disponibili, almeno prima di scoprire che Louise voleva svuotare completamente la stanza.
Non porto via tutte le mie cose per stare nel campo da squash due notti, protest Clary. Non gli serviranno tutti i cassetti per cos poco tempo. E puoi liberare i tuoi per la sua roba.
Anche Polly, sebbene non si espresse con tanta veemenza, non era disposta a spostare ci che aveva sistemato con tanta cura. Non credo che gli importi tanto della camera, disse. Di solito agli uomini non importa.
Ma Louise si era ritrovata a osservare quella stanza - o in verit tutta la casa - con un occhio critico del tutto nuovo e severo. Guard il linoleum verde scuro consunto, l'intonaco ingiallito e scalfito, la carta da parati spaventosamente antiquata con tulipani e uccelli indiani, le testate dei letti di ferro battuto, e si accorse che nulla di ci che c'era l dentro andava bene per Michael. Alla fine prese il tappeto che era nella stanza di Archie (dopo aver ottenuto il suo permesso) e lo piazz sopra la porzione di pavimento pi rovinata. Ma era l'intera casa a preoccuparla. In salotto i teli copridivano e le poltrone erano scoloriti e rappezzati, l'enorme e antico tappeto di Aubusson mostrava la trama in pi punti, perfino i mazzi di carte erano inadeguati. Avevano gli angoli assottigliati e piegati dall'uso e sopra il jolly era scritto col gesso il numero di una carta che era andata persa. I paralumi di carta pergamena erano vecchi e scuriti dal tempo, per non parlare dell'ingresso, dove mangiavano i bambini... l'ingresso! Era pieno di stivali di gomma, tricicli, racchette da tennis e da squash, e addirittura di mobili da giardino: sedie a sdraio poco attraenti coi cardini arrugginiti e grappoli di sporcizia appesi alla tela sporca. I giocattoli di Will e Roly giacevano abbandonati ovunque: s'inciampava sui pezzi del Meccano e sui mattoncini da costruzione (la stanza dei giochi era stata trasformata nella loro camera da letto). Il lucernario lasciava filtrare dell'acqua, e nei punti strategici erano piazzati secchi e bacili. Anche il bagno le dava molto da pensare. Nulla era stato mai cambiato da quando lei aveva memoria. Nella vasca c'era una lunga striscia verde grigiastra per via dei rubinetti d'ottone che perdevano da tempo immemore. I pannelli di pino dipinti di verde si erano gonfiati, e ogni tanto un pezzetto di pittura scrostata finiva addosso a chi faceva il bagno. Lo specchio aveva diverse macchie d'umido e i rubinetti del lavello, di porcellana bianca, avevano scalfitture tali che aprirli e chiuderli senza tagliarsi era diventata un'arte. Nel gabinetto, l accanto, c'era un cartello in cui era spiegato in tono sussiegoso come tirare lo scarico, ma era talmente sbiadito che per un estraneo sarebbe stato impossibile decifrarlo. Lei lo sapeva a memoria: Tirare con forza verso il basso, rilasciare e tirare di nuovo. A questo punto dovrebbe scaricare. Avrebbe dovuto, s, ma spesso invece non scaricava. Louise cominci a sperare che lui non venisse. Ho ventiquattr'ore, le aveva detto durante quell'inattesa, meravigliosa telefonata. Poi devo andare Newhaven. Ho pensato che sarebbe bello stare da te un paio di notti e poi ripartire da l. Sempre se la tua famiglia  d'accordo. C'era stato un fragore come di martellate che aveva in parte coperto la voce di Michael. Lei aveva detto di s, che era una splendida idea, e lui aveva replicato: Prender il treno delle quattro e venti da Charing Cross... solo un attimo, aveva aggiunto rivolto a qualcun altro. Non vedo l'ora di vederti, mia cara. Devo andare. E aveva riattaccato.
Cominci a preoccuparsi per il cibo. In casa si era sempre mangiato benissimo, ma negli ultimi due anni la qualit dei pasti era andata peggiorando. Decise di cominciare dalla Duchessa.
Stavo pensando..., disse con un tono che si augurava suonasse dolce e pensoso. Non potremmo mangiare arrosto d'oca sabato sera? Ne sarebbero tutti contenti, vero?.
La Duchessa non ci casc e le lanci un'occhiataccia.
Tesoro, saremo almeno in diciassette a tavola quella sera, diciotto se viene anche tuo padre. Vorrebbe dire cucinare tre oche. Mrs Cripps non ce la farebbe nemmeno a farle entrare nel forno, se anche riuscissimo a procurarcele.
Fagiano, allora?.
Vedremo.
Purch non sia coniglio!.
Quello lo mangeremo a pranzo domenica. Mrs Cripps fa degli ottimi pasticci di carne, lo sai.
Credi che sarebbe contenta se l'aiutassi? Dopotutto, so cucinare un po'.
Questo piacque alla Duchessa. Potrebbe essere un'ottima idea. Ma dovrai fare esattamente quello che dice lei.  la sua cucina.
Lo prometto.
Le parler questa mattina per sapere cosa ne pensa. Sarai solo un'aiutante, intesi?.
Louise confid ad Archie le sue preoccupazioni. Lui l'ascolt con imperturbabile seriet fino alla fine, come faceva sempre. Be', mia cara Louise, ho capito il tuo problema, ma io non mi preoccuperei troppo. Se fossi al posto di Michael, m'importerebbe solo di stare con te e con la tua splendida famiglia, non della tappezzeria del salotto. Che poi, dopotutto, aggiunse, non  cos male. A me piacciono le cose quando sono vissute.
Quel punto di vista non le era venuto in mente, ma siccome era stato Archie a suggerirglielo, si sent subito molto meglio.
... ...
Anche Villy era in uno stato di grande apprensione per l'imminente fine settimana. L'aveva desiderato per tanto tempo e tante volte aveva dovuto rimandarlo che persino ora, sabato mattina, temeva che qualcosa potesse andare storto all'ultimo minuto. E se metteva da parte questo pensiero era comunque ansiosa, perch stava per succedere davvero. Incontrare Lorenzo e sua moglie e forse anche Edward - non sapeva ancora se sarebbe riuscito a liberarsi, anche se Villy non capiva come mai non lo sapesse - sarebbe stato faticoso. Le opportunit di restare da sola con lui per un minuto erano scarse e, in ogni caso, la probabilit di continue interruzioni avrebbe reso impossibile qualunque discorso. Era riuscita a telefonare a Jessica per dirle che le dispiaceva molto ma non poteva invitarla per quel fine settimana, e Jessica con sua sorpresa aveva detto che comunque non sarebbe riuscita a venire. Aspettava Raymond per una settimana di licenza da Woodstock e sapeva che la casa era piena, perci ne aveva dedotto che non ci sarebbero potuti andare entrambi.
Villy prov un immenso sollievo e disse: Gli porter i tuoi saluti, va bene?.
A chi?.
A Lorenzo.
Oh, s, certo. Portagli i miei saluti. Sembrava sul punto di scoppiare a ridere. Ma non a Mercedes, conoscendola.
... ...
Quel sabato mattina ci fu un gran daffare. Polly e Clary lo passarono a traslocare nel campo da squash. Le cameriere prepararono i letti per gli ospiti, rifecero tutte le camere e accesero il fuoco da Mr Archie, lavarono ulteriori piatti e bicchieri che sarebbero stati necessari e fecero appena in tempo a finire per le dodici e trenta. In cucina, Mrs Cripps prepar due chili di impasto, spenn e tolse le interiora a quattro fagiani, fece due pudding di riso e tre pasticci di pesce per il pranzo di quel giorno, oltre a un grosso tegame di cavoli e patate per il pranzo del personale. Tagli, infarin e frisse cinque conigli per il pasticcio della domenica e, con l'aiuto di Louise, prepar litri di salsa di cipolle e di salsa di pane. Edie sbucci otto chili di patate, pul un chilo e mezzo di porri e due chili e mezzo di cavolini di Bruxelles e altrettante carote, lav le stoviglie della colazione e dello spuntino di met mattina e apparecchi la tavola della cucina per pranzo. Ellen, nella stanza dei bambini piccoli, stirava i vestiti di Wills, Roly, Neville e Lydia; la piccola Juliet le mancava molto, ma era una benedizione non avere tutti quei pannolini stesi all'aria. Christopher port Neville e Lydia alla fonte a riempire tre dozzine di bottiglie che avevano trasportato con la carriola e che dovettero riportare indietro un po' alla volta. Presto si annoiarono e si misero a giocare con Oliver.  diventato proprio un bel cane, disse Lydia con simpatia. Zia Rachel dice che le persone dopo un po' cominciano a somigliare ai loro cani.
No, non ha detto cos, la corresse Neville. Ha detto che i cani somigliano ai loro padroni.
Cos  molto pi noioso. Accarezz la fronte bianca e nera di Oliver e tocc il suo naso color vinaccia. Sarebbe molto pi interessante se a Christopher venissero gli occhi color topazio e il naso nero.
Era solo un modo di dire, disse Neville con aria di superiorit.
Quando dicono cos,  perch la cosa che hanno detto non  vera.
Avanti, voi due. Vi tocca riempire qualche bottiglia. Io ho le mani congelate. Smettetela di bisticciare e datemi una mano.
Non stavamo bisticciando. Non stavamo affatto bisticciando!. Neville era sdegnato. Stavamo solo parlando di una cosa.
... ...
Villy and a Battle a fare una quantit gigantesca di provviste per la casa, pass a prendere le prescrizioni dalla casa di riposo e, una volta preparate, le port ai destinatari. Prese la quota di paraffina a cui avevano diritto per l'appartamento di Miss Milliment e lo studio del Generale, pag il conto mensile del garage, del fruttivendolo e quello di Till, and a chiamare l'accordatore che non si era presentato all'ultimo appuntamento e poi torn in tempo per riparare il battitappeto e un fusibile nell'appartamento sopra il garage, dove la povera Miss Milliment aveva passato la sera precedente senza luce, e infine s'era avventurata fino alle stalle per mettere le batterie nuove alla radio che la famiglia aveva regalato a Wren il Natale precedente. Non aveva battuto ciglio nel riceverla, ma la ascoltava tutto il giorno, quando non dormiva o non era al pub. Aveva cominciato la mattinata tagliando la legna, come richiesto da McAlpine, ma si era stancato presto e cos si era messo a pitturare la porta della stalla. Siccome per non si era premurato di raschiare via la vecchia vernice o di stendere una base, e aveva cominciato subito a dare brusche pennellate di vernice nuova, gli stava venendo malissimo ed era proprio sul punto di lasciar perdere quando arriv Villy. Non sapeva mettere le batterie da solo. La sua bravura nella cura dei cavalli, che ora non servivano pi, un tempo aveva fatto di lui un ometto orgoglioso e combattivo; adesso invece si era rintanato in un'inettitudine rancorosa. Per portava rispetto a Mrs Villy: non si dimenticava mai di lui, a differenza di altri. Glialtri erano tutti a eccezione del Generale, che nei giorni di festa Wren portava a cavalcare reggendogli le redini, perch il povero gentiluomo aveva perso la vista. Lo tenevano in piedi il suo odio per le auto a motore e per i tedeschi e il suo salario, che spendeva al pub. Mrs Villy, dopo aver armeggiato un po' con quell'affare, gli offr una sigaretta. Lui l'accett, si tocc nervosamente la tempia e s'infil la sigaretta nella tasca del panciotto. L'avrebbe fumata a cena, disse. Non mangiava mai in casa. Edie gli metteva un piatto coperto davanti alla porta della stalla; di solito, quando si ricordava di mangiare, il cibo era gi freddo.
Che uomo triste, poveretto, pens Villy mentre si allontanava.
Non dovrebbe portare i pantaloni, pens invece lui, guardandola mentre attraversava il cortile. Non li portava mai nemmeno lui e disprezzava chi lo faceva, anche se doveva ammettere che quando cavalcava Villy i cavalli avevano sempre meno escoriazioni da sella. Per una cosa erano le ghette, un'altra i pantaloni.
Fra cinque ore e mezza lui sar qui!, pensava Villy mentre correva di sopra a lavarsi per il pranzo.
... ...
Sybil trascorse la mattinata badando a Roly e Wills che stavano imparando a giocare insieme. Ovvero si rubavano i giocattoli a vicenda e poi davano in smaniose esplosioni di rabbia e malumori. Non puoi prenderla... la vuoi troppo!, disse a un certo punto Wills cercando di strappare una macchinina rossa dalle mani del cugino. Roly non lott per tenersi il giocattolo: scoppi in lacrime e fu inconsolabile fino a quando un nuovo gioco riusc a distrarlo. Nel pomeriggio avrebbero fatto un pisolino e poi Ellen li avrebbe portati fuori a passeggio. Sybil si sarebbe goduta il suo sonnellino, poi sarebbe scesa per il t e allora sarebbe arrivato Hugh. C'era anche un sacco di altra gente, ma a lei importava solo di suo marito. Sorrise pensando al fatto che erano sposati da ventun anni, eppure lei aspettava il suo arrivo con la stessa ansia con cui Louise aspettava quello di Michael.
Per tutta la mattina Dolly non fece che cercare il cardigan verde bottiglia che le aveva fatto Flo, pi o meno una decina d'anni prima. Solo dopo aver perlustrato mensole e cassetti si ricord che Ellen lo aveva portato a lavare. Scrisse anche una lettera per ringraziare un vicino di Stanmore, un tale che conosceva appena e che aveva letto sul Times della povera Flo e le aveva scritto una lettera molto cortese. Sentiamo molto la sua mancanza, scrisse con una grafia ampia e filiforme. Per poche frasi le serv un mucchio di carta. La loro casa a Stanmore ormai era chiusa da tempo. Immagino che non torner a casa mai pi, pens. Tanto ormai, senza Flo, nemmeno lo avrebbe voluto. Non voleva fare niente senza di lei, eppure le toccava fare tutto. Che magnifica compagnia era stata! Spesso Dolly si ritrovava a conversare con sua sorella che, non essendo pi l a esprimere le sue opinioni, adesso era sempre d'accordo con lei, e questo a volte rendeva il dialogo di breve durata e poco interessante. Aveva provato, un paio di volte, a dissentire da se stessa, ma non aveva mai sentito l'aroma dell'intelligenza di Flo. Fin da bambina era stata educata a sopportare le avversit e non si lamentava n piangeva con nessuno, ma per questo spesso non aveva niente da dire. La Duchessa le aveva detto che forse, adesso che Flo era morta, le sarebbe piaciuto cambiare stanza, ma Dolly disse di no. Quella camera era il luogo in cui poteva ricordarla meglio, a parte Stanmore, l'amata casa in cui avevano vissuto insieme, prima con entrambi i genitori, poi con uno solo, poi sole del tutto. Ogni tanto pensava che avevano condotto esistenze marginali, sempre nel solco degli eventi delle vite altrui. Damigelle al matrimonio di Kitty, figlie devote ed esultanti quando il loro padre era stato ammesso nella Royal Society, un conforto per la madre quando il fratello Humphrey era stato ucciso al fronte, infermiere per i loro genitori... non c'era stato nulla, nessuna circostanza diretta di cui loro fossero state protagoniste. E ora lei era sola, e che fortuna che Kitty avesse fatto un buon matrimonio e potesse ospitarla! Ma se non ci fosse stata la guerra, pens con un brivido di paura, sarei rimasta a Stanmore, senza nessuno a parte Mrs Marcus, che veniva tre volte alla settimana, e Trevelyan, che tagliava il prato il sabato. Era Flo quella brava ad aprire le scatolette: il cibo moderno era una benedizione, anche se non sempre digeribilissimo...
Bussarono alla porta ed era una delle bambine, venuta ad annunciarle che era pronto il pranzo. La bambina era Lydia.
Grazie, Louise cara, disse Dolly.
Dovrebbe sapere che non sono Louise, dato che non porto il rossetto, disse Lydia fra s e poi, siccome non c'era nessuno a osservarla, scese al piano di sotto scivolando sulla balaustra.
... ...
Edward e Hugh tornarono insieme in macchina. Diana, con non poco sollievo da parte di Edward, si era recata in Scozia per trascorrere un mesto Natale in compagnia dei suoceri. Naturalmente aveva portato con s Jamie, mentre i ragazzi pi grandi l'avrebbero raggiunta alla chiusura della scuola. Questo semplificava le cose, anche se solo temporaneamente.
Immagino che questo fine settimana Gring ci organizzer un bel bombardamento.
Lo so. Ecco perch ho voluto prendere la macchina. Uno di noi potr tornare in citt se sar necessario.  improbabile, per. Non se la stanno passando bene sul fronte russo, sai? Te lo ricordi il freddo in trincea? L'inverno russo deve essere tre volte peggio. Noi non provavamo nemmeno ad avanzare
Mi  sempre parso incredibile, osserv Hugh, che Napoleone sia riuscito a spingersi tanto in l. Mi chiedo come abbiano fatto a nutrire non solo gli uomini, ma persino i cavalli.
Non lo so, vecchio mio. Credo che i cavalli se li siano mangiati.
Devo dire per che il disgelo  ancora peggio... il fango, la puzza....
A Hendon, fece Edward, non te l'ho detto, ma hanno portato un bombardiere tedesco precipitato e, quando sono entrato, l'odore era proprio lo stesso che c'era nelle loro trincee. Lo stesso odore dolciastro, completamente diverso dal nostro... Dio mio, mi  sembrato di tornare indietro nel tempo.
Me lo ricordo bene: salsicce, aglio, sigarette e latrina....
Immagino che anche il nostro odore sembri strano a loro.
Avevano attraversato il fiume e adesso procedevano tra le case a schiera, alcune delle quali avevano dei grossi buchi con accanto mucchi di detriti e pezzi di muro e dei resti di carta da parati, scarichi di gabinetto e focolari ancora intatti.
Londra comincia a essere messa davvero male, osserv Edward.  curioso pensare che certe citt sono ancora ben illuminate e con tutte le case intatte. Ho sempre desiderato vedere New York.
Io no. Io rivorrei Londra cos com'era prima. Ma se gli americani scendono in guerra contro il Giappone....
Credi che lo faranno?.
Pare che i giapponesi siano decisi a costringerli. Dio solo sa il perch.
Se succede, avremo gli americani dalla nostra.
Roosevelt non vuole la guerra coi giapponesi.
E di certo non la vogliamo nemmeno noi. Ne abbiamo gi una dose sufficiente.
Per non sarebbe male se gli americani si prendessero parte della nostra dose, disse Hugh. Vuoi ancora tornare nella RAF?.
Be', s, ma non so se  il caso. L'azienda ha bisogno di tutti e due. Gestire il Vecchio porta via mezza giornata di lavoro. Pi va avanti con gli anni, pi vuole dire la sua su tutto.
Sta per compiere ottantun anni. E se non fosse per lui non avremmo quella scorta di legno duro che abbiamo in campagna. Ti ricordi che discutevamo sempre perch lui voleva comprarne troppo?.
Certo che mi ricordo. Ma vorrei che si godesse la pensione, povero vecchio!.
Be', non ci sperare. Sarei felice se restassi. C' bisogno di te.
Guardandolo di sottecchi, Edward pens che suo fratello era invecchiato molto nell'ultimo anno.
 magnifico che Sybil stia meglio, disse.
Hugh rest in silenzio. Edward ipotizz che non avesse sentito, poi pens che doveva averlo fatto per forza. Gli lanci una rapida occhiata. Giocherellava col pacchetto di sigarette, tenendolo in equilibrio sul moncherino in modo da prenderne una.
No...  solo in remissione, disse in tono neutro. Il dottore mi ha detto che capita spesso.
Oh no, vecchio mio! Lei lo sa?.
Non credo. No, ripet. Sono abbastanza certo che non lo sa.
Edward rest senza parole. Tolse una mano dal volante e la pos sulla spalla di Hugh. Tacquero a lungo, dopo quella rivelazione.
... ...
Allora, disse Clary mentre avanzavano guardinghe con le torce in mano, subito dopo cena, nel buio del campo da squash. Che ne pensi?.
Di cosa?.
Degli ospiti, sciocca. Mrs Clutterworth aveva l'aria di una a cui sono capitate le cose peggiori.
S, sembrava davvero scontenta. Certo,  difficile dirlo dal momento che non  inglese. Magari ha solo nostalgia della sua terra, qualunque essa sia.
 spagnola.
Non sembra spagnola. Anche se in effetti..., aggiunse Polly con franchezza, ...io non ho idea di che aspetto abbiano gli spagnoli... a parte quello che so da qualche vecchio quadro. Le era simpatico zio Edward, comunque.
Per teneva sempre d'occhio Lorenzo. In realt si chiama Laurence. Zia Villy lo chiamava cos. Lorenzo deve essere un nomignolo scherzoso che gli hanno dato lei e Jessica. Che te ne pare di lui?.
Proprio non riesco a immaginare come ci si possa innamorare di un uomo simile. Poi si ricord di quando li aveva visti sul treno. Certo, qualcuno dovr pur innamorarsi anche di quelli cos. Per ha i denti all'infuori, i capelli unti e quel segno rosso sul naso quando si toglie gli occhiali!.
Alla Duchessa piace, osserv Clary.
Alla Duchessa piace parlare di musica. Adesso parliamo di quell'altro.
Il famoso Michael Hadleigh?.
Erano arrivate al campo da squash, Polly apr la porta e furono investite dall'odore delle palle di gomma e delle scarpe da tennis. Salirono le scale fino alla galleria dove quel pomeriggio Christopher aveva sistemato i loro letti. Tennero le torce accese perch l'ambiente non era ben oscurato.
Be', ecco, disse Polly, non  n carne n pesce, ti pare? Insomma, non  uno di loro, ma di certo non  nemmeno uno di noi.
Insomma, una specie di via di mezzo. Come Louise?.
No, non direi. Louise si sforzava di fare l'adulta, e lui la trattava come fosse una bambina con doti eccezionali.
Paternalistico!, sbuff Clary. Mai e poi mai mi innamorerei di uno che mi tratta in quel modo.
Lei si annoiava quando lui parlava della guerra. E ne ha parlato a lungo, mi pare. Poi per, dopo cena,  stato con Louise.
L'ha portato a conoscere Archie.
S, be', scommetto che hanno fatto anche altro. Scommetto che lei ha trovato un angolino buio per farsi baciare.
Tu credi?.
L'ha portato nella nostra camera.
Ma questo  successo prima di cena.
Ce l'ha portato anche dopo. Bisogna dire..., aggiunse Polly con aria pensosa, che questa casa non si presta certo a essere innamorati. Non c' un posto dove puoi stare da sola con qualcuno.
E immagino che sia necessario.
Certo. Gli innamorati si dicono tante di quelle stupidaggini che hanno paura che gli altri ridano di loro.
E tu questo come lo sai?.
Pensa alle vignette di George du Maurier sulla rivista Punch: Cara?, S, caro, Niente, cara. Sempre caro, cara, caro!.
Non credo che la gente parli cos al giorno d'oggi.
Un equivalente moderno, allora. Senti! Sar lei?.
Rimasero in ascolto, ma Louise, che doveva dormire con loro, non arriv.
Credi che voglia sposarlo?.
Non le darebbero il permesso.  troppo giovane.
Se si sposa, noi saremo le damigelle!.
Io non voglio essere una damigella!, proclam Clary.
Be', io invece s.
S, certo. Tu sei bella e via dicendo. Lo sai quanto sembro scema quando mi vesto bene. Finita la guerra andr all'estero, perch non ci sono mai stata. Archie ha detto che potrei stare con lui. Poi rest in silenzio, e Polly cap che stava pensando a suo padre.
C' una cosa che voglio dirti, Clary, disse. So che sai che tutta la famiglia pensa che sia morto. E purtroppo lo penso anch'io. Per volevo dirti che ti ammiro moltissimo perch continui a credere il contrario. Comunque vadano le cose, ti ammirer sempre per questo.  la pi grande dimostrazione di fede che abbia mai visto.
Dopo un silenzio, Clary disse: Come sapevi che stavo pensando a lui?.
Lo so sempre, credo.
Ci penso... ogni giorno. E tutte le sere. Ma ho smesso di parlare di lui, perch sembra che nessuno abbia pi niente da dire al riguardo. Nemmeno Archie.
S.
Buonanotte, Polly. Grazie per quello che hai detto.
Ore dopo, quando dormivano gi da tempo, le raggiunse Louise.
... ...
Continuo a non capire cosa ci facciamo qui.
Ci hanno invitati, cara.
Chi ci ha invitato?.
Viola, la moglie di Edward. Ci ha invitati tempo fa, ricordi?.
Ricordo perfettamente. Quello che non capisco  il perch.
Rimasero in silenzio mentre si toglieva i pesanti orecchini e si scioglieva i capelli. Viola  la sorella di quella Jessica, vero?.
Mercy, mia cara, questo lo sai benissimo. Credevo ti facesse piacere un po' di vita sociale. La cena era ottima, non credi?.
Era buona, certo, concesse. E quell'Edward...  un tipo molto simpatico.
Mercy!. Le scompigli i capelli nel tentativo di alleggerire l'atmosfera. Sar stato affascinato da te. Per devo dirtelo,  innamorato della moglie.
Davvero?.
Davvero. E io sono innamorato della mia. Ci mise tutta la convinzione di cui era capace, e vide gli occhi di lei addolcirsi un poco. A letto!, disse con ostentato entusiasmo.
Lo sai, attacc lei, che non mi sognerei mai di guardare un altro uomo. Non sono fatta cos, io.
Certo, lo so. Aveva gi sentito quella solfa almeno un migliaio di volte. Adesso era fondamentale farla andare a letto prima che cominciasse con i paragoni fra loro due, naturalmente a suo netto sfavore. Non ho voglia di aspettare, disse.
Non saresti venuto qui, se facessi sul serio con lei, vero?.
Mia cara, non so proprio di cosa tu stia parlando. Inoltre ti ho gi detto che suo marito  innamorato di lei. E io non sono certo il tipo che sfida un altro uomo a duello.
Oh no! Allora le vuoi tutte e due? Non credere di darmela a bere!. E non fu pi possibile fermarla. Dopo venti minuti, non gli rest un briciolo d'amore n per Jessica, n per Villy e, quel che era peggio, nemmeno per sua moglie. Le ci vollero ore per sfogare la sua gelosia, perdonarlo e poi convincerlo a fare l'amore. A lui piacque ricevere quelle attenzioni, e perci ci riusc.
... ...
Non trovi che sia un po' troppo vecchio per lei?.
 lei che  troppo giovane per chiunque.
Credo che tu abbia ragione. Edward si tolse i reggicalze e li sistem sul comodino. Villy si stava togliendo la dentiera e la stava strofinando con quella polvere nuova che usava. Portandola ormai entrambi, avevano sviluppato un tacito accordo per cui quello che si era tolto per primo i denti era esentato dal fare conversazione. Cos fu lui a dire: Un tipo a posto, comunque. Molto devoto alla Marina. Credo che far strada. Mi ha detto che prender il comando di una nuova motosilurante ancora in cantiere a Cowes. Ne  davvero entusiasta... non mi  parso per nulla un artistoide.
In ogni caso, Villy si era rimessa i denti, Louise dovrebbe smetterla di perdere tempo con un mestiere che vogliono fare in troppi e nel quale non ha esperienza e offrirsi per qualche impiego pi pratico, per la guerra. Vorrei che le parlassi.
Ma ha tempo, giusto? Le ragazze sotto i vent'anni non vengono richiamate.
Non vengono richiamate, no, ma sarebbe meglio offrirsi volontaria. E inoltre, se facesse un buon corso di dattilografia, avrebbe pi possibilit di trovare un lavoro decente. Al momento non possiede alcun tipo di qualifica.
Il suo tono era talmente aspro che Edward alz gli occhi per vedere l'immagine della moglie nello specchio: la sottoveste le scendeva sul seno piatto e cadente. Da lontano, con quei capelli corti, le sopracciglia folte e il volto senza trucco, sembrava un ragazzino col broncio. Gli venne il pensiero inquietante che non volesse bene a Louise, ma lo scacci dicendosi che era assurdo. Era solo stanca: lo erano tutti in quel periodo. C'erano lavoro e paura in quantit eccessive e troppo poco svago. Si chiese se a lei sarebbe dispiaciuto non fare l'amore: lui di certo non ne aveva voglia.
Sono esausto. Parliamone domani, disse.
Lei si stava mettendo la giacca del pigiama - da un po' di tempo, per via del freddo, lo preferiva alla camicia da notte -, cos lui si alz e and verso il lavandino per non vederla senza sottoveste.
I Clutterworth sono piuttosto pesanti, non trovi?, disse Edward, volendo passare a un argomento neutro.
Vi fu una breve pausa, poi Villy disse: Sei stato terribilmente carino con lei durante la cena.
Lui si stava togliendo i denti e non rispose. Villy aggiunse: Non  un tipo facile, per quanto ne so
Dopo che ebbe lavato e messo via la dentiera, lui replic: Oh, non era tanto male... un po' noiosa, ma simpatica. Lui invece non lo sopporto. Un uomo viscido... mi ricorda il Cappellaio Matto... e continuava a dire quanto tutto fosse magnifico, anche quando non era vero.
Villy si era gi coricata su un fianco, in modo tale da non guardarlo.  un ottimo musicista, disse. La Duchessa non vedeva l'ora di invitarlo.
Che Dio la benedica. Sopporterei chiunque per lei.
Apr la finestra, si mise a letto e spense la luce.
Buonanotte, cara. Dormi bene.
Anche tu.
In realt entrambi faticarono a prendere sonno: lei perch trovava difficile fantasticare su Lorenzo quando lui era nella stanza accanto che dormiva insieme a un'altra donna, e lui, che non era abituato ad avere ansie o pensieri quando andava a letto, con o senza una donna, adesso invece era preoccupato per Louise, che ancora lo trattava con brevi sorrisi freddi ed evitava la sua vicinanza, per Diana, incinta e senza marito, e infine per Hugh, che amava nel modo in cui era capace di amare e per il quale sentiva di non poter fare nulla.
... ...
Louise usc dalla porta principale senza fare rumore. Era l'una e un quarto del mattino. Avevano trascorso tutta la sera in compagnia della famiglia e, nonostante all'inizio le avesse fatto piacere che Michael andasse cos d'accordo con loro, desiderava rimanere da sola con lui. Alla fine, dopo che la Duchessa e Mr Clutterworth si furono esibiti su due pianoforti, aveva proposto a Michael una partita a biliardo.
Non so giocare in realt, gli disse quando furono al sicuro nella grande stanza buia.
Mi era sorto il dubbio, replic Michael. In effetti nemmeno io.
Louise si guard intorno. Per sedersi c'era solo una panchina piuttosto scomoda. Purtroppo qui fa freddo.
Lui si tolse la giacca dell'uniforme e gliela sistem sulle spalle.
Ma cos non hai freddo?.
Non dopo essere stato nell'Atlantico del Nord. E poi... ho qui il mio amore. Ci sei tu qui con me, no?.
Restarono seduti, lui la baci a lungo e a lei piacque, e negli intervalli parlarono. Le disse che non aveva detto a sua madre di quella licenza. Era cos breve che, se fosse andato a casa, non gli sarebbe rimasto il tempo di vedere lei. Perci non fartelo scappare, per l'amor del cielo!, le chiese ridendo, ma Louise cap che diceva sul serio. Mi dispiace che tu abbia rinunciato alla tua stanza per me. Non avrai freddo nel campo da squash?.
Non mi dispiace. Alcune stanze di questa casa sono fredde quanto l'Atlantico del Nord.
Puoi venire su da me per un po'?.
Dovremo aspettare che tutti, ma proprio tutti, siano andati a dormire.
Aspettiamo, allora.
Faccio di tutto per piacerti, le disse lui durante l'attesa. Te ne sei accorta, no? Sei una ragazza cos cara, cos meravigliosa. Credo di essermi innamorato di te. E la baci ancora a lungo.
Erano le undici e mezza quando tutto fu silenzioso e s'incamminarono per la scala buia, con lei che gli teneva la mano, e poi lungo lo stretto corridoio che portava alla camera.
Si distesero sul lettino a una piazza e lui le sbotton la camicetta.
Che bel reggiseno, disse qualche momento dopo. Che si sbottona sul davanti.
Vuoi che me lo tolga?.
Sarebbe bello, s.
Parlavano quasi bisbigliando. Louise sugger di spegnere la luce, ma lui disse che non sopportava di non poterla guardare. Era eccitante essere tanto amata e desiderata, e quando lui le domand se l'amava almeno un po', lei rispose subito di s, certo che l'amava, l'amava tantissimo, e dirlo glielo fece sembrare reale. Era meraviglioso avere qualcuno che l'ammirava tanto e l'approvava senza riserve e, nonostante non sentisse di provare gli stessi sentimenti per lui, si disse che quella doveva essere un'altra delle differenze misteriose che si scoprono solo quando uno se le trovava davanti. Dagli uomini non ci si aspettava che fossero belli, robusti, piacenti, virili, cose del genere s, ma non dovevano avere il genere di viso che ispira aggettivi come quelli che lui usava nei suoi confronti. Alla fine lui emise un gemito e disse che era meglio che Louise andasse via, perch non si fidava pi di se stesso. Davvero?, disse lei.
Era supina, nuda dalla vita in su, mentre lui si era seduto. La guard, poi raccolse la camicetta e le disse: Da brava, mettila.
Lei allora si mise seduta e si rivest. Non indoss il reggiseno.
Ti accompagno al campo da squash, disse Michael.
No, meglio di no. Sai, io conosco la strada, tu invece potresti perderti al ritorno. Sto bene, davvero. Ho la torcia... non sei arrabbiato con me, vero?.
Certo che no. Cerco solo di comportarmi in maniera responsabile, cosa che al momento mi riesce molto difficile. Ce l'hai un cappotto?.
Prendo un maglione dall'armadio. Dopo che se lo fu infilato disse: Michael! Se vuoi... se vuoi che andiamo a letto insieme, a me non dispiacerebbe. Volevo dire questo prima. Non posso dire che mi piacerebbe perch non so com', per potrebbe piacermi. Comunque..., prov un po' di timidezza, lo farei pi volentieri con te che con chiunque altro.
 la cosa pi bella che mi abbiano mai detto. Le mise le mani sulle spalle e le baci la fronte.  meglio che tu vada.
E adesso Louise camminava a passi cauti nel buio fitto intorno alla casa, superava il campo da tennis e varcava il piccolo cancello del recinto dell'orto. Faceva un gran freddo e c'era una nebbiolina che creava un senso di sospensione perfetto per un'avventura. Lui aveva una voce meravigliosa, anche quando bisbigliava. La incantava. Era cos bello avere qualcuno tutto per s, qualcuno che l'amava tanto! Cominciava a capire cosa ci fosse di tanto bello nell'amore.
... ...
Diciassette giorni a Natale!.
Diciotto.
No, no, no. Che giorno  oggi, Ellen?.
Non lo so.
Chiediamolo ad Archie.
Si precipitarono di sopra.
Oggi  il sette, disse Archie. Che differenza fa?.
Pi tempo da aspettare, disse Lydia.
E meno tempo per fare i regali, aggiunse Neville. La cosa lo preoccupava molto. Con pap disperso e Zo fuori casa, e con le zie che non andavano mai a Hastings, proprio non riusciva a immaginare in che modo potessero materializzarsi dei regali. A Battle non c'era una sola cosa che gli sarebbe piaciuto ricevere in dono. La prospettiva non era delle pi rosee.
Trascorsero la mattinata a raccogliere l'agrifoglio per le decorazioni natalizie da vendere nel loro negozio. Ma non ci si pu fare niente!, si lament Lydia, leccandosi il sangue dalle dita che si era punta.
Per tutta la domenica mattina ci fu un gran suonare, con Sybil, Hugh e Villy che ascoltavano. Mrs Clutterworth sedeva ricamando un colletto di pizzo senza smettere di tenere d'occhio il marito. Edward volle portare Michael a fare qualche tiro e Louise li segu con una certa riluttanza.
Di domenica si pu sparare solo alle bestie infestanti, ma per fortuna i conigli sono tra queste... se poi capita un fagiano o una pernice, sono sempre buoni da mettere in forno, disse Edward. Si mostr notevolmente impressionato quando Michael abbatt quattro conigli, una coppia di fagiani e l'unica pernice che si pales nell'erba falciata dei campi di York.
Che devo farci poi con una pernice, proprio non lo so, borbott Mrs Cripps quando le fu consegnato il bottino di quella mattina. Miss Milliment lesse il giornale al Generale, interrompendosi durante i vari notiziari radiofonici trasmessi a cadenza oraria di cui il vecchio non poteva fare a meno. Rachel pazient due ore in compagnia di Dolly, poi telefon a Sid che per non rispose, e solo allora si ricord che la domenica lei aveva il turno in ambulanza e se ne rattrist molto. Per sarebbe venuta per Natale, pens. Anche lei stava contando i giorni.
Pranzo domenicale: mangiarono pasticcio di coniglio seguito da una crostata fatta con la conserva di prugne, dopodich Villy organizz una gita a Bodiam Castle a beneficio dei Clutterworth. Vollero unirsi anche i bambini pi piccoli e la spedizione, come spesso accadeva, si trasform in qualcosa di molto diverso da quel che aveva in mente la promotrice. Gli altri si dileguarono: chi a scrivere lettere, chi a riposare, chi a leggere.
Clary e Polly bisticciarono.
Se avessi saputo che andavi a fare una passeggiata con Christopher, sarei andata con gli altri a Bodiam, si lament Clary.
Non hai detto che ci volevi andare.
Non sapevo che tu saresti uscita.
Puoi venire anche tu.
Io detesto passeggiare, lo sai benissimo. Credevo che avremmo fatto i regali.
Li faremo dopo il t.
Oh, Polly! Certe volte sei snervante. Io voglio fare altre cose dopo il t.
Che cosa?.
Ah, basta!  la solita noia, come tutti gli altri fine settimana. Vado a lavarmi i capelli. Questo ti dice fino a che punto mi stia annoiando.
Appena fu uscita di casa, Polly vide Christopher che si allontanava all'orizzonte con Oliver a fianco. Per un momento se ne ebbe a male, poi si disse che era una sciocchezza e che ci avrebbe messo un minuto a raggiungerlo. Era uno splendido pomeriggio invernale, con una luce dai riflessi argentei e uccelli silenziosi che zampettavano in mezzo alle foglie secche ai bordi del viale.
All'improvviso, un taxi dalla strada si affacci sul viale, e lei stette a guardare perch era una cosa davvero insolita e interessante. Si ferm davanti casa e ne usc uno degli uomini pi bassi che Polly avesse mai visto. Indossava il cappello della Marina e un pastrano militare che gli arrivava quasi alle caviglie. Sar un amico di Michael, pens... accidenti! Si era ricordata che Michael era andato da qualche parte con Louise. L'omino porse del denaro al tassista, poi si volse a fissare la casa. L'autista gli porse a sua volta il resto, ma lui pareva non accorgersene.
Polly si avvicin. Il resto, gli disse.
L'uomo fece mezzo giro su se stesso, la guard e prese il resto dal tassista.
Io sono Polly Cazalet, si present.
Cazalet!, ripet lui, evidentemente soddisfatto. Aveva luminosi occhi neri, un bel sorriso e, a sorpresa, un forte accento francese.
Sono venuto per vedere Madame Cazalet.
Quale? Qui ce ne sono diverse.
Lui parve confuso e disse: Non parlo molto bene l'inglese. Lei parla francese?.
Non molto, no. Allora le venne in mente Archie. Venga con me. La porto da una persona con cui potr parlare.
Lo condusse in camera di Archie.
Archie. C' un signore francese che cerca una Madame Cazalet. Puoi scoprire tu con chi vuole parlare di preciso?. Mentre lo diceva, le venne in mente zio Rupert ed ebbe un tuffo al cuore.
L'ometto proruppe in un torrenziale discorso in francese, e Archie lo interruppe di tanto in tanto per fargli qualche domanda. Poi l'uomo si cav di tasca due piccolissimi, sottili pezzetti di carta e li porse ad Archie che li lesse, e poi disse: Poll, corri a chiamare Clary. Subito.
... ...
Non posso venire adesso... ho i capelli fradici!.
Clary, devi venire. Chi se ne importa dei capelli. Archie ti vuole.
Oh! Va bene. Sollev la testa dal lavandino, si asciug sbadatamente le mani e insieme corsero da Archie. Ma sta bene, vero?, domand Clary. Non  una cosa grave, giusto?.
Polly, non essendo affatto sicura della risposta, non disse nulla. L'omino, che s'era tolto il pastrano ed era seduto sulla poltrona accanto al letto, balz in piedi quando Polly e Clary entrarono.
Archie disse. Lei  la figlia di Rupert. Lui  il sottotenente di vascello....
O'Neil. Pipette O'Neil. Non  il mio vero nome, si capisce... l'ho scelto a caso dall'elenco del telefono. Sorrise a Clary, le baci la mano e disse: MademoiselleClarissa.Enchantdevousvoir.
Clary rest immobile, lo fiss e impallid. Aveva un'espressione che nessuno tra i presenti poteva sopportare.
Ero amico di suo padre, disse l'uomo.
Siediti, le disse con dolcezza Archie, posando una mano sul letto.  una storia lunga. E lei, ravviandosi con la mano i capelli bagnati, obbed.
Le disse che il sottotenente O'Neil aveva incontrato suo padre mentre era imboscato in un frutteto e che una famiglia li aveva tenuti nascosti per quasi tre mesi in vari rifugi nella loro fattoria. O'Neil era in licenza dalla Marina il giorno in cui era stata annunciata la caduta della Francia, e aveva deciso di non restare nel suo paese ma di raggiungere de Gaulle in Inghilterra. Ma era troppo presto e non c'era ancora una rete in grado di organizzare gli espatri: lui e Rupert dovettero affidarsi al loro ingegno e alla sorte. Il loro piano era raggiungere la costa e poi rubare o comprare una barca da pesca con cui attraversare il Canale. Il primo contadino li pass a un suo amico, uno che produceva sidro, ma l si bloccarono: l'uomo non poteva oppure non voleva trovare loro un contatto perch potessero proseguire verso ovest. A turno, uno di loro raccoglieva mele per il contadino e l'altro montava la guardia nel caso fossero passati i tedeschi. Pipette cerc di convincere la figlia del produttore di sidro a procurargli dei documenti falsi e lei volle tentare, ma era talmente terrorizzata che decisero di rinunciare. Alla fine le diedero alcuni negativi, tra cui quelli di un paio di loro foto, e lei and in bicicletta al paese pi vicino per farli sviluppare. Chiesero al contadino una carta d'identit e Rupert ne realizz delle copie da usare come documenti per lui e per Pipette, sperando che nessuno se ne accorgesse in caso di controlli. Poi, raccont il francese, si trovarono in disaccordo sul passo successivo. Lui sosteneva che la cosa migliore fosse procurarsi due biciclette; invece Rupert diceva che era meglio andare a piedi, perch cos avrebbero potuto abbandonare la strada con pi facilit. Serviva una mappa. Pipette aveva un po' di denaro, ma Rupert no e aveva gi ceduto il suo orologio al primo contadino in cambio di vestiti da civile. Ormai era inverno, non certo il clima adatto a passare la notte all'addiaccio, ma sapevano entrambi che non sarebbero potuti restare oltre nella fattoria del produttore di sidro. Cos una mattina partirono, armati di pane, formaggio, un po' di carne e del Calvados. Il loro piano era percorrere solo stradine e mulattiere, camminando nelle prime ore del mattino quando era ancora buio e poi dopo le quattro, e restando nascosti nelle ore diurne. E cos fecero. Arrivarono a La Fret, una piccola localit a sud di Quimper, nell'aprile di quell'anno. Qui, raccont O'Neil, avevano avuto un altro scontro. Pipette proponeva di trovare una barca insieme; Rupert riteneva pi saggio che ognuno cercasse fortuna per la propria strada. Pipette per s'impunt e pretese che prima facessero almeno un tentativo di imbarcarsi assieme. Ormai erano senza soldi ed erano ridotti a rubare il cibo, o cose che gli somigliassero vagamente. Dormivano in un granaio non lontano da La Fret e l, un mattino, furono scoperti da una donna che veniva a dar da mangiare ai polli. Era intelligente, cap subito che erano degli imboscati e si offr di aiutarli. I tedeschi le avevano ammazzato il fidanzato mentre cercava di impedire che rubassero le loro galline, e lei non vedeva l'ora di vendicarsi in qualche modo. Se volevano avere qualche possibilit di imbarcarsi, disse loro, dovevano arrivare a Concarneau. C'era qualche peschereccio, ma di tanto in tanto c'erano anche altre imbarcazioni che sostavano al porto un giorno o due prima di ripartire. Dove andassero non lo sapeva. Si offr di andare a Concarneau per vedere se riusciva a scoprire qualcosa. Quando fu partita, Pipette e Rupert ebbero una gran paura che volesse tradirli e si allontanarono dal granaio, restando per nei dintorni e in nascondigli sicuri. La sera, la donna rientr da sola. Una nave era attesa per la mattina successiva - che fortuna! - e lei credeva che non sarebbe stato difficile saltare a bordo. Quando le chiesero da cosa avesse ricavato quest'impressione, lei rispose di aver fatto una prova personalmente: era entrata in un portello del ponte di prua dove due uomini di guardia russavano e aveva raggiunto in tutta tranquillit la cambusa, dove aveva rubato un coltello. Glielo mostr. Sembrava troppo bello per essere vero, e invece lo era. La fortuna aveva ripreso a girare. La lunga camminata aveva rovinato le loro scarpe. Pipette si era procurato degli scarponi da ragazzo che gli andavano abbastanza bene, ma per Rupert Michle aveva solo un paio di scarpe di dimensioni enormi. Dovettero partire per Concarneau nel primo pomeriggio, perch Michle non sapeva a che ora di preciso partisse la nave. Non avevano fatto molta strada quando sentirono il rumore di un camion poco distante. Dovevano essere i tedeschi. Per togliersi dalla strada dovettero saltare un fosso e poi arrampicarsi in salita verso i campi. Si misero a correre, ma Rupert atterr male dopo il salto. Gli altri due si lanciarono in avanti e si accorsero dell'assenza di Rupert solo quando il camion era ormai molto vicino al punto della strada da cui erano saltati. Restarono in ascolto, ma il veicolo non si ferm. Tornarono indietro e trovarono Rupert sdraiato a faccia in gi nel fosso. Era rotolato l sotto perch gli era parso il posto pi sicuro, e disse di non essere in grado di camminare. Michle gli leg la caviglia con una calza bagnata nell'acqua del fosso, ma lui riusc a fare appena qualche passo zoppicante, di certo non poteva coprire lunghe distanze.
Qui Archie s'interruppe e poi aggiunse: La storia di Pipette s'interrompe qui. Adesso io gli far delle domande e tradurr le risposte per te.
C'era stata una lite furibonda. Pipette non voleva saperne di lasciare l Rupert; Rupert diceva che invece doveva andare. La donna si mise dalla sua parte. Non si era data tutta quella pena, disse, solo per vedere il piano fallire per uno sfoggio di buoni sentimenti. Almeno uno di loro doveva partire. Di Rupert si sarebbe presa cura lei, e anche lui sarebbe partito non appena la caviglia fosse guarita. La donna fece la voce grossa e alla fine Pipette obbed. Aiutarono Rupert a risalire la parete del fosso, verso i campi, e a nascondersi dietro ai cespugli. Michle disse che sarebbe venuta a riprenderlo al suo ritorno.
E poi, disse Archie, Rupert ha dato questo a Pipette. E le diede il sottile pezzo di carta.
Clary lo lesse a mezza voce. Cara Clary, ti penso ogni giorno. Con amore, pap. Lo lesse di nuovo fra s e poi se lo poggi alla guancia. Guard di nuovo il foglietto. Oh no! Lo sto bagnando coi capelli!. Gli occhi le si erano fatti lucidi come stelle, e le scesero le lacrime.  il secondo biglietto! Il secondo biglietto d'amore che ricevo!.
L'altro  per Zo, disse Archie senza capire.
Intende la cartolina che le ha mandato sua madre da Cassis, in cui le diceva che le voleva bene, spieg Polly.
Clary cercava di asciugare la carta con le mani ansiose, dalle unghie rosicchiate.
 scritto a matita, Clary. Non verr via, disse Archie.
S,  vero. Quando lo ha scritto?.
In quel granaio a La Fret. Mi ha chiesto di portarglielo nel caso in cui fossi riuscito ad arrivare in Inghilterra. Non per posta. Mi ha chiesto di venire di persona.  successo otto mesi fa. Dopo non so cosa....
Archie sollev una mano e Pipette tacque, mentre un'ombra dell'antica angoscia passava sul viso di Clary: un'incandescenza buia che se ne and in un istante. Rilesse il pezzo di carta e poi alz gli occhi, e vedendoli Archie cap che la sua ostinata fiducia era tornata pi viva che mai.
 solo questione di tempo, disse. Solo questo. Aspettare che torni.
... ...
Le novit su Rupert si diffusero in fretta. Quella sera Hugh e Edward portarono Archie gi per la cena e bevvero tutti insieme lo champagne che il Generale aveva riesumato dalla cantina. Pipette, cedendo alle suppliche della Duchessa, acconsent a fermarsi a cena. C'era un'atmosfera di sollievo un po' forzato: se Rupert era vivo otto mesi prima, non c'era motivo di credere che la fortuna gli avesse voltato le spalle. Il suo ottimo francese, la lungimiranza di quella Michle, il fatto che ormai fosse vicino alla costa e che Pipette ce l'avesse fatta... tutte queste circostanze furono sottolineate con ottimismo, e vennero alla luce altre avventure di Pipette e Rupert. Non appena si sent a suo agio con la famiglia, Pipette si rivel un narratore meraviglioso e divertente, che ricordava per molti versi Rupert. Una volta, nella fattoria dove si erano rifugiati, si erano presentati di punto in bianco dei tedeschi e, siccome non c'era un posto dove nascondersi, Rupert aveva fatto sedere Pipette su una carriola; aveva avuto solo il tempo di dirgli: Tu sei un completo idiota, hai capito?, e poi si era messo a zoppicare vistosamente verso i camion da cui uscivano i soldati. Giunti al loro cospetto, Pipette aveva sporto le gambe dall'improvvisata sedia a rotelle, lo sguardo ebete e la lingua di fuori, ed era saltato gi dalla carriola mentre Rupert snocciolava un monologo astioso su quel suo fratello idiota, dando a intendere di avere anche lui qualche rotella fuori posto. Aveva spiegato all'ufficiale tedesco che lo stava portando dal dottore per via dei suoi attacchi, anche se, aveva aggiunto, un veterinario sarebbe stato pi appropriato visto che il paziente era pi simile a una bestia che a un uomo. L'ufficiale aveva scrollato le spalle e si era voltato dall'altra parte; gli uomini li fissavano e qualcuno di loro era parso perfino impietosito, raccont Pipette. La Duchessa rise fino alle lacrime e si asciug gli occhi col suo fazzolettino. Pipette aggiunse che avevano dovuto portare avanti quella sceneggiata per parecchio tempo, perch la strada che conduceva alla fattoria era lunga e dritta, e da un momento all'altro il fattore poteva affacciarsi dalla porta di casa e svelare il loro trucco. Ce n'erano di storie... disse poi rivolto ad Archie, che aveva tradotto il suo racconto a beneficio di quelli che non capivano il francese.
Quella stessa sera per ascoltarono il notiziario delle nove e appresero che i giapponesi avevano lanciato un duro attacco contro la flotta americana ormeggiata alle Hawaii, in un posto chiamato Pearl Harbor. Era accaduto solo un'ora prima, non c'erano ancora informazioni precise sui danni ma di sicuro era imminente, se non gi in corso, una guerra fra quei due paesi.
Com' possibile che sia accaduto un'ora fa, se adesso  sera e l'attacco  avvenuto alle sette del mattino?.
 il fuso orario, Poll, le spieg suo padre.  successo dall'altra parte del mondo e in pi c' l'ora legale, perci noi siamo diverse ore avanti a loro. Quando loro fanno colazione, per noi, per te,  ora di andare a dormire.
La domenica sera si andava a letto presto, perch il contingente che la mattina dopo partiva per Londra doveva alzarsi presto. Cos, dopo le notizie, ognuno se ne and nella propria stanza.
... ...
Quel giorno, per vari motivi, fu uno spartiacque per molti di loro. Il Generale, dopo essere arrivato non senza fatica nella sua stanza ed essersi tolto i suoi molti strati - la giacca, il panciotto, la camicia di flanella, la canottiera di lana, pantaloni e bretelle, i mutandoni, gli scarponi ben lucidati e le ruvide calze di lana piene di macchie come il piumaggio di un tordo -, s'arrampic sul letto per prendere il pesante pigiama di flanella a strisce larghe, riflettendo sul fatto che molto difficilmente avrebbe assistito alla fine di quella guerra. Aveva ottantun anni e, col nuovo fronte che si era aperto fra americani e giapponesi, gli sembrava probabile che durasse almeno il doppio della precedente. Anche in quell'occasione era dovuto restare a guardare, una posizione che aveva sempre mal sopportato. Per, quella volta, Edward e Hugh erano riusciti a tornare a casa, perci forse avrebbe avuto un terzo colpo di fortuna anche con Rupert. A indispettirlo e deprimerlo era il fatto che probabilmente non sarebbe vissuto abbastanza per saperlo. Non importer tanto a Rupert, si disse. Ma importa a me. Non segu quel pensiero: non era mai stato bravo a dire parole d'amore, nemmeno a se stesso.
... ...
A Londra, non appena la notizia si diffuse alla stazione delle ambulanze, Sid corse a casa nel caso in cui Rachel le avesse telefonato. Non c'erano particolari ragioni per credere che la notizia inducesse Rachel a chiamarla, ma persisteva ancora in lei una speranza irrazionale, cos sedette nel suo soggiorno ormai pieno di polvere (detestava fare le faccende) a mangiare un panino con la carne in scatola e cercare di decidere se telefonare lei oppure no. Solo per sentire la sua voce, pens. Non aveva molto da dire, e pens che forse presto non avrebbe avuto pi nulla da dire a Rachel, dal momento che non poteva, n mai avrebbe potuto, dirle ci che davvero aveva nel cuore. Pens a tutti gli innamorati del mondo, per i quali era naturale e bello dire: Ti voglio. Voglio il tuo corpo nudo nel mio letto, la tua pelle contro la mia. La tua soddisfazione sar il mio piacere. Il tuo piacere la mia gioia. Ormai era abituata a nascondersi dagli altri - era diventata una seconda natura per lei - ma non si sarebbe mai abituata a nascondersi da Rachel. Si sentiva come un agente segreto, una spia: la sua vera identit, in quello sterminato mondo straniero, l'avrebbe portata a morte certa.
Quella sera fu la prima volta che, mentre aspettava seduta e il telefono non squillava, l'idea di non amare pi Rachel le si present non pi come un limbo desolato, ma come una liberazione.
... ...
A me non ha scritto nessun biglietto!, disse Neville a Lydia mentre erano a letto.
Forse invece l'ha fatto, e quel francese l'ha perso e si vergogna troppo per dirlo.
Figuriamoci!.
Lydia sent che era davvero ferito. Non ha scritto nemmeno a Juliet, del resto, disse.
Certo che no! Scrivere a una schifosa neonata che non sa nemmeno leggere! Neanche pap sarebbe cos scemo. Be', posso dire solo che quando sar grande e far un sacco di cose interessanti e pericolose, scriver a..., ci pens su, ...ad Archie, a te, a Hitler e a Flossy. E a lui no. Cos impara.
Lydia era cos lusingata di essere stata inclusa fra i fortunati che si astenne dal dire che i gatti non sanno leggere.
Io sarei molto felice di ricevere le tue lettere, disse. E credo che Hitler presto sar morto, per cui non vale la pena scrivergli. Poi, siccome lui non diceva niente, aggiunse: Mi dispiace davvero, Nev. So che  molto importante per te.
Importante? Figurati, non ci penso mai a lui.  solo un lontano ricordo. Presto sparir come una nuvola di fumo.  solo una sciocchezza, una cosa di cui mi sar scordato fra un minuto. Non gli avrei rivolto nemmeno un pensiero, se non avesse scritto quel biglietto a Clary. L'affetto e la delusione continuavano a imperversare in lui fino a quando non si addorment esausto.
... ...
La Duchessa si lasci cadere con gratitudine sulla sedia davanti al tavolo da toletta e si chin a slacciarsi le scarpe. La serata l'aveva stancata pi di quanto fosse disposta ad ammettere anche con se stessa, e la fatica esacerbava i pensieri. Le notizie sul conto di Rupert erano ancora incerte e frammentarie, anche se di sicuro erano preferibili alla totale assenza di notizie. Era vivo otto mesi prima, d'accordo. Ma nel frattempo poteva essere accaduta qualunque cosa. Non poteva scappare senza l'aiuto di qualcuno, e aiutarlo per quella gente significava rischiare la vita. Per questi motivi aveva insistito per non telefonare a Zo. Non potevano dirle che era vivo e al sicuro, perci tanto valeva aspettare il suo ritorno, qualche giorno dopo, e raccontarle tutta la storia.  questo che vorrei io?, si domand. S. Mi darebbe fastidio non essere stata avvisata subito, ma in fondo ne sarei anche grata. Questo bast.
Si tolse la croce di perle e zaffiri che portava al collo e la strinse in mano a lungo prima di riporla sul tavolino.
... ...
Diana percorse a piedi quello che le parve mezzo chilometro di corridoio dall'unico bagno del piano per entrare finalmente nell'enorme, buia e naturalmente gelida camera da letto di quel castello vittoriano in Scozia che i suoi suoceri, con molta immaginazione, chiamavano casa. Le pareti di pietra erano adorne di un'inquietante galleria di armi e acquerelli. Il pavimento di pietra era coperto qua e l da qualche orrendo stuoino di legno di cocco. Le finestre gotiche che si aprivano in fondo a profonde nicchie erano state ritenute troppo piccole per aver bisogno di tende, cosicch gli spifferi d'aria gelida avevano campo libero. L'enorme letto era tragicamente scomodo. Era altissimo, con un materasso di crine di cavallo, un guanciale duro come un sacco di sabbia, dei cuscini sottili sottili che odoravano di olio per capelli alle viole e coperte di quel genere che la gente ricca mette in groppa ai cavalli che vincono le corse. Dormiva in camicia da notte e calzini. Quando Angus era ancora vivo quella era la loro stanza, e i suoceri le avevano detto che sarebbe rimasta sua per sempre. Si erano sforzati di trattarla bene, soprattutto quando avevano saputo che era incinta, ma dopo due soli giorni in loro compagnia Diana stava gi morendo di noia. Avevano voluto convincersi che non era in s per via del lutto (cos si espressero), e loro per primi, poveretti, erano distrutti dal dolore. Lei lo sapeva e faceva del suo meglio. Le sembrava fosse passato molto tempo dalla morte di Angus, e invece erano solo tre settimane. I ragazzi pi grandi sarebbero tornati a casa per la pausa natalizia e a lei non era rimasto che trascorrere le vacanze in Scozia. Almeno cos, a parte il necessario per il viaggio, non avrebbe speso altro denaro, visti i tempi magri che si prospettavano. E stava aspettando un quarto bambino. Li adorava, soprattutto Jamie, ma con un altro maschio la loro situazione finanziaria sarebbe diventata davvero critica. Se non ci fosse stato Edward, avrebbe venduto la casa di Londra (a patto di trovare qualcuno interessato a un appartamento bombardato nel mezzo di una guerra) e poi avrebbe comprato o affittato qualcosa di pi abbordabile in campagna. E anche cos, la prospettiva di pagare un'altra retta scolastica equivaleva alla bancarotta. Questi pensieri le occupavano la mente perch, dopo la notizia dell'attacco giapponese alla Marina americana, tutti si erano trovati d'accordo sul fatto che la guerra sarebbe durata ancora a lungo, e suo suocero le aveva proposto di trasferirsi da loro in pianta stabile. Ammetteva che era stato nobile da parte sua, dato che non gli era mai stata simpatica, ma sapeva che sarebbe morta piuttosto che accettare. Avrebbe significato non poter pi vedere Edward e lei sarebbe scivolata in una palude di isolamento e responsabilit. Se solo lui fosse qui adesso, pens mentre s'infilava affranta nel letto gelido. Sarebbe riuscito a ravvivare anche un luogo come quello. Se solo lui potesse stare con me sempre, pens dopo aver spento la luce. Questo pensiero non l'abbandon e la tenne sveglia. Quando giunsero le prime ore del mattino, quell'idea era diventata un obiettivo talmente essenziale che per la prima volta si sofferm a pensare a come realizzarlo.
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Michael Hadleigh si era inaspettatamente offerto di dividere la camera con Pipette, che adesso dormiva nel letto accanto al suo. Non avevano parlato molto, perch Michael conosceva solo poche parole di francese - aveva studiato arte in Germania -, ma aveva capito che il viaggio di ritorno in Inghilterra non era stato facile. Avevano tentato di scambiare qualche parola a proposito dell'attacco dei giapponesi e si erano trovati d'accordo sul fatto che i danni dovevano essere ingenti, per via dell'elemento sorpresa. Poi Pipette gli aveva augurato la buonanotte, si era avvolto nelle coperte, e da allora non aveva pi aperto bocca. La sua presenza aveva impedito a Louise di raggiungerlo in camera come era accaduto la sera precedente. Meglio cos probabilmente, si disse. L'ultima volta, nonostante l'intenso piacere, era stata dura resistere. Lei era talmente giovane, forse troppo per avere anche una pallida idea di cosa volesse. Stava cominciando a innamorarsi di lui, ma sarebbe stato scorretto forzarla prima di essere sicuro di avere intenzioni serie. Le aveva? Mamma diceva sempre che desiderava vederlo sposato, e lui sapeva che avrebbe voluto anche un nipotino. A tutte le ragazze che aveva portato a casa in precedenza aveva trovato dei difetti, ma a Louise no. Non ne avevano parlato in maniera diretta, per il tema del nipotino era stato sollevato di nuovo in occasione della sua ultima licenza. Non rimandare troppo, gli aveva detto, e lui sul momento aveva finto di aver capito che intendesse di non aspettare di essere troppo vecchio, ma sapeva bene cosa voleva dire in realt: non farti ammazzare prima di aver concepito un erede. Quella sera, ascoltando le ultime drammatiche notizie e sapendo che le perdite, in termini di navi e di vite umane, sarebbero state enormi, pens seriamente e per la prima volta che quella di restare ucciso era una possibilit che doveva prendere in considerazione. Fino ad allora gli era andata bene, era stato fortunato; non per in un senso che avesse a che fare con il coraggio, e lui prendeva molto sul serio il coraggio. Ce l'aveva nel sangue: doveva dimostrarsi coraggioso quanto lo era stato suo padre, o di pi. Adesso, al pensiero di tutti quei marinai americani che se ne stavano tranquilli nella loro mensa a far colazione e che di colpo venivano attaccati da aeroplani rombanti che scaricavano sulle loro teste una pioggia di bombe - una colossale, spregevole strage di uomini innocenti -, prov paura per la prima volta nella sua vita. Come si sarebbe comportato lui nel mezzo di un attacco di quel genere? Sarebbe sopravvissuto? La sua povera mamma avrebbe dovuto rivivere quello strazio? Prima suo padre, poi lui: le due persone che pi aveva amato al mondo. La nave di cui avrebbe preso il comando - la torpediniera in costruzione a Cowes - era vulnerabile agli attacchi aerei, alle mine e ai siluri quanto qualsiasi altra imbarcazione, ma i colpi d'arma da fuoco raggiungevano prima il timoniere e gli ufficiali; chi stava sul ponte se la vedeva pi brutta degli altri. E lui sarebbe stato proprio l. Gli torn una paura fredda e nauseante delle ore apparentemente imperturbabili che avrebbe trascorso laggi. Quella sera cap che la paura  parte integrante del coraggio, perch si rese conto anche lui che, col suo nuovo incarico, le possibilit di restare ucciso erano alte. Come sempre aveva ragione mamma... tanto valeva concepire un bambino, magari un maschietto, prima che fosse troppo tardi...
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Angela, che quella sera era di turno, pass tutto il tempo a leggere i bollettini orari che fornivano informazioni sempre pi dettagliate sull'attacco a Pearl Harbor. Cinque navi gravemente danneggiate, oltre duemila morti, duecento aerei distrutti. C'erano stati attacchi anche alle basi americane nelle Filippine e in altre due isole del Pacifico. Il Giappone aveva dichiarato guerra agli Stati Uniti e all'Inghilterra. Era strano stare seduta da sola in quella stanzetta con il vetro divisorio che la separava dai colleghi del giornale radio, in modo che non potessero parlare tra loro e leggere ad alta voce di quei fatti violenti e lontani nella stessa maniera calma e professionale con cui avrebbe annunciato l'aumento del prezzo delle patate. Negli intervalli, quando non prendeva nota dei dischi che venivano mandati o non li annunciava - ci fu un lungo concerto che le diede un po' di tempo libero -, faceva liste d'ogni genere. Le qualit che riteneva pi importanti in un uomo: onest, scrisse, bont d'animo, sincerit (quest'ultima per era sinonimo di onest), capacit di amare, infine. Poi fece una lista delle cose che desiderava di pi nella vita: Un lavoro pi interessante. Viaggiare. Qualcuno da amare. Poi si blocc. Tent una lista delle cose che le sarebbero piaciute per Natale, ma erano tutte irreperibili; le cose che desiderava accadessero nell'anno a venire: Che la guerra finisca. C'erano poche speranze: stava invece diventando una guerra sempre pi grande, che presto avrebbe coinvolto anche la Cina, l'India, l'Africa, come un'epidemia. Forse le persone che avrebbe potuto amare e che avrebbero potuto amarla stavano morendo in quell'istante. Ogni cosa che le veniva in mente, ogni lista che avrebbe potuto fare, riportavano tutte a quel desiderio.  solo questo che voglio, pens con tristezza. Non voglio nient'altro.
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Christopher era nel suo stretto lettino in soffitta insieme a Oliver, che si prendeva gran parte dello spazio. Se provava a smuoverlo, Oliver faceva un gran sospiro e spostava un poco la sua mole come a fargli spazio, ma poi finiva sempre per riprendersi quasi tutto il letto. Quella sera, comunque, Christopher bad a Oliver meno delle altre sere. Le ultime notizie lo avevano sconvolto. Il comportamento dei giapponesi era terribile e aveva risvegliato in lui nuovi, allarmanti conflitti di coscienza. Come si sarebbe sentito se fosse stato un americano e fosse accaduta una cosa del genere? Persone capaci di compiere un attacco simile potevano fare qualunque cosa. Dunque, se fosse stato americano, non avrebbe forse sentito di dover correre a difendere il suo paese da altre aggressioni simili? E inoltre: doveva per forza essere americano per sentire quel dovere? Era contro la guerra perch non voleva che delle persone fossero costrette a uccidere i propri simili, ma di fatto questo stava gi avvenendo. Forse non si poteva mantenere un atteggiamento di superiorit verso gli altri, quando anche gli altri, almeno in parte, disapprovavano anche loro ma non si erano risparmiati e ora facevano il lavoro sporco. Con tutti i conflitti e le sofferenze che aveva affrontato durante quell'anno o gi di l, non gli era mai venuta in mente la possibilit di essere in torto: non sul piano intellettuale, ma nella scelta di separarsi in quel modo dai suoi simili. Ripens alle battute sprezzanti che gli rivolgeva suo padre, agli sfott dei ragazzi con cui per mesi aveva lavorato al livellamento di quella pista, alla loro ostilit e a come alla fine lo avessero isolato al punto che passavano giorni senza che qualcuno gli rivolgesse la parola, a parte la scorbutica padrona di casa con le sue continue rimostranze. Faceva la cresta sulle sue razioni di cibo, si era preso la sua tessera annonaria e a colazione gli dava solo pane e margarina, col risultato che tutto ci che guadagnava lo spendeva in panini al pub, l'unico nei dintorni. A sostenerlo mentre sopportava tutto questo era stata la convinzione di essere nel giusto, il che implicava naturalmente che tutti gli altri avessero torto. Adesso invece, mentre pensava a quei marinai che non stavano nemmeno combattendo e che di punto in bianco erano stati bombardati a morte, cominciava a credere che, seppure aveva avuto ragione, c'era qualcosa di sbagliato nell'avere ragione in quel modo. Implicava una superiorit morale che lui sapeva di non possedere. Pens alla sua rissa con Teddy anni prima, quando il cugino voleva unirsi al campo che lui e Simon avevano allestito in mezzo al bosco. Perci, dato che non era migliore degli altri, non doveva comportarsi come se lo fosse.
Dopo quell'episodio terribile... la padrona di casa lo aveva messo fuori perch, diceva, le avevano riferito che era un finocchio. Lui aveva risposto che era un'assurdit e lei si era adirata: Mi stai dando della bugiarda?, e lui aveva dovuto per forza replicare di s. Era bastato. La donna era salita a chiamare il marito, che l'aveva spintonato in malo modo gi per i gradini, sulla strada. Non aveva potuto nemmeno riprendersi le sue cose. Faceva un gran freddo e probabilmente era venerd, perch aveva con s del denaro. Era entrato in un pub e aveva trangugiato due bicchieri di whisky per placare il tremore. Poi aveva camminato col vago proposito di prendere un treno; e un treno doveva averlo preso ma, da quel momento in poi, non ricordava pi niente, fino a quando due uomini in uniforme, con le fasce al braccio, lo avevano scosso su una panchina vicino al mare e gli avevano fatto un sacco di domande a cui lui non sapeva rispondere, e a ogni domanda aveva scoperto cose di cui non era al corrente. Sapeva di essere vivo perch aveva paura di quei due, e sapeva anche qualcos'altro che per al momento gli sfuggiva. Continuavano a porgli quesiti molto strani su cose come reggimenti, congedi, stazioni e anche alcune domande meno strane, ad esempio come si chiamasse, ma a lui sembrava di non avere un nome o almeno di non ricordarlo. Lo avevano prelevato e chiuso in una stanzetta minuscola. Qualcuno gli aveva portato una tazza di t, il primo gesto gentile che riceveva in quella sua nuova vita in cui non era nessuno. Allora aveva iniziato a piangere senza riuscire a fermarsi. Non voleva essere nessuno: voleva sparire, cessare di esistere e non sentire pi nulla. Poi si era ritrovato in ospedale, dove gli avevano detto chi era, anche se saperlo non faceva molta differenza. Erano venuti i suoi genitori e la paura, che per un po' di tempo si era ritirata chiss dove, era tornata a travolgerlo. Gli avevano fatto l'elettroshock. Le prime volte non era stato tanto brutto, perch non sapeva che cosa stavano per fargli mentre lo legavano all'alto letto con le cinghie. Ne era uscito con un forte mal di testa, ma anche un senso di sollievo. Poi per aveva cominciato a temere le sedute. Tra l'una e l'altra se ne stava nel suo letto sentendosi anonimo e completamente solo, e una volta gli era venuto in mente il verso di una canzone: Non mi importa di nessuno, nemmeno di me stesso, e a nessuno importa di me. Chi mai poteva cantare una cosa del genere? Chiunque fosse, non doveva avere la pi pallida idea di come ci si sentisse in quella condizione.
Home Place, che sulle prime gli era parsa una prospettiva piacevole, all'inizio non era stata una sistemazione adatta. Gli altri erano buoni con lui, ma la loro bont lo faceva piangere. Poi era arrivato Oliver. Oliver lo accettava anche senza sapere chi fosse, cosa avesse fatto e cosa no. Oliver aveva passato cose terribili, sussultava e gemeva nel sonno e certe volte ringhiava, ma di Christopher s'era fidato fin dal primo momento. Allung le dita per fargli una carezza e Oliver premette il lungo muso freddo contro la sua mano. Se dovessi arruolarmi, Polly avr cura di lui, pens, immaginando il dolore di doversi allontanare da Oliver. In guerra tutti devono lasciare qualcuno che amano, si disse. Sar proprio come tutti gli altri.
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Hugh e Sybil fecero l'amore quella sera, per la prima volta dopo tanto tempo. Fu una cosa lunga, tenera, affettuosa, e dopo lei gli disse, stretta nelle sue braccia: Mio caro Hugh, sono cos felice che ci amiamo tanto. Siamo fortunati, no?.
E lui ebbe appena il tempo dire di s, che era proprio vero, che lei si era addormentata.
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La mia l'ha baciata solo per educazione, perch l'ha baciata a te.
No, Poll.  che ti trova bella. E poi tu s che hai le mani giuste da baciare, le mie invece sono solo uno dei rischi che un uomo francese deve correre, immagino. Sollev la mano ruvida e dalle unghie rosicchiate e la guard con aria critica. Suppongo che non sposer mai un francese.
Se dovessi farlo, lui ti bacer in altri posti, sciocchina! Sono solo gli estranei che fanno il baciamano, al posto della stretta.
Erano in bagno, a Home Place, e si stavano lavando i denti prima di andare nel loro alloggio al campo da squash. Clary, seduta sul bordo della vasca, disse: Ho mal di testa.
 l'emozione. Prendi un'aspirina. Non lo dir alla Duchessa. Diede un'occhiata nell'armadietto del bagno, ma non ne trov. Vado a vedere in camera di mamma.
Ma fu di ritorno dopo pochi minuti. Mi dispiace, Clary. La luce  spenta e non si sente niente. Devono essere gi andati a dormire.
Non fa niente. Vedrai che il freddo mi far bene. E poi non m'importa. Non m'importa di nulla. Infil la mano nella tasca della giacca, e Polly cap che stava toccando il biglietto.
Clary, voglio dirti una cosa. Non ho voluto parlartene prima, perch avevi gi tanti pensieri. Non volevo farti stare peggio.
Cosa?.
In autunno, e anche parte dell'inverno, ho creduto che mamma stesse per morire....
Poll! Davvero? Ma perch lo pensavi?.
Ecco, avevo origliato i discorsi di pap e zia Villy, e sembrava proprio cos.  stato terribile! Pap non sapeva che avevo sentito e non mi aveva detto niente. Una cosa cos importante avrebbe dovuto dirmela, non credi?.
S, disse lentamente Clary.  cos che bisognerebbe fare. Anche io ero preoccupata per lei. E non avevo sentito nessuna conversazione. Poi aggiunse precipitosamente: Sembrava stesse davvero male, e invece di migliorare, peggiorava. Adesso per va meglio.
S, grazie al cielo.
Avresti dovuto dirmelo, Poll. Sono la tua migliore amica, no?.
Certo che lo sei. Ma anche tu non mi hai detto niente, no?.
Ho capito cosa vuoi dire.  una specie di trappola. Uno non dice le cose alle persone a cui vuole bene. Invece io penso che pi vuoi bene a qualcuno, pi dovresti dirgli tutto, anche le cose brutte. Credo che dirsi le cose sia il pi grande gesto d'amore. Mise il braccio intorno a Polly. Non devi mai pi portare da sola un peso simile. Promettilo!.
Va bene. Ma prometti anche tu, disse Polly.
Lo prometto. Ogni omissione sar un segno di non amore.
E Polly rispose imitando il tono di voce della Duchessa: Sono assolutamente d'accordo, mia cara!.
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Edward e Villy lo aiutarono a salire le scale e a raggiungere la sua stanza, dopodich Archie raccolse le stampelle e zoppic lungo il corridoio fino in bagno, dove fece pip, e poi se ne torn in camera, sentendosi sfinito. A parte le emozioni della giornata, aver fatto per ore da interprete e aver trascorso la serata in compagnia di tante persone - per quanto note e amate - erano state delle attivit inaspettatamente sfiancanti. Poi c'era stata la notizia dei giapponesi, che di certo avrebbero ampliato a dismisura il raggio della guerra col risultato che in molte zone le forze inglesi, di terra e di mare per non parlare di quelle di aria, si sarebbero rivelate gravemente inadeguate.
Caro vecchio Rupe! Spero tanto che tu stia bene, ovunque ti trovi, pens mentre s'infilava con cautela a letto. Che fortuna era stato essere l! Nessuno degli altri avrebbe potuto cavarsela col loro livello di francese, anche se la serata si era svolta in modo molto piacevole. Si era lasciato contagiare dall'ottimismo della famiglia, ma adesso che era solo e aveva avuto da Pipette pi informazioni di quante ne avessero avute gli altri, rifletteva sul fatto che la speranza per Rupert non era troppo ben riposta. Chiss quanto si era sentito solo, abbandonato in quel campo mentre il suo compagno se ne andava! Avevano deciso di comune accordo, gli aveva spiegato Pipette, di non fare proprio il motto dei tre moschettieri: tutti per uno, uno per tutti. Pipette era stato irreprensibile. Era suo dovere fuggire in Inghilterra e provare a combattere contro i tedeschi da l. Rupert, pur essendo solo un marinaio, doveva averla pensata allo stesso modo. Perci, quando era stato il momento di dar corso a quel patto, a nessuno dei due era parso di avere scelta, anche se Pipette ne aveva sofferto molto e aveva tentato di restare.
Poi ripens a tutta la famiglia seduta intorno al tavolo: aveva avuto accanto Pipette e dall'altra parte Rachel. Al momento del brindisi - a Rupert, a Pipette e, su iniziativa di quest'ultimo, alla famiglia -, tutti si erano voltati per far tintinnare i bicchieri, lui si era girato verso Rachel. Toccando il suo bicchiere col proprio, aveva detto a voce bassa, al di sotto del clamore generale: A te, mia cara Rachel. E a Sid. Lei aveva spalancato gli occhi con un senso d'allarme, poi la sua espressione si era addolcita. Gli aveva sorriso in modo incantevole, leggermente ansioso, e aveva replicato: Dio ti benedica, Archie. Fu un modo bello di congedarsi da quell'amore.
Amore: gli venne subito in mente Clary. Che volto straordinario, intenso e mutevole aveva, lo specchio fedele del suo cuore! Ripens al momento in cui aveva fermato Pipette e lei aveva abbassato gli occhi sul suo biglietto, in cerca di conforto, poi li aveva rialzati e lui aveva visto tornare quella fiducia ostinata che l'amore esigeva da lei, e si era sentito di nuovo commosso, umile, inesperto. Lei sa cos' l'amore, si disse. Lo sa pi di chiunque altro. E accanto al rispetto e all'affetto nei suoi confronti, cominci a provare della gelosia: verso Rupert, suo padre, e verso tutti i futuri, possibili, sconosciuti oggetti dell'amore di Clary.
12 Nell'estate del 1936 Hermann Gring, alto gerarca nazista, afferm nel corso di un discorso: I fucili ci fanno potenti, il burro ci fa solo grassi. La frase era ripresa in realt da una dichiarazione molto simile fatta nello stesso anno da Joseph Goebbels.
13 W. Shakespeare, Macbeth, Atto v, Scena iii, in Tragedie, trad. it. di A. Lombardo, Mondadori, Milano, 1976.
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FINE.